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Maltempo, Filippo Thiery: è stato un evento epocale. In arrivo il freddo

Maltempo, Filippo Thiery, cambiamenti climatici, meteo

Gli eventi atmosferici di due settimane fa hanno lasciato il segno sul territorio, ma hanno anche riacceso il dibattito sugli effetti del cambiamento climatico. Per alcuni, la bufera che ha investito il Nord-Est è stato un evento eccezionale, un fenomeno fuori dal comune. Per altri  una normale perturbazione. Il comico/politico Beppe Grillo si è addirittura lanciato in una forte affermazione dal palco di Jesolo: “Cambiamenti climatici? Non credeteci. Ho visto le foto del bellunese, alberi caduti tutti uguali, pareva l’Ikea”.

Tante voci hanno espresso la loro opinione sull’argomento. Noi abbiamo preferito dare invece parola a un esperto del settore, a un professionista che tutti i giorni ha a che fare con le previsioni del tempo e con l’imprevedibile comportamento dell’atmosfera: Filippo Thiery.

 

Filippo cos’è successo sul finire di ottobre? Si è trattato di un evento raro o era una normale perturbazione atmosferica?

Se parliamo dell’evento del 29 ottobre, quello che ha portato alla tempesta e all’abbattimento delle foreste, si può dire che è stato un evento raro. Un evento epocale e non ho timore a usare termini così estremi. È stato, dal punto di vista della configurazione, un caso da manuale di meteorologia mediterranea. Un ciclone mediterraneo approfonditosi sui nostri mari per effetto dell’arrivo di una perturbazione di origine atlantica. Dal punto di vista dell’innesco, nulla di anomalo: una classica perturbazione a larga scala sull’Italia di stampo tardo autunnale.

L’aspetto da sottolineare sta nella profondità di questa struttura ciclonica. Un approfondimento particolarmente importante che non ha portato a valori record, ma rari, di bassa pressione nel centro della depressione con conseguente innesco di ventilazione, burrasca forte e tempesta a larga scala come riportato  in gran parte del centro Nord e del Sud.

Una tempesta che ha battuto molti record…

Si, sono stati battuti molti record secolari sul Trentino dove sono piovuti, in meno di tre giorni, dai 200 ai 400 millimetri di pioggia. Sul Friuli sono caduti quasi 900 millimetri di pioggia nell’arco di 72 ore. Un valore abbastanza significativo, da confrontare con quello che era successo nei primi dieci mesi dell’anno.

A metà ottobre in alcune località delle Prealpi Giulie, zone climaticamente più piovose d’Italia con una media di 3000 millimetri annui, erano piovuti poco più di 1800 millimetri e si sperava che il deficit non venisse colmato interamente nei pochi mesi rimanenti. 900 sono però caduti in appena tre giorni, un chiaro esempio del tipo di mutati regimi climatici a cui stiamo andando incontro.

Quindi, una prova certa del clima che cambia?

La risposta è certamente affermativa innanzitutto perché, secondo me, sul cambiamento climatico il tempo del dubbio e dell’incertezza è finito. Fermo restando che la ricerca, in ogni settore, va sempre avanti, va comunque detto che ci sono dei punti fermi.

Gli eventi estremi sono in conclamato aumento, sia per quanto riguarda gli scenari futuri che per quello che registriamo oggi. Faccio un esempio. Se trucchi un dado, facendo si che un certo numero esca più di un altro, non puoi accorgerti di questo con un singolo lancio. Un singolo tiro non ti dimostra un aumento delle frequenza. Se invece tiri il dado tante volte ti accorgi che il dado è truccato. Questo esempio aiuta a far capire che gli eventi rari saranno sempre più frequenti avendo noi truccato il dado, avendo quindi alterato la composizione atmosferica, avendola dopata e drogata.

Parliamo invece di oggi e dei prossimi giorni. Avremo un po’ di tregua?

Si sta delineando un cambio di regime termico abbastanza significativo, già a partire dal fine settimana. Attualmente ci troviamo ancora in una situazione con temperature nettamente sopra la norma sia a livello di pianura che, a maggior ragione, sulle Alpi. Lo zero termico credo sia intorno ai 3500 metri. In montagna quindi abbiamo condizioni di stampo estivo mentre in pianura di stampo ottobrino. Da domani in poi ci dovrebbe essere l’arrivo di aria fredda dall’Est, dai Balcani. Una propaggina di una massa d’aria ancora più fredda che si sta posando sul continente russo. Questa dovrebbe portare a un calo termico con la generazione di una situazione di clima tardo autunnale, andando anche leggermente sotto la media stagionale.

Per sabato e domenica invece ci potrebbero essere deboli precipitazioni con ritorno della neve sulle Alpi. Potrebbe verificarsi qualche sfiocchettata anche intorno ai 1000 metri. Se poi prenderà forma la situazione perturbata che sembra delinearsi per lunedì allora potremo parlare, ma questo va verificato nei prossimi giorni, di un ritorno più deciso della neve anche a quote di fondovalle intorno a 600 o 700 metri. Una condizione che ci potrebbe introdurre alla seconda metà di novembre con un clima tipico del tardo autunno.

Si può fare qualche previsione sull’inverno?

Questa è una domanda che mi fa molto piacere perché mi da la possibilità di dire che questo tipo di previsioni non sono possibili. Non lo sono oggi e non lo saranno mai perché l’atmosfera ha dei limiti di predicibilità. Si tratta di un sistema caotico che lo rende incerto oltre un certo periodo. Un limite dovuto alle leggi della fisica e non umani o degli strumenti di ricerca.

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1 Comment

  1. Dispiace per la strage di pino rosso, ma alcuni esperti forestali ripensano alle politiche della monocultura di tale specie e suggeriscono di tornar all’antico, ossia al bosco misto di altre conifere e anche latifoglie.Il surplus di legname da opera che ci sara’ , potrebbe tornar utile per edilizia antisismica ed edifici rapidamente montabili in caso di calamita’, al posto dei container di lamierona.Utile anche per fornire lavoro vero e non sussidi.Quanto al freddo, rileggiamoci la “Lezione del freddo”.I montanari che avevano la stufa a legna attivabile, dopo il cataclima hanno tirato avanti.Forse occorre ripensare il tipo di coperture, in tv viste troppe lamiere strappate ed accartocciate.Anche troppi seminterrati ottimistici in casette presso torrenti ,ricolmi di fango.

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