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Sinflut, una nuova via di misto per Gietl e Messini sul Niederer Prijakt

Sinflut, Simon Gietl, Vittorio Messini, Niederer Prijakt, Austria, SchoberFoto FB Official Page Simon Gietl

Pochi giorni fa Simon Gietl e Vittorio Messini hanno aperto Sintflut (Diluvio Universale), una nuova via di misto sulla parete nord del Niederer Prijakt (3056 m) sulle Alpi dei Tauri occidentali in Austria.

Il niederer o “basso” Prijakt rappresenta la più piccola tra due cime gemelle (la più alta è la Hohe Prijakt, 3064 m) situate nella parte occidentale del gruppo montuoso dello Schober, nel Tirolo orientale. Le due vette sono separate da un caratteristico canalone, il  Prijaktscharte. Nonostante siano geograficamente facili da raggiungere a partire dal rifugio Hochshober Hutte (2322 m) ad Ainet, nel distretto di Lienz, rappresentano una meta poco frequentata finora dagli alpinisti.

Gietl e Messini hanno sfruttato una finestra di bel tempo dopo le settimane di pioggia ininterrotta che ha caratterizzato tutto l’arco alpino, per tracciare un nuovo itinerario di ghiaccio e misto piuttosto complesso (M6, WI5, R). Prima di loro, la parete nord del niederer è stata salita in solitaria soltanto da Isidor Poppeller, quasi venti anni fa lungo una nuova via mai ripetuta finora.

Come racconta Vittorio Messini nel suo report, da almeno tre inverni osservava la parete nord dall’Hochshober Hutte, chiedendosi se al di là delle vie classiche vi fosse la possibilità di raggiungere la cima attraverso un tracciato più diretto. L’itinerario più seguito è infatti quello della Cresta Ovest, molto gradita ai climber per alcuni passaggi interessanti e adatta anche ai neofiti all’inizio dell’inverno per la mancanza di neve nel canalone settentrionale. In estate la presenza di muschio la rende decisamente scomoda. Ma per tre anni consecutivi la presenza di neve consolidata e poco ghiaccio ha portato Messini a escludere ogni possibilità di salita alternativa in condizioni invernali.

All’inizio di novembre 2018 arriva una svolta.

La scorsa settimana, del tutto spontaneamente parlando con Simon Gietl del più e del meno” – racconta – “ci siamo accordati per fare qualcosa insieme su una parete nord. Non importa dove. Forse lì in alto le condizioni erano buone, pensavo tra me e me, ma le probabilità erano 50-50, dato che nessuno di noi era stato in montagna dopo le piogge torrenziali.”

Sinflut, Simon Gietl, Vittorio Messini, Niederer Prijakt, Austria, Schober
Foto FB Official Page Simon Gietl

Nel corso dell’avvicinamento i due si sono resi conto che effettivamente le condizioni della neve lungo la parete non fossero affatto negative, anzi da lontano appariva perfettamente pressata. Una sensazione confermata una volta sul posto.

Abbiamo salito una decina di tiri esigenti di neve, ghiaccio, nevaii e sezioni di misto, poi l’angolo è diventato meno ripido e dopo il difficile lavoro di battere la traccia abbiamo raggiunto la cima alle 18, alla luce delle nostre lampadine frontali!

Un successo inatteso e non pianificato reso possibile da condizioni meteo che, come affermato dallo stesso Messini, rappresentano un evento raro che non si ripete più spesso di una volta ogni dieci anni.

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