• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo, Primo Piano

Una nuova via sull’inviolato Mugu Peaks per Anna Torretta, Cecilia Buil e Ixchel Foord

mugu peaks, nepal, mugu valley, Anna Torretta, Cecilia Buil, Ixchel Foord, alpinismoFoto @ Anna Torretta

Anna Torretta in cordata con la spagnola Cecilia Buil e la messicana Ixchel Foord ha aperto una nuova via su uno dei picchi inviolati della valle di Mugu, nella zona Nord-Ovest del Nepal, non lontano dal confine cinese. Seicento metri in stile alpino lungo il canale Sud Ovest del Mugu Peaks .

Una spedizione al femminile nata in modo del tutto casuale, come racconta la Torretta nel suo reportage, un amore quello per il Mugu Peaks, nato da una foto apparsa un anno fa sull’Alpine Journal in cui si annunciava che il governo nepalese avesse rese da poco accessibili queste vette inviolate. In pochi mesi il progetto ha preso forma, vincendo a febbraio 2018 il premio di 4000€ messo in palio dal Grit & Rock Award.

La storia della valle di Mugu parte da lontano, è una storia sconosciuta al mondo occidentale, di ricchezza e povertà che mi ha affascinato” – scrive Anna Torretta su Planetmountain, ricordando le difficoltà di accesso a questa zona del Nepal ancora poco battuta dal turismo – “Iniziamo con un volo interno da Kathmandu a Nepaljung, al confine sudovest con l’India, sul lato opposto del Nepal rispetto a dove dobbiamo andare… Da qui l’aeroporto più vicino a Mugu è Gamgadhi, nei pressi di Rara Lake, ma i voli non sono regolari e per arrivare al villaggio servono almeno altri 5 giorni a piedi. Così solo grazie al contributo della nostra agenzia Arun e a Ian e Ixchel Foord, decidiamo di partire da Nepaljung, direttamente in elicottero per atterrare al villaggio di Mugu e risparmiare quasi una settimana e forse più di tempo”.

mugu peaks, nepal, mugu valley, Anna Torretta, Cecilia Buil, Ixchel Foord, alpinismo
Foto Mugu Peaks Expedition

Non appena arrivate al villaggio, i loro sguardi vengono colpiti dal colossale “occhio di Mugu“, una vetta con due cime gemelle collegate tra loro da un bellissimo arco di roccia. La salita del corridoio centrale dell’”occhio” e la conquista delle due cime diventa immediatamente il loro obiettivo. È un mite ottobre ma l’inverno incalza e le giornate diventano sempre più corte e un vento freddo scuote costantemente la valle. Il team ipotizza di salire lungo la parete centrale passando sotto il grande arco per raggiungere la vetta principale ma dopo aver riscontrato un rischio eccessivo per le scariche di pietre e a seguito di una notte di tempesta, decide di seguire “la linea più facile, il canale Sud Ovest, per la salita alla cima principale”.

Una linea non complessa (600 m, 6a / A1 / M5) che inizia a 4.900 m. Il campo base viene posizionato a 4.200 metri, l’avanzato a 5.030m. La temperatura è decisamente rigida per il periodo, circa -9°C di notte al campo base, -15°C in parete, la temperatura diurna percepita arriva anche ai -25°C a causa del forte vento. Nonostante la tenacia, le tre sono costrette a tornare indietro a soli 50 metri dalla vetta principale (5467 metri), ad un’altezza di 5.420m. 

Una salita che, al di là del valore alpinistico, viene festeggiata come un grande evento dagli abitanti di Mugu che, come racconta Anna “hanno visto in questa scalata una possibilità di apertura della valle al turismo. Sarebbe un grosso cambiamento per questo villaggio. Mugu era centro di scambio tra Tibet e villaggi confinanti, era il polo di attrazione della valle. Anzi Mugu una volta era addirittura considerato Tibet. Poi sono arrivati i cinesi ed è cambiato il tutto. La frontiera è stata chiusa.

Dopo la chiusura della frontiera il villaggio è diventato una residenza estiva per ricchi commercianti di Kathmandu. La popolazione locale è molto povera e vive fondamentalmente di allevamento e della raccolta e vendita in primavera del Yarchagumba, una specie di fungo parassita che immobilizza e imbalsama le larve delle falene, utilizzato come farmaco per curare varie patologie, tra cui affezioni cardiache e renali. Più noto al mondo come “viagra dell’Himalaya“. Un prodotto che viene pagato a peso d’oro dai cinesi ed è pertanto la prima fonte di guadagno della valle.

Il sindaco di Mugu ci ha chiesto di parlare di questa valle dimenticata. E io vi ho raccontato la storia. Sicuramente è un posto remoto, solo per chi ama far fatica e camminare su lunghe distanze, per scoprire quello che i libri non raccontano. Sicuramente il Mugu Peaks offre altre possibilità di scalata.” – conclude la Torretta invitando il mondo occidentale a scoprire questa remota valle ricca di picchi da esplorare.

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.