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120.000 anni di era glaciale in un video di 2 minuti

ambiente, ghiacciai, riscaldamento globale, Marco ConfortolaQuello che resta del ghiacciaio dei Forni, © Marco Confortola

Un gruppo internazionale di ricercatori è stato in grado di ricostruire, attraverso una simulazione al computer, la storia delle glaciazioni delle Alpi, riassunta poi in un video di soli due minuti in cui vengono ripercorsi 120.000 anni, dall’ultima era glaciale ad oggi. Un arco temporale in cui i ghiacciai mostrano di essersi estesi e ritirati molto più frequentemente di quanto si ritenesse in passato. I risultati del lavoro, condotto per approfondire le conoscenze attuali sui meccanismi alla base delle glaciazioni, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista The Cryosphere.

Studi sulle glaciazioni in ambiente alpino sono stati condotti per ben 300 anni ma nessuno prima d’ora era riuscito ad identificare in maniera inequivocabile gli sviluppi climatici che hanno portato ad una glaciazione su vasta scala. Ci si è a lungo domandati ad esempio lo spessore del ghiaccio nei periodi glaciali, la frequenza di tali periodi e perché il ghiaccio abbia mostrato velocità di espansione diversa lungo l’arco alpino.

Il team capitanato da Julien Seguinot dell’ETH Laboratory of Hydraulics, Hydrology and Glaciology di Zurigo è riuscito a trovare risposta a tali quesiti attraverso l’uso di un CSCS supercomputer “Piz Daint”.

La simulazione mostrata nel video è stata realizzata applicando un modello speciale (Parallel Ice Sheet Model o PISM) a dati riguardanti la topografia iniziale delle montagne e dei ghiacciai alpini, le proprietà fisiche della roccia e dei ghiacci basate in parte su osservazioni compiute in Antartide e Groenlandia, dati sui flussi di calore provenienti dalle profondità della Terra e informazioni sul clima, ovvero dati meteorologici attuali combinati con informazioni paleo-climatiche fino a 120.000 anni fa.

Utilizzando due diversi scenari di piogge e tre diversi gruppi di dati di paleo-clima sono state elaborate più simulazioni ma una soltanto ha condotto a risultati compatibili con le tracce geologiche presenti nelle rocce e sedimenti dei ghiacciai.

Nei 2 minuti di video è possibile osservare come i ghiacciai alpini, nel corso dell’era glaciale che colpì il Pianeta circa 115.000 anni fa, si fossero espansi sull’altopiano svizzero, per poi ritirarsi ed espandersi ancora. Movimenti che hanno portato alla definizione morfologica delle valli e alla creazione per accumulo di detriti rocciosi – sedimenti fini ma anche grandi massi del peso di alcune tonnellate – delle colline ai piedi delle Alpi. Enormi pezzi di roccia che si sono sparsi lungo l’altopiano svizzero, le valli alpine e le montagne del Giura e che è ancora possibile ritrovare.

Per molto tempo si è pensato che il nostro Pianeta fosse stato interessato da un minimo di 4 glaciazioni. A partire dagli anni ’80 si è compreso che tale cifra fosse con alta probabilità una sottostima della situazione reale. Il modello svizzero conferma tale tesi, addirittura stimando che i ghiacci si siano ritirati ed espansi più di 10 volte, raggiungendo la loro massima espansione circa 25.000 anni fa, coprendo le colline ai piedi delle Alpi, Berna, Zurigo, il lago di Costanza e Schaffhausen, arrivando a lambire verso est addirittura la città di Monaco di Baviera. Al termine di questa fase è iniziato l’attuale periodo interglaciale.

Un’altra importante informazione deducibile dal modello elaborato è che durante il picco di glaciazione il ghiaccio potrebbe aver raggiunto uno spessore fino a 800 metri.

I ricercatori stessi ammettono in ogni caso che i risultati della loro elaborazione siano da prendere con cautela a causa delle incertezze legate alla descrizione semplificata dei processi.

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