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Torna il Sentiero Italia! – di Stefano Ardito

sentiero italia, itinerariCartelli del Sentiero Italia presso Cittareale, Lazio

Torna il Sentiero Italia, ed era ora. Il più lungo itinerario di trekking del Belpaese, ideato 35 anni fa, è stato percorso integralmente più volte, ma non è mai stato segnato. Ora torna alla luce grazie al CAI, al quale deve andare un applauso. 

Ad avere l’idea, nel preistorico 1983, è stato un gruppo di escursionisti, scrittori/giornalisti e ideatori di sentieri di cui facevo parte. Il personaggio più carismatico, già allora, era Riccardo Carnovalini (per leggere l’intervista , qui), che aveva contribuito a ideare l’Alta Via dei Monti Liguri. E poi, con sua moglie Cristina Di Bono, aveva traversato a piedi l’Appennino, le Alpi, la Sicilia e la Sardegna.   

Poi c’erano Alfonso Bietolini e Gianfranco Bracci, gli ideatori della Grande Escursione Appenninica, ufficialmente toscana ma in realtà al 50% in Emilia. C’era Furio Chiaretta, tra gli ideatori della Grande Traversata delle Alpi piemontese. C’era Giancarlo Corbellini, grande esperto di sentieri e trekking lombardi. 

Piedimonte Matese, Campania

E poi Roberto Mantovani giornalista torinese, Donato Vece ideatore dell’Alta Via dei Monti Picentini in Campania, Alfonso Picone Chiodo grande ed entusiasta promotore di sentieri sull’Aspromonte e dintorni. 

Da parte mia avevo ideato vari trekking italiani per Airone, dal Siena-Argentario al Pavia-Portofino, da lì a poco avrei individuato e descritto in una guida il Sentiero Italia del Lazio, da Forca Canapine alle Mainarde. 

Nel 1983, in Garfagnana, si è deciso di dare vita all’Associazione. Un anno e mezzo dopo, un mio servizio sulle pagine Weekend di Repubblica ha lanciato ufficialmente l’idea. Il titolo, Gran Sentiero Italia, è stato ideato da Sergio Frau, responsabile di quelle pagine, e ha dato il nome al percorso. 

Il CAI, nella persona di Teresio Valsesia, ha aderito con entusiasmo al progetto, e nel 1995 ha organizzato il primo Camminaitalia. Lo stesso Valsesia, con Riccardo Carnovalini e pochi altri, ha camminato da Trieste a Santa Teresa di Gallura. Accanto a loro, però, 5000 persone hanno marciato per dei tratti più brevi. 

Qualche anno dopo, il Camminaitalia è stato ripetuto con l’appoggio dell’ANA, l’Associazione Nazionale Alpini. Intanto però il progetto si era sostanzialmente fermato, per diversi motivi. 

In varie zone si è litigato sul percorso da seguire. La FIE ha lanciato il progetto di Sentiero E1, analogo al Sentiero Italia ma in contrapposizione con questo. Soprattutto, in gran parte dell’Appennino, non c’erano i posti-tappa. E senza alberghi, bed&breakfast e rifugi si possono fare dei trekking avventurosi, ma non può esistere un itinerario ufficiale. 

Negli ultimi anni, sembravano aver dato il colpo finale al Sentiero Italia i “cammini” della fede, dalla Francigena alla Via di Francesco, che hanno attirato l’attenzione e i fondi delle Regioni e dello Stato.

Passo della Forcola, Parco dello Stelvio, Lombardia

Invece il Sentiero Italia è risorto. E il merito va al volontariato del CAI, e al presidente Vincenzo Torti che ha annunciato l’intervento nel gennaio 2018. L’Associazione Sentiero Italia, com’è giusto, ha dato il suo assenso all’intervento. 

Da allora si è lavorato, e molto. “Delle circa 370 tappe, nei quali si dividono i circa 6.880 km del Sentiero Italia, finora ne sono state verificate 237, per un totale di circa 4.150 chilometri” recita un comunicato di qualche settimana fa.

Anche se l’inverno si avvicina, il numero dovrebbe essere ulteriormente cresciuto. In più, sempre secondo lo scritto, nelle località prive di alberghi “sono stati identificati oltre 100 posti tappa di vario tipo. Ne dovrebbero servire 112”. Più volte, sul terreno e sui social, abbiamo verificato l’impegno delle sezioni del CAI.  

Certo, negli ultimi anni il Sentiero Italia non è stato totalmente abbandonato. Nel 2011 Giancarlo Corbellini, uno dei promotori, ha camminato per 3000 chilometri, circa metà del percorso, concentrandosi sui tratti di maggior valore ambientale. 

Tra la fine di marzo e la fine di agosto 2017 Lorenzo Franco Santin, 26 anni, un ex-operaio di Azzano Decimo, in provincia di Pordenone, ha percorso l’intero sentiero da Santa Teresa di Gallura fino a Muggia, sul confine con la Slovenia. Grazie a un GPS, ha calcolato il dislivello complessivo, 430.000 metri in salita e in discesa. 

Altri camminatori italiani e stranieri hanno compiuto percorsi totali o parziali senza rilasciare informazioni dettagliate. Un’altra buona notizia, di pochi giorni fa, riguarda l’accordo tra il CAI e la FIE. Stavolta, al contrario che 20 o 25 anni fa, il Sentiero Italia non avrà la concorrenza dell’E1. 

Ma un problema è venuto fuori lo stesso. Per il 2019, accanto all’inaugurazione ufficiale da parte del CAI, è stata annunciata l’iniziativa di tre giovani, Yuri Basilicò, Giacomo Riccobono e Sara Furlanetto, che hanno fondato l’associazione Va’ Sentiero. 

Nella loro comunicazione, i tre sono stati aiutati dal Touring Club, che di solito con il Club Alpino collabora. Qualche frase, però, ha fatto temere al CAI che qualcuno volesse impadronirsi del progetto. Ne è seguito un comunicato tagliente. 

Il Club Alpino Italiano precisa che il recupero, ripristino, segnatura e valorizzazione del Sentiero Italia è iniziativa propria ed esclusiva”. “L’associazione Va’ Sentiero ha contattato il CAI per segnalare la propria idea di percorrere il Sentiero Italia, ma tale iniziativa non consente di assumere primogeniture di sorta”. 

Una volta realizzato sul terreno, ovviamente, il Sentiero Italia sarà a disposizione di tutti, associazioni o privati che siano” aggiunge con toni più concilianti Luca Calzolari, direttore di Montagne 360 e capo-ufficio stampa del CAI. Chi ha contribuito a far nascere il Sentiero si augura che la discussione rientri. Vent’anni fa ce ne sono state già troppe. 

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5 Comments

  1. Prima bisognera’controllare come e ‘lo stato dei vari tratti e segnaletica dopo i recenti nubifragi con venti catastrofici.

  2. Proprio ieri sera, a Conegliano (TV) c’è stata la serata di Lorenzo Franco Santin nella quale ha presentato il suo cammino in solitaria lungo il Sentiero Italia. Franco è la prima persona che lo ha integralmente percorso tutto in modo continuativo e soprattutto documentato. Il suo film girato col cellulare è emozionante e rende molto bene la forza d’animo e la tenacia di questo giovane ragazzo che ha percorso cinquanta, sessanta, settanta Km al giorno su terreni severi con condizioni difficili. Grandissimo Lorenzo. Chapeau.

  3. Proprio ieri sera, a Conegliano (TV) c’è stata la serata di Lorenzo Franco Santin nella quale ha presentato il suo cammino in solitaria lungo il Sentiero Italia. Franco è la prima persona che lo ha integralmente percorso in modo continuativo e soprattutto documentato. Il suo film girato col cellulare è emozionante e rende molto bene la forza d’animo e la tenacia di questo giovane ragazzo che ha percorso cinquanta, sessanta, settanta Km al giorno su terreni severi con condizioni difficili. Grandissimo Lorenzo. Chapeau.

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