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La voce di Sir Ernest Shackleton

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Un incredibile file audio, pubblicato dalla Dundee Heritage Trust, in cui si può ascoltare la voce di Sir Ernest Shackleton mentre discute della British Antarctic Expedition 1907-09, la sua prima spedizione antartica. Lo scopo dell’avventura era esplorare i confini della barriera di Ross per conoscere meglio il continente, sebbene il vero motivo era il raggiungimento del Polo Sud dopo il fallimento della missione Discovery del 1901.

Nell’immaginario collettivo Sir Ernest Shackleton è entrato con la spedizione Endurance, una delle più grandi avventure artiche di tutti i tempi. 

 

Il 1 agosto del 1914 Ernest Henry Shackleton, con altri ventisette uomini, salpò da Londra a bordo della nave Endurance con l’obiettivo di realizzare la traversata a piedi del continente antartico, partendo dal Mare di Weddell, fino al Mare di Ross.Il 19 gennaio del 1915, giunti nel Mare di Weddell, l’Endurance rimase però incastrata nel pack, andando alla deriva, fino all’affondamento (avvenuto il 21 novembre del 1915) a causa della pressione del ghiaccio.

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Abbandonata la nave, Shackleton e l’equipaggio, vivranno una delle avventure più straordinarie mai vissute dall’uomo in ambienti estremi. Dopo mesi trascorsi sulla banchisa, con lo scioglimento dei ghiacci, a bordo di tre scialuppe di salvataggio, Shackleton e i suoi uomini riuscirono a raggiungere l’Isola Elephant, nelle Shetland Meridionali, dove le possibilità di essere soccorsi sarebbero state però nulle. Shackleton decise così di tentare di raggiungere con cinque uomini e la scialuppa James Caird (di solo sette metri) la Georgia del Sud per cercare aiuto. Il gruppo attraversò 870 miglia marine (circa 1.600 km) con condizioni meteorologiche terribili, riuscendo ad attraccare, dopo quindici giorni di navigazione in uno dei tratti di mare più pericolosi e difficili al mondo, nella Baia di Re Haakon.

Da lì Shackleton, con Tom Crean e Frank Worsley, in 36 ore, attraversò in condizioni climatiche proibitive 30 miglia di montagne e ghiacciai inesplorati della Georgia del Sud (compiendo il primo attraversamento della storia dell’isola) raggiungendo, il 20 maggio del 1916, la stazione baleniera di Stromness, da dove organizzerà i soccorsi per gli uomini rimasti sull’Isola Elephant.
Dopo quattro tentativi, il 30 agosto del 1916, con il rimorchiatore cileno Yelcho, riescì infine a trarre in salvo tutti i membri dell’equipaggio.

La reale portata esplorativa, marittima e perfino alpinistica dell’incredibile traversata effettuata da Shackleton fu compresa dall’opinione pubblica solo dopo anni dalla sua realizzazione. L’esploratore inglese fece qualcosa di straordinario, non solo; per avere salvato tutti i suoi uomini, ma perché, senza provviste, con materiali e attrezzature improvvisate, affrontò una vera e propria lotta per la sopravvivenza in zone estreme e inesplorate, con temperature oscillanti tra -2o° e -45°, onde alte decine di metri, ghiacciai e crepacci difficilissimi da superare.

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