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Dalla montagna al deserto, una storia d’amore e riscatto

Marco Olmo, correre nel grande vuoto, Marathon des Sables, Ponte alle Grazie, libro
La copertina del libro

Solitudine, fatica, bellezza, immensità, umiltà. Sono queste le caratteristiche che immediatamente traspaiono non appena si inizia a leggere Correre nel grande vuoto, l’ultimo libro di Marco Olmo ultratrailer di fama mondiale. Olmo, classe 1948, è dotato di un motore impressionante, quasi soprannaturale. Un fisico d’acciaio che, nonostante i 70 anni d’età, lo fa continuare a vivere della sua grande passione per la corsa. Una passione che nel libro traspare fin da subito, una passione che ha dettato anche un riscatto sociale e umano, l’orgoglio di aver lasciato la propria impronta tra i più grandi. Il libro, dalla scrittura semplice ma curata, trasmette tanto e racconta il puro piacere per la corsa e la competizione. Olmo, narrando semplicemente gli accadimenti della sua vita di atleta, emoziona come già aveva saputo fare nel 2012 con Il corridore (Ponte alle Grazie).

Perché però ospitare su Montagna.tv la recensione di un libro che tratta di deserto? Perché quella di Olmo è una storia che arriva dalla montagna, da quella montagna un po’ dimenticata fatta di sudore e fatica perché, come scrive l’autore nel libro, con la corsa non si diventa ricchi. Olmo è un eroe del popolo, forgiato tra le strette valli del cuneese dov’è nato, vive, lavora e si allena. Si allena per correre le gare più dure al mondo, quelle a cui si è avvicinato in età matura quando già aveva 48 anni. Ma qui l’età non conta nulla. Stiamo parlando di un atleta che ha trionfato all’Ultra-Trail du Mont-Blanc all’età di 59 anni. Un atleta che ha nel palmares la partecipazione a 20 Marathon des Sables a cui, leggerete nel libro, ha esordito in modo strabiliante.

Correre nel grande vuoto è la storia di un uomo che ha sognato il deserto, che ha sognato il riscatto sociale attraverso lo sport, la fatica e la sofferenza. La storia di un boscaiolo, poi camionista, operaio e ancora addetto all’escavatore in una valle ai più sconosciuta, che ha saputo trovare la sua strada dove le vie non esistono: nel grande vuoto. Nel luogo in cui perdersi è apparentemente impossibile “era sufficiente andare dritti. O almeno così credevo. Quella mattina scoprii che era impossibile orientarsi nel grande vuoto. Anche in questo il deserto si era rivelato indomabile”. Indomabile come era, ed è tutt’ora, il desidero di tornare a correre tra quei paesaggi, il desiderio di tornare dove la sabbia sprofonda sotto i piedi e gli spazi sono immensi e desolati.

Un libro consigliatissimo.

 

Titolo: Correre nel grande vuoto

Autore: Marco Olmo

Editore: Ponte alle Grazie

Pagine: 183

Prezzo: 14,90€

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