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L’American Alpine Journal conferma la vetta sul Nanga Parbat di Revol e Mackiewicz

L’American Alpine Jounal è la più grande e forse importante banca dati dove trovare i report delle più significative scalate dal 1929 ad oggi. Solitamente sono gli stessi alpinisti a scriverli di loro pugno e a inviarli.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato all’interno dell’American Alpine Journal un lungo articolo a firma di Lindsay Griffin, capo redattore storico, sulla salita invernale del Nanga Parbat di Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz. Un report si attendeva dopo che la francese aveva annunciato alla stampa polacca che tutte le prove della sua salita le avrebbe fornite a Griffin.

Il resoconto della scalata è stato scritto basandosi non solo sulle informazioni e le foto fornite da Elisabeth, ma anche da quanto riferito da Rodolphe Popier (Himalayan Database), Eric Vola, Kyrzsztof Wielicki, Piotr Packowski, e il generale maggiore Muhammad Khalil Dar.

1: la via di salita seguita da Elisabeth e Tomek.
C: il punto dove Elisabeth ha lasciato Tomek nel crepaccio
H: la via di discesa intrapresa da Elisabeth

“Poco dopo il tramonto del 25 gannio 2018 Tomek Mackiewicz (polonia) ed Elisabeth Revol (Francia) hanno raggiunto la cima del Nanga Parbat (8.125 metri) realizzando la seconda salita invernale della montagna. La coppia ha completato la prima salita della parete nord-ovest fino alla vetta. Revol è la seconda donna nella storia a scalare una vetta di 8000 metri in inverno (dopo l’alpinista svizzera Marianne Chapuisat, che salì Cho Oyu il 10 febbraio 1993). La loro salita è stata realizzata in uno stile molto leggero”.

Queste le prime righe che si possono leggere e che finalmente chiudono la tragica storia di questa invernale sulla quale, a volta con malizia, si sono allungate ombre di dubbi circa la veridicità delle affermazioni di Elisabeth che fin dall’inizio aveva riportato di essere arrivata in cima con Tomek.

Il report continua con la dettagliata cronistoria dall’attacco alla vetta fino al termine delle operazioni di soccorso (per leggerlo nella sua interessa qui).

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4 Comments

  1. Una domanda per gli esperti in materia. Ma se in una cordata di due uno non rientra e l’altro viene soccorso in alta quota e riportato alla base si parla comunque di cima raggiunta?

    1. “Ma se in una cordata di due uno non rientra e l’altro viene soccorso in alta quota e riportato alla base si parla comunque di cima raggiunta?”
      certamente. Ci sono molti alpinisti morti in discesa che hanno compiuto ascensioni pazzesche, vedi polacchi sul k2.
      Tra parentesi, Elizabeth Revol è comunque scesa in autonomia fino ai 6000 mt .
      Chiaramente, a livello globale non è un’impresa “pienamente” realizzata.

  2. vorrei porne una anche io: ma se uno sfrutta le corde fisse messe da un altro, ne paga altri 2 per farlo fuori, arriva in cima e si vanta pure dello stile… non è uno scorretto ???

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