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Una nuova spedizione sfiderà il K2 in inverno

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Una notizia sorprendente arriva in questi giorni dalla Russia: un team internazionale sfiderà il K2 in inverno. La vetta del Karakorum, seconda più alta al mondo, è ad oggi l’unica a non essere ancora stata conquistata con un’invernale.

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© Mountain.RU

La squadra che si appresta ad affrontare quest’impresa è guidata dal kazako Vasily Pivtsov, classe 1975, Snow Leopard e conquistatore di tutti gli Ottomila senza ossigeno. Il progetto è stato invece organizzato dall’alpinista quarantaduenne russo Artem Brown. Insieme a loro ci saranno Roman Abildaev (Russia, 1984), Vitaly Akimov (Russia 1968), Tursunali Aubakirov (Kazakistan 1985), Mikhail Danichkin (Kirghizistan, 1981), Ildar Gabbasov (Kazakistan, 1977), Dmitry Muravyov (Kazakistan, 1967) e Sergey Seliverstov (Kirghizistan, 1979). Col gruppo anche Evgeny Glazunov (Russia, 1987), fratello di Sergey, rimasto ucciso nella tragedia avvenuta solo pochi mesi fa sul Latok I.

Nonostante sia in ballo la possibilità di agguantare una prima mondiale e lasciare la propria firma nella storia dell’alpinismo, gli alpinisti russi, kazaki e del Kirghizistan sanno bene a cosa vanno incontro. Il K2 non è ancora stato conquistato in invernale per l’estrema difficoltà dell’impresa. Oltre all’oggettivo livello di complessità della scalata, il team dovrà affrontare venti gelidi, che in quel periodo dell’anno soffiano fino a 200 km/h, e temperature medie intorno ai -40 ° C.

Solo 5 sono stati fino ad ora i tentativi di approcciare il gigante del Karakorum in inverno. Il primo fu quello del team polacco guidato da Andrzej Zawada nella stagione ’87-’88, che raggiunse quota 7.300 m. Il più recente è stato invece quello di un’altra squadra polacca, questa volta guidata da Krzysztof Wielicki, nella scorsa stagione. Wielicki raggiunse quota 7.400 metri, mentre il punto più alto raggiunto fino ad ora è stato quello della spedizione del 2002-2003, sempre del polacco, che arrivò a toccare i 7.650 metri di altitudine.

La salita prevede 4 campi intermedi, anche se la squadra fa sapere che la scelta del percorso verrà effettuata una volta sul posto.

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