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Arrampicata sportiva, Primo Piano

Alex Honnold non è senza paura, accetta semplicemente la morte

Alex Honnold, free solo, climbing© JIMMY CHIN, NATIONAL GEOGRAPHIC

Il climber statunitense e maestro del free solo Alex Honnold ha rilasciato qualche giorno fa un’intervista al National Geographic, nella quale il trentatreenne discute della sua filosofia di vita e soprattutto del suo modo di affrontare la paura e la morte in parete.

Una domanda molto mirata lo porta a parlare delle sue imprese da brivido, come la prima salita in free solo sulla via Freerider di El Capitan, per capire se lo scalatore sia veramente senza paura come si vocifera: “Molti dicono che non provo paura, o che non temo la morte, ma quello non è semplicemente vero! Ho la stessa sana speranza di sopravvivere di tutti quanti. Non voglio morire. Almeno non ancora. [Ride] Penso di accettare maggiormente che prima o poi morirò. Lo capisco, ma non voglio farmi prendere in braccio lungo la strada. Voglio vivere in un certo modo, che richiede accettare un grado più alto di rischio, ed è ok per me“.

Interrogato poi su quale attrattiva il free solo eserciti su di lui, Honnold risponde nel modo più spontaneo: “Perchè non dovrei esserne attratto? Vado nei posti più belli della Terra e mi godo un po’ di rigorosa attività fisica che trovo super divertente. Cosa potrebbe non piacermi di tutto questo? Molte persone assumono che io sia adrenalina-dipendente, ma arrampicare è in realtà un’attività poco adrenalinica, perchè è molto lenta. Il climbing è l’opposto degli sport legati alla gravità, come surf o snowboard. Quelli sono sport adrenalinici perchè una volta che fai un passo oltre il bordo, semplicemente succede tutto quanto. Con l’arrampicata, devi deliberatamente muoverti centimetro per centimetro su per questo grande muro”.

L’intervistatore chiede poi direttamente ad Alex come gestisca la paura e, ancora una volta, la risposta del campione è di una disarmante semplicità: “Per lo più, se qualcosa sembra veramente spaventoso semplicemente non lo faccio. Non ho alcun obbligo. Lo faccio solamente per la mia personale soddisfazione. Se ho paura, o impiego più tempo a prepararmi o non lo faccio. Ho salito vie dove ho scalato 200 piedi fal terreno solo per chiedermi “cosa sto facendo?” E poi scendere a terra e tornare a casa. La discrezione è la parte migliore del valore. Alcuni giorni non sono semplicemente adatti. Quello è il punto focale nel free solo: sapere quando intraprenderlo“.

Per l’intervista completa, visitare la pagina del National Geographic

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