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Attualità, Cronaca nera, Primo Piano

La montagna e il digital divide

Monte Baldo, cronaca, digital divide

Un fatto di cronaca avvenuto nelle ultime ore ha riaperto la discussione sull’annoso problema digital divide nelle zone montane. Si tratta del caso di Pietro Schena, 68 anni, residente a San Zeno di Montagna, morto domenica mattina sul Monte Baldo. L’uomo ha accusato un malore sul sentiero per il Telegrafo, vicino a Cima Frocellin. A intervenire sul posto è stato l’elicottero del Suem di Trento, il cui personale medico però non ha avuto modo di salvare l’escursionista.

Nonostante la dinamica del soccorso possa sembrare comune, è opportuno sottolineare che i presenti non hanno potuto contattare immediatamente i soccorsi. La zona del Baldo e in generale numerosissime aree delle Alpi e Prealpi, godono infatti di una copertura della rete cellulare minima. La richiesta di avvisare il 118 è stata “passata” a voce lungo il sentiero, dove il segnale era scarsissimo, fino al momento in cui qualcuno ha avuto la possibilità di effettuare l’urgente telefonata.

A questo proposito si svolgerà mercoledì 19 a Roma, Palazzo Valentini, un seminario organizzato dall’UNCEM dal titolo “La banda ultralarga e l’Agenda digitale nelle aree interne e montane del Paese. Sfide e opportunità per vincere il digital divide“. Nell’occasione interverranno a discutere l’argomento il Presidente nazionale Uncem Marco Bussone, il Vicepresidente Anci Piemonte Michele Pianetta, ma anche rappresentanti dell’Agenzia per l’Italia Digitale, della Fondazione Montagne Italia e dell’Associazione per la Convergenza nei servizi di Comunicazione, oltre che delle principali compagnie fornitrici di servizi di telefonia cellulare.

La speranza è che queste aree isolate, comunque sintomo di arretratezza tecnologica, possano in un futuro prossimo arrivare a godere almeno di una copertura affidabile della rete telefonica. Com’è successo in questo caso, nonostante non sia sicuro che i pochi minuti di ritardo con cui i soccorsi sono stati allertati avrebbero cambiato l’esito della vicenda, l’impossibilità di effettuare chiamate d’emergenza ha costituito un problema rilevante per la sicurezza di chi frequenta la montagna. Si tratta di una necessità imprescindibile, che può effettivamente fare la differenza tra la vita e la morte in casi di pericolo grave e per questo rimane la necessità di affrontare al più presto il problema.

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