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Mimì Alessandri, sesto grado senza età – di Stefano Ardito

Domenico Alessandri, storia dell'alpinismoLeandro Giannangeli, Mimì Alessandri e Vincenzo Brancadoro sulla Punta dei Due

Domenico Alessandri, Mimì per gli alpinisti e gli amici, è stato un grande protagonista dell’alpinismo sul Gran Sasso. Nato nel 1932 a Tempèra, frazione dell’Aquila ai piedi del massiccio, ha scoperto la grande montagna d’Abruzzo da ragazzo, portando del cibo ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di concentramento italiani e tedeschi, e che si nascondevano in montagna.

Più tardi, da laureando in geologia e poi da giovane geologo, Alessandri è andato in cerca di pietre sul Paretone e in altri luoghi molto impervi, ma senza usare corde e chiodi. Al vero alpinismo è arrivato intorno ai trent’anni. E quasi subito si è spinto ad alto livello.

Tra il 1965 e il 1971, con pochi compagni fidati come Carlo Leone, Roberto Furi e Roberto Iafrate, Mimì Alessandri ha aperto degli itinerari di gran classe tra il Corno Grande e sul Monte Camicia. Lontano dal “suo” Gran Sasso, ha percorso classiche di alta difficoltà del Monte Bianco e delle Dolomiti. E ha partecipato a tre spedizioni himalayane. 

La montagna non ha regalato a Mimì solo gioie. Nel dicembre del 1974, durante la prima invernale della parete Nord del Camicia, un incidente ha causato il ferimento di Carlo Leone e la morte di Piergiorgio De Paulis. Alessandri ha completato l’ascensione da solo, è sceso a chiamare i soccorsi, poi è salito anche lui sull’elicottero per aiutare il pilota a individuare il ferito. Due anni più tardi, la sua prima moglie Antonella è caduta e ha perso la vita scendendo con gli sci dal Corno Grande.

Dopo la spedizione aquilana nel 1990 nel Tien Shan, una delle più belle catene dell’Asia, Mimì Alessandri ha continuato a praticare lo scialpinismo, ma ha lasciato la roccia. Poi è comparso Leandro Giannangeli, giovane guida alpina di Assergi. E la passione è tornata.

Ho sempre voluto bene a Mimì, lo conosco da quando ero ragazzo” racconta Giannangeli. “L’ho incontrato qualche anno fa ad Assergi, mi ha detto che non scalava da molti anni, gli ho proposto di riprovare”.

Come prima via ha scelto la Virgola della Prima Spalla del Corno Piccolo, quarto e quarto superiore, la prima che aveva salito mezzo secolo prima. Ho visto subito che andava ancora come un treno” prosegue la guida.

Negli anni, la cordata Giannangeli-Alessandri, spesso con altri giovani amici, torna sulle più difficili vie del Gran Sasso. Nel 2016, i due ripetono la Direttissima alla Vetta Occidentale che Mimì ha aperto 49 anni prima.

Nello scorso agosto, Mimì è tornato anche sulla Gervasutti della Punta dei Due e sulla Diretta Consiglio del Corno Grande, due degli itinerari di alta difficoltà più belli del massiccio.

Le foto dei compagni di cordata lo mostrano, concentrato e sorridente, Il progetto per il 2019 è la diretta Alessandri al Terzo Pilastro del Paretone, una via magnifica in uno dei luoghi più remoti dell’Appennino.       

Da giovane arrampicavo da capocordata, salire con la corda davanti è un gioco. Appena la difficoltà aumenta sento la corda che si tende, Leandro è una guida straordinaria” sorride Alessandri.

Mimì è una forza della natura, va come un treno in parete ma anche sui sentieri. In vetta sorride felice. Ogni volta resto a bocca aperta, in ammirazione” spiega Giannangeli.

Il bello è che Mimì preferisce arrampicare in scarponi, come 30 o 40 anni fa. Solo sulla via Asterix al Torrione Cambi, che ha dei tratti di settimo grado, l’ho convinto a sostituirli con le scarpette” conclude la guida.

Tra gli amici con cui Alessandri ha arrampicato nell’estate del 2018 c’è anche Vincenzo Brancadoro, il nuovo presidente della Sezione dell’Aquila del CAI.

Sono troppo giovane per aver arrampicato con Mimì, e troppo vecchio per essere stato suo allievo nei corsi del CAI. Però abbiamo vissuto insieme la spedizione nel Tien Shan. Per me è stata una grande lezione di montagna” racconta Brancadoro.

Sulla Gervasutti alla Punta dei Due, nonostante gli 86 anni e gli scarponi, ho visto tutta la classe e l’eleganza di Mimì. Ho deciso che avremmo dovuto festeggiarlo” spiega Brancadoro.

La festa-evento in onore di Mimì Alessandri e del suo alpinismo senza età si terrà sabato 22 settembre nella storica sede del CAI in Via Sassa, nel centro storico dell’Aquila, che da qualche mese è stata finalmente riaperta dopo i danni causati dal terremoto del 6 aprile 2009.

Insieme a Leandro Giannangeli, a Vincenzo Brancadoro e a chi scrive, ci saranno Pierluigi Bini, Giampiero Di Federico, molte guide alpine d’Abruzzo. E molti altri alpinisti che hanno percorso le vie di Mimì, o che si sono formati nei suoi corsi.  

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2 Comments

  1. Piccola integrazione: nella stessa serata, il 22 settembre, Domenico “Mimì” Alessandri riceverà, dal Collegio Regionale delle Guide Alpine d’Abruzzo, il titolo di Guida Alpina honoris causa. Davvero, chapeau, e un augurio di vederlo ancora in parete, per molti anni ancora!

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