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La conferenza dei Geoparchi UNESCO – di Stefano Ardito

Conferenza Geoparchi, spettacolo iniziale © Stefano Ardito

Promuovono la ricerca scientifica, creano sviluppo sostenibile, attirano un numero crescente di turisti. In caso di disastri ambientali, dai terremoti agli tsunami, la cultura e le buone pratiche diffuse da queste aree protette servono a ridurre i danni alle persone e alle cose.

Dal 10 al 15 settembre, a Madonna di Campiglio, si incontrano per i rappresentanti dei 140 Geoparchi riconosciuti dall’UNESCO. Ben 850 delegati discutono di come organizzare e strutturare le aree protette, di come metterle in rete, dell’ammissione di nuovi candidati nell’elenco.  

Nickolas Zouros © Stefano Ardito

I geoparchi conservano la memoria della Terra. Non tutelano solo la pietra e la sua bellezza, ma il territorio e chi ci vive” spiega il professore greco Nickolas Zouros, direttore del Parco della foresta pietrificata dell’isola di Lesvos e presidente della rete mondiale dei Geoparchi.

Gli obiettivi dei Geoparchi sono all’interno dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che ha l’obiettivo di migliorare le condizioni della Terra e di chi ci vive” aggiunge Patrick McKeever, irlandese, segretario del programma UNESCO dedicato alle Scienze della Terra e ai Geoparchi. 

I Geoparchi transnazionali, come quello delle Marble Arch Caves sul confine tra la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito, creano pace e comprensione. Quelli nei Paesi poveri migliora la qualità della vita degli abitanti. Sull’isola greca di Lesvos, a Naturtejo in Portogallo e in altre zone promuovono i sapori e i saperi tradizionali”.

La storia dei Geoparchi inizia nel 1991 a Digne, nell’Alta Provenza francese, quando un simposio dell’UNESCO vara la Dichiarazione dei Diritti della Memoria della Terra. Cinque anni dopo, a Pechino, un altro convegno definisce la struttura e le caratteristiche dei Geoparchi.

Al primo incontro dei Geoparchi europei, che si svolgein Spagna, nel 2000, partecipano solo quattro aree. Poi il fenomeno si diffonde. Oggi i Gepoarchi esistono in 38 Paesi di tutti i continenti. In Europa ne sono stati istituiti 73, la Cina ne ospita ben 37. 

Dolomiti di Brenta, Cima XII Apostoli © Stefano Ardito

L’Italia, con i suoi 10 Geoparchi (più tre candidati) è uno dei Paesi più sorprendenti e più vari. Il Parco Adamello-Brenta, in Trentino, che ospita la conferenza, deve la sua unicità alla presenza di due massicci formati da rocce diverse. 

Più a ovest, sull’arco alpino, il Geoparco della Valsesia e della Val Grande si estende dal Monte Rosa fino a una delle valli più selvagge delle Alpi. Il Geoparco del Monte Beigua, nel Ponente ligure, scende con le sue rocce cristalline verso il mare di Arenzano. Nelle Alpi Apuane, in Toscana, alte vette e bizzarrie della roccia come l’arco del Monte Forato si affiancano alle storiche cave di marmo.

Tre Geoparchi italiani tutelano delle vaste zone minerarie in abbandono. La Rocca di Cerere, in Sicilia, l’unico Geoparco italiano all’esterno di parchi nazionali e regionali, include le miniere di zolfo di Floristella, aperte ai visitatori. 

Alpi Apuane, la Carcaraia dalla Tambura © Stefano Ardito

Nelle Colline Metallifere, in Toscana, l’uomo ha estratto pirite, blenda, allume e lignite dalla Preistoria al Novecento. I soffioni di Larderello forniscono energia pulita anche oggi. Da Massa Marittima e Gavorrano si raggiungono a piedi o in auto miniere medievali ed etrusche. 

Nel Sulcis, in Sardegna, carbone e metalli sono stati estratti per secoli in decine di siti. Il Geoparco, nato nel 2006, comprende la Miniera di Santa Barbara, che include dei profondi pozzi verticali, e quella di Carbonia oggi museo. A Porto Flavia ci si affaccia sul mare da una galleria scavata nella scogliera per caricare il minerale sulle navi. 

Nel Cilento e nel Vallo di Diano, in Campania, gli altopiani e le forre dell’interno lasciano il posto alla costa rocciosa di Palinuro. Le Madonie, che in Sicilia sono seconde per quota solo all’Etna, si affacciano con i loro valloni e le loro vette sulla costa e i monumenti di Cefalù.

Dovrebbero entrare nell’elenco in tempi brevi il massiccio della Majella, in Abruzzo, e quello dell’Aspromonte, in Calabria, con le sue fiumare scavate dall’erosione e le sue “grandi pietre” di conglomerato. L’Arcipelago Toscano, oltre alla bellezza dei suoi paesaggi e delle sue acque, merita di entrare nell’elenco per la varietà delle sue rocce, e per la sua lunga storia di ricerca geologica e di sfruttamento minerario. 

In Italia, il sistema dei Geoparchi si integra con quello delle aree protette nazionali” spiega Aniello Aloia, presidente del Comitato Italiano dei Geoparchi e geologo del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. “Promuovere la conoscenza del territorio, e la sua buona gestione, serve a mitigare il rischio legato alle catastrofi naturali”. 

La bellezza delle rocce protette e il dolore causato da una catastrofe recente s’incontrano in maniera drammatica sul Pollino, il più esteso Parco nazionale italiano. Un mese fa, una piena improvvisa ha ucciso dieci visitatori che si erano inoltrati nel momento sbagliato nelle splendide Gole del Raganello. 

Il Pollino è un luogo meraviglioso, che dev’essere ancora visitato. Le vette, i pini loricati, i boschi, i lupi, i borghi, e soprattutto gli abitanti, non devono essere lasciati soli. La Conferenza mondiale dei Geoparchi, oltre a celebrare la bellezza della Terra, ricorda che questi tesori di natura e di storia devono essere gestiti con cautela. 

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