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Permessi falsi per scalare l’Everest: condanna a 7 anni per i due alpinisti

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Della scorsa settimana la notizia della multa da 44.000 dollari all’agenzia Seven Summit Treks per l’utilizzo di permessi di scalata falsi. I documenti contraffatti consentivano a due alpinisti, l’australiano Ian James Hibbert e il cinese Xu Zhong Zhou, l’accesso all’Everest. La cifra da pagare imposta dal Governo rappresenta il doppio di quella richiesta per il regolare ottenimento della documentazione falsificata dai responsabili.

Nuovi sviluppi riportano che, oltre alla multa per l’agenzia, anche ai due protagonisti della vicenda sarebbe stata comminata una pena, nel loro caso di tipo detentivo. Secondo la legge nepalese spetterebbero loro 7 anni di carcere. Il Ministero del Turismo, la cui intenzione è quella di dare una punizione esemplare per scoraggiare simili irregolarità in futuro, ha comunicato attraverso il suo Direttore Generale Dandu Raj Ghimire: “Secondo i nuovi codici criminali e civili, ai falsari spettano sette anni di prigione e una multa di 618 dollari. Anche le persone che deliberatamente utilizzano i documenti sono soggette alla stessa pena. Secondo le disposizioni, i due alpinisti possono anche chiedere un risarcimento se pensano di essere stati truffati dall’agenzia”. Non è ancora chiaro cosa quest’ultima affermazione comporti esattamente, ma potrebbe consentire all’australiano e al cinese di evitare la pena.

Secondo le affermazioni del Direttore Generale, il provvedimento penale riguarda tanto i due alpinisti, quanto le persone coinvolte nella falsificazione dei documenti. Seven Summit Treks, attraverso il suo direttore Mingma Sherpa, ha fatto sapere che il responsabile all’interno dell’agenzia è già stato individuato. Rimane il fatto che per realizzare i permessi contraffatti sono stati usati carta intestata e timbri del Governo. Proseguono perciò le indagini per trovare il responsabile che avrebbe aiutato il colpevole della falsificazione da dentro il Ministero.

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