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Yuri Palma, messaggero di bellezza

Yuri Palma, videomaker, talento, intervistaDiciannove anni ancora da compiere, un volto sbarbatello e un talento naturale per la fotografia e il videomaking. Stiamo parlando di Yuri Palma, figlio del Ragno di Lecco Fabio Palma, che nonostante la giovanissima età si è già guadagnato un posto tra i migliori videomaker d’Italia. A dimostrarlo i suoi video, dei piccoli capolavori di bellezza. Potete vederne un assaggio tra una domanda e l’altra mentre scopriamo qualcosa in più su questo ragazzo prodigio.

 

Yuri, quando hai preso in mano la tua prima fotocamera?

Avrò avuto undici o dodici anni. Avevo visto una pubblicità su National Geographic, così l’ho chiesta per il compleanno e ho iniziato a fare foto. In realtà non avevo la più pallida idea di come si usasse e quasi tutte le foto erano da buttare. Sbagliando mi è però nato l’interesse per quell’arte e così la voglia di imparare.

I bambini di undici anni leggono il Topolino, tu National Geographic…

Ho sempre fatto letture di questo genere, principalmente National Geographic e Le Scienze. Mi piacevano sia dal punto di vista scientifico, sia dal punto di vista naturalistico e fotografico. Mi piaceva viaggiare grazie alle fotografie, vedere i posti del mondo.
Diciamo che molta di questa curiosità mi è arrivata dal modo in cui i miei genitori mi han cresciuto. Mi han sempre portato in luoghi fuori da quello che è l’ordinario per un bambino piccolo. Ho trascorso molto tempo con loro in mezzo alla natura.

Capito che volevi migliorare come hai imparato?

Le basi le ho acquisite totalmente tramite gli errori. Andavo in giro, scattavo centinaia di foto, poi le riguardavo e magari una su cento mi piaceva così cercavo di capire cosa avevo fatto di giusto per ottenere quel risultato.
Una volta apprese le regole base la passione si è evoluta e fortificata. Uscivo di casa con l’intento e il piacere di fare foto, così mi sono anche messo alla ricerca di tecniche particolari per migliorare e approfondire la mia conoscenza.

Hai frequentato dei corsi?

No, ho iniziato a informarmi tramite video su You Tube. Dei tutorial americani (ho imparato l’inglese più lì che a scuola) su cui ho imparato i primi passi del retouching e grazie a cui ho ampliato la fotografia base. Passavo ore e ore, ogni giorno, su questi video tutorial. Poi, a un certo punto del progresso, ho iniziato a sperimentare per ricercare il mio stile.

Qual è il tuo stile, cosa cerchi di trasmettere con i tuoi video?

Posso dire che ho uno stile particolare perché non è identificato da un singolo interesse. Spesso parto da un lavoro che mi interessa per studiare un tipo di filone che poi sviluppo. Se però dovessi individuarne uno in particolare direi che il mio genere è legato a natura e avventura.

Cosa ti “racconta” la natura?

Questa è una bella domanda e la risposta varia molto. Non posso individuare una singola emozione che mi trasmette la natura perché ogni luogo mi induce sentimenti e sensazioni diverse. L’idea che ho della natura è di una forza superiore, una sensazione che provo a cercare anche nelle piccole cose, anche nei posti in cui un occhio non allenato non riuscirebbe a trovare alcunché.
Mi piace molto riuscire a trovare e mostrare quella bellezza, è qualcosa di unico.

Per ricercare la bellezza della natura devi allontanarti da casa?

Assolutamente no. Per quanto io adori viaggiare i luoghi in cui preferisco fare video sono dietro casa. Non ho bisogno di allontanarmi per trovare la bellezza, non bisogna allontanarsi per trovare la varietà e la diversità della natura. La bellezza si può trovare ovunque e ricercare quella vicino a noi aiuta a riscoprire e a rivedere i luoghi di sempre. Così facendo si capisce la grandiosità della natura che stupisce sempre ed è ogni volta impressionante.

Sei giovane, cosa vedi nel tuo futuro?

Grazie al fatto che questa passione si è trasformata in professione sto provando e sto riuscendo a convertire tutta l’emozione che provo in un vero e proprio lavoro. Al momento sto lavorando per aziende ed enti con ideali che coincidono con i miei, situazioni dove posso trovare un punto in comune con i miei pensieri. Spero di poter continuare a lungo in questa direzione. Spero di poter continuare a farlo soprattutto in ambito avventura/viaggi in modo da trovare altri posti nel mondo che possano continuare ad ispirarmi.

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5 Comments

  1. Non me ne intendo mi sembrano molto complessi e originali. Avevo visto quello Dolomiti, il nome è scorretto perché è una piccola parte ma come resa tanta roba. come dicono i giovani

  2. Dietro una foto o un timelapse ci sono ore di fatica e di paziente “lavoro”. E’ come fare una lunghissima salita fino alla vetta sulla quale si sosta pochi minuti. Ne vale la pena! Bravo Yuri!

  3. Lo incrociai alla famosa Eroica tre anni fa. Era con due operatori che mi dissero che ne sapeva molto di più di loro. Aveva 15 anni e parlava come un professionista di 40. Certi ragazzi ci fanno ben sperare

  4. Lui è molto noto su Timelapse italia per come lavora i colori e in effetti le Dolomiti così brillano. Ma è anche molto esperto nelle riprese, nei suoi ultimi lavori sembrano più camere a riprendere sportivi ed è sempre e solo lui. Duole dirlo ma dovrà scappare all’estero come tutti i giovani talenti italiani se vorrà lavorare su grandi progetti

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