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Monte Bianco, Philipp Angelo perde la vita sullo Sperone Walker alle Grandes Jorasses

cronaca nera, monte bianco, grande jorasses, philipp angeloFoto @ Franco Perlotto

È Philipp Angelo l’alpinista che ha perso la vita nella giornata di ieri precipitando per 600 metri mentre saliva la via Cassin sullo Sperone Walker, sulla nord delle Grandes Jorasses.

Angelo, guida alpina di 36 anni, procedeva in solitaria quando verso mezzogiorno è caduto da una quota compresa tra i 3600 ed i 3800 metri morendo sul colpo. L’allarme è stato dato da altri alpinisti che hanno assistito all’incidente ed hanno chiamato il PGHM di Chamonix. “Le cause della caduta al momento non si conoscono“, spiegano dalla gendarmeria, ma si sospetta la causa possa essere una scarica di sassi. 

Philip Angelo nel 2014 durante la ripetizione in solitaria sulla via dei polacchi alle Grandes Jorasses

Philipp Angelo era un forte alpinista esperto e molto conosciuto nell’ambiente, aveva già affrontato in solitaria grandi vie, come quella dei polacchi sempre sulle Jorasses. 

Su Facebook Franco Perlotto, gestore del rifugio Boccalatte-Piolti alle Grandes Jorasses, ha voluto affidare il suo saluto: “Ieri sono stato il depositario del tuo segreto. Lo Sperone Walker in solitaria. Ne avevi fatte tante di solitarie e di pareti difficili. Ti avevo conosciuto tre anni fa quando eri sceso da Manitoa sulla Croz con Marc Toralles. Avevate dormito sul terrazzo del rifugio per non disturbare. I catalani ti consideravano uno dei più grandi scalatori del nostro paese. Contenuto, riservato anche se non taciturno. Mi ero rivisto ai miei tempi. Mi eri subito piaciuto. Ti avevo incontrato a Yosemite due anni fa ed avevamo chiacchierato molto. Il 6 agosto ti ho chiamato nello struscio di Cervinia. Da grande guida alpina, severa e professionale, avevi appena salito il Cervino con un cliente russo. Mi avevi promesso di venirmi a trovare per vedere le condizioni della via normale di discesa. Presto al mattino avevi parcheggiato a Planpincieux, eri salito al bivacco Gervasutti ed hai continuato sulla Cresta des Hirondelles fino in cima alle Grandes Jorasses. Poi alle 14 ti ho fatto un piatto di spaghetti al Boccalatte. Oltre alla forchetta ti ho dato anche il cucchiaio “sei sudtirolese”, avevo ghignato. “Allora sei mona”, avevi riso. Ieri mi hai chiamato. Sapevo del tuo progetto, forse ero l’unico. Ti fidavi di me, forse ti avevo assomigliato, un tempo. Philipp eri davvero un grande alpinista. Piango“. 

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2 Comments

    1. Mi duole ammettere che hai ragione. Negli ultimi 15 anni, decisamente troppi bravi (come lui) o fuoriclasse ( Potter, Humar, Steck, la lista è eterna) se ne sono andati. Le mirabilie sono sempre più complesse e difficili

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