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In ricordo di Giuseppe Oberto, l’uomo generoso del GIV

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Oberto fa un’ottima minestrina poi andiamo a dormire” questa l’annotazione, ordinaria nella sua semplicità ma piena di significato, di Maraini nel suo diario, al giorno 8 luglio 1958.

Poi nel suo formidabile libro dedicato al GIV aggiunge: “Accanto alle personalità marcatissime, tagliate nei metalli più diversi, ma tutti parimenti forti e lucenti, di Cassin e di Gobbi, di Bonatti e di Mauri, Beppe Oberto e Bepi De Francesch scompaiono. Proprio per questo appena conosciuti più a fondo essi rivelano, come veniva naturale di sospettare, degli animi di una finezza umbratile e sottile, d’una bontà commovente, sempre pronti al sacrificio muto, allo slancio generoso.

Oberto è stato utilissimo alla spedizione durante i primi giorni, nell’assalto alla seraccata, poi ha cominciato a soffrire di stomaco ed ora deve riguardarsi. Stare con lui è un piacere, prepara da mangiare ( è il miglior coco della spedizione), rafforza le tende che minacciano di cadere, si occupa continuamente del benessere di tutti noi con premura fraterna…”.

Oberto ci ha lasciato il 5 luglio, con modestia il giorno prima del sessantesimo anniversario di quella spedizione grande per il risultato alpinistico e per gli uomini che l’avevano raggiunto. Se n’è andato il giorno prima nel quale ci aveva lasciato, all’età di 100anni, anche il suo grandissimo capospedizione Riccardo Cassin.

Non c’è altro da aggiungere a questo pensiero e ricordo se non che di uomini e alpinisti di quel genere abbiamo molta nostalgia e forse grande necessità.

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