• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Alpinismo, L'approfondimento, Storia dell'alpinismo, Top News

10 anni fa una delle più grandi tragedie nella storia degli Ottomila (seconda parte)

K2, 2008, ricordo, Marco ConfortolaMarco Confortola in preghiera davanti al Chorten dopo essere sceso dal K2. Foto Archivio Confortola

All’alba del 2 agosto 2008 sulla montagna gli alpinisti ricominciarono a muoversi. Wilco Van Rooijen scese per primo, seguito poi da Gerard McDonnel e Marco Confortola. I tre si trovavano ancora sopra il traverso del Collo di Bottiglia e la strada da compiere per arrivare in sicurezza a campo 4 era ancora lunga. Van Rooijen però non ci arrivò mai in quanto, colpito da una parziale cecità, si perse lungo la via Cesen dove venne recuperato solo il 3 agosto da Pemba Gyalje sherpa.

Confortola e McDonnel invece, durante la discesa, decisero di fermarsi in prossimità del traverso per aiutare due coreani e un portatore nepalese scivolati durante la notte e rimasti appesi a testa in giù ad alcune corde fisse.

Marco Confortola al C2 del K2. Foto Archivio Confortola

Da questo punto in poi il racconto degli avvenimenti diventa confuso e presenta due differenti versioni. Quel che però è certo è che McDonnell non è più tornato dalla montagna mentre Confortola è stato recuperato da Pemba che l’ha trovato esausto e addormentato ai piedi del Collo di Bottiglia su cui si trovavano ancora cinque alpinisti: i tre che han passato la notte a testa in giù e due sherpa saliti per aiutarli. Durante la loro discesa dalla parete si staccò un’altra valanga che lasciò vivo solo uno dei cinque, Tsering Bhote.

In questi due giorni la grande montagna si è portata via 11 vite: Dren Mandic, Jehan Baig, Rolf Bae, Hugues D’Aubarede, Meherban Karim, Gerard McDonnell, Kyeong-Hyo Park, Hyo-Gyeong Kim, Dong-Jin Hwang, Jumic Bhote, Pasang Bhote.

Foto Archivio Confortola

“Ritornando a quei giorni – ci racconta Marco Confortola – mi viene in mente la grandezza della montagna e la voglia che avevo di salirla. Quando l’anno prima ero stato in vetta al Broad Peak vedendo la seconda montagna della terra le avevo chiesto di farmi salire e lei mi ha concesso questo privilegio.”

“Del K2 ho un bel ricordo perché mi ha permesso di salirlo senza ossigeno e perché con me è stato gentile concedendomi di continuare a vivere. Dall’altra parte però è stato spietato con chi dalla montagna non è più tornato”.

Torneresti al K2? “Vorrei tornare, vorrei andare al campo base, per ringraziarlo”.

Potete leggere la prima parte della storia qui.

Articolo precedenteArticolo successivo

13 Comments

  1. E pero’ anche basta con sempre ste foto dei piedi di Confortola. Ok hai perso le dita pero’ non e’ che per questo sei un super eroe. Messner ha perso le dita dei piedi e poi ha fatto tutto quello che ha fatto senza continuare a parlarne. Basta per favore.

  2. Senza ossigeno Confortola sarebbe morto. E lo sherpa ha spiegato bene le balle che ha raccontato su come sia andata. Per non parlare della FOLLIA di salire in vetta al buio. Basta santificare così

  3. Piu’ che il K2 dovrebbe ringraziare chi lo ha salvato e ha rischiato la vita per la sua imprudenza di arrivare in cima alla sera…..nonostante sia una guida alpina e un uomo del soccorso alpino.

  4. Basta guardare la foto di copertina del suo ultimo libro, dove si definisce il cacciatore di 8000, per inquadrare il personaggio

  5. Ma non ho capito che problema c’e’ a defiirsi divanisti o quant’altro? Dovrebbe essere un’offesa? Oppure non si puo’ criticare un personaggio pubblico? Cmq grande Hans che sicuramente sara’ un fantastico alpinista, visto che puo’ elogiare un supereroe come Confortola! Mitici entrambi!

  6. Ciao Fra. Va bene criticare per carità. Ma sulla base di cosa? Su articoli letti sul giornale o in rete? Io sono un alpinista scarso, anzi pessimo. Ho fatto solo 3 ottomila senza ossigeno ma sulle vie normali… ormai ci vanno tutti …
    Però dai, una piccola idea di cosa voglia dire far fatica a quelle quote me la sono fatta e avendo anche conosciuto il Confortola, mi permetto di apprezzarne le qualità tecniche e umane. Non ho mai pensato che fosse un supereroe… però … dai.. qualcosina di particolare ha fatto su Alpi, Himalaya e Karakorum (poi magari anche sulle Ande …chissà).. Per cui, dargli sempre contro solo perchè si é letto un libro o un articolo o un commento di un pinko palla chiunque … da un divano, senza aver mai nemmeno superato i tremila metri … Mitico Fra!

  7. Caro Fra, ha pienamente ragione Hans. Di super alpinisti Cacciatori di 8.000, ne possono parlare solo alpinisti che hanno fatto almeno un 8.000 ecc. Gli spregevoli divanisti non hanno diritoo di parola, potrebbero disquisire solo su quale sia il miglior modello di Poltrone Sofa’. In effetti non si capisce come sia stato possibile lasciare scrivere tutti quei libri di avventura ad Emilio Salgari (avendo anche un discreto successo, riconosciuto da tutti), essendo lui stesso un divanista che non ha mai viaggiato.

  8. Certo Paolo. Per fortuna ognuno può esprimere il proprio pensiero come crede. Rimane il fatto che si tratta di chiacchiere da bar dello sport. Diamo libero sfogo alla fantasia, ma non dispezziamo le persone solo per sentito dire dai … Evviva i divani …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.