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K2 1954-2018: una sfida vinta, una sfida da vincere

Foto @ Bartek Bargiel

Il 31 luglio, per più di 50 anni, tutti gli alpinisti della spedizione italiana al K2 si trovavano insieme al prof. Desio per ricordare quella giornata fatidica della loro vita. La conquista della vetta da parte degli uomini che in quel giorno spinsero lassù Achille Compagnoni e Lino Lacedelli. La più grande e significativa delle spedizioni italiane e internazionali di quei tempi eroici e anche un po’ nazionalisti, tempi di conquista, ma anche di grande passione, volontà, determinazione e orgoglio.

Il 31 luglio è anche il mio “compleanno alpinistico”: 29 anni dopo Lacedelli e Compagnoni, lo stesso giorno e la stessa ora arrivai in vetta a quella formidabile montagna insieme al mio amico Josef Rakoncaje da allora ogni 31 luglio è stato per me e per le persone che mi sono più vicine una giornata di ricordo, di festa.

Lo sarà anche quest’anno, a maggior ragione perché nel cuore e negli occhi ho la recente discesa di Andrzej Bargiel con gli sci dalla vetta del K2 dopo esserci arrivato, sugli 8611 metri della cima, senza ossigeno. Una storia nobile e sportiva di coraggio e passione. Bravo, una bella pagina scritta per il K2 e l’alpinismo.

Ma nel cuore ho anche il tentativo di quest’inverno della prima invernale del K2 (e l’ultima invernale degli Ottomila) di Krzysztof Wielicki, fallito per un eccesso di burocrazia che ha appesantito le gambe, il cuore e il cervello di una squadra di ottimi alpinisti con un fuoriclasse tra loro, Denis Urubko. Ci riproveranno, nel 2019. Auguri a loro.

Questo 31 luglio lo trascorro pensando ad una bella sfida vinta e a una sfida ancora da vincere, pensando al K2 e alla storia degli uomini, grandi e piccoli, ma tutti formidabili, che ne hanno fatto la storia.

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1 Comment

  1. io non so cosa ci sia dietro questi continui articoli del signor Da Polenta sul K2. Forse invidia e gelosia nei confronti di Bonatti. veramente non mi capacito.
    Ma io della scalata del 54 non festeggerei un bel niente, anzi…
    si tratta di una delle pagine più sporche ed ignobili della storia dell’Alpinismo !

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