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Primo Piano, Storia dell'alpinismo

Oggi nasceva Lionel Terray, una vita fatta di “inutili” prime salite e record di velocità

Lionel Terray, Makalu, Fitz Roy, Annapurna© France Bleu

Mi ricordo perfettamente che quando ero un ragazzino di sette o otto anni, un giorno mia madre mi disse: “Ti lascerò praticare qualsiasi sport tu desideri, tranne la motocicletta e l’alpinismo.” Quando le chiesi che cosa significasse questa ultima parola, lei mi rispose: “È uno sport stupido che consiste nell’arrampicarsi sulle rocce con le mani, i piedi e i denti!” scriveva Lionel Terray in quello che è è diventato uno dei grandi classici della letteratura alpinistica, “I conquistatori dell’inutile“. 

Di certo non si può dire che Lionel diede retta alla madre, infatti la sua prima scalata vera e propria è ad 11 anni su una parete non lontana da casa. La prima di una lunghissima carriera che segnò in modo indelebile la storia di quello “sport stupido” ed “inutile”: sua la prima ripetizione alla nord dell’Eiger nel 1947, ma anche la prima ascesa del Fitz Roy con Guido Magnone nel 1952 e quella del Makalu con il connazionale Jean Couzy nel 1955. Ha inoltre partecipato alla spedizione himalayana del 1950, in cui Maurice Herzog conquistò il primo 8.000 della storia.

Dagli anni ’50 collabora con diverse aziende di abbigliamento tecnico di montagna, tra cui Moncler, per lo sviluppo di indumenti innovativi studiati appositamente per l’alta quota. 

Dopo gli anni della guerra e delle grandi spedizioni diventa istruttore di sci e guida alpina di Chamonix, continuando ad arrampicare e stabilendo diversi record di velocità sulle Alpi francesi, italiane e svizzere, come Punta Walker sulle Grandes Joeasses, la parete sud dell’Aiguille Noire, la parete nord-est del Pizzo Badile e la nord dell’Eiger.

Se davvero nessuna pietra, nessun seracco, nessun crepaccio mi aspetta da qualche parte, nel mondo, per arrestare la mia corsa, un giorno arriverà in cui, vecchio e stanco, saprò trovare la pace tra gli animali e i fiori. Il cerchio si chiuderà e sarò infine il semplice pastore che sognavo di diventare da bambino“. La sua scomparsa è tragicamente arrivata a causa di un incidente avvenuto nel 1965 quando aveva solo 44 anni, mentre faceva ciò che più amava fare su una via del Vercors, in Francia, detta fissure en Arc de Cercle

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