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Maurizio Folini e le truffe sui soccorsi in Nepal: l’aviazione civile sta cercando di arginare questo fenomeno

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Pubblicavamo qualche giorno fa i risultati dell’indagine condotta dall’AFP a dimostrare come alcune agenzie di trek in Nepal mettano in atto meccanismi truffaldini per indurre gli escursionisti a richiedere costose evacuazioni. Un sistema che, facendo qualche ricerca sulle agenzie di stampa nepalesi, pare essere ben radicato e diffuso, tanto da occupare costantemente le pagine dei giornali locali e nazionali. “Ogni giorno arrivano notizie di truffe sui soccorsi” commenta una fonte locale.

Per questo abbiamo pensato di andare a parlare con chi, dal 2010, presta il suo servizio e la sua esperienza nei soccorsi sulle più alte cime della terra: la guida ed elicotterista valtellinese Maurizio Folini.

 

Come funziona un soccorso in elicottero in Nepal?

Bisogna partire dal presupposto che l’agenzia che organizza il trekking è responsabile per l’eventuale soccorso. Vale a dire che deve informare tutti gli organi ufficiali oltre agli agenti assicurativi e all’azienda elicotteristica nel caso in cui ce ne sia bisogno.

Quali e quanti sono gli operatori che possono eseguire i soccorsi?

Al momento ci sono 12 aziende, tutte con regolare permesso da parte dell’aviazione civile nepalese per eseguire operazioni di soccorso. Ogni pilota ha però le proprie limitazioni. Alcuni possono volare fino a 10mila piedi (circa 3050 metri, ndr) mentre altri possono volare oltre i 10mila piedi.

A fianco di questo ci sono poi delle specializzazioni per cui piloti e operatori possono fare le cosiddette long line e qua si identificano due possibilità: da un lato il trasporto materiale e dall’altra il trasporto di persone al gancio baricentrico. Per avere queste specificazioni il pilota deve mostrare una certa esperienza in questo campo, deve avere l’autorizzazione da parte della CAAN (Civil Aviation Authority of Nepal) e l’azienda deve, ovviamente, possedere tutto l’equipaggiamento in regola e con le dovute garanzie.

Tu sei tra i piloti stranieri che possono operare in Nepal, oltre a te chi possiamo trovare?

Una volta eravamo in pochi, adesso ce ne sono parecchi. Abbiamo piloti neozelandesi, Canadesi, quest’anno c’era anche uno svizzero. Oltre a me poi c’è anche un altro italiano regolare che da anni lavora in Nepal.

In questi anni ti è già capitato di sentir parlare di truffe ai danni dei trekker?

La responsabilità di questi comportamenti è delle agenzie, specialmente di quelle che si occupano dei trek di cui se ne possono trovare di due categorie: quelle più serie e quelle meno serie.

Bisogna dire innanzitutto che per le agenzie di trek il soccorso in elicottero genera un fonte di guadagno perché ogni volta in cui contatta un’azienda di elicotteri questa cede un piccolo contributo all’agenzia. Per questo esistono agenzie che sforzano i propri clienti ad essere evacuati in elicottero.

Credi sia molto diffuso come fenomeno?

Credo di si, anche se quest’anno ho visto qualcosa cambiare. Parlo del mio operato con la Kailash Helicopter che ha introdotto nuovi e restrittivi protocolli d’intervento. Ogni volta in cui veniamo chiamati per operare dobbiamo fare una richieste all’aviazione civile indicando il nominativo della persona e la problematica per cui questa deve essere evacuata. Queste carte vanno mandate all’aeroporto di Lukla dove la torre di controllo da il permesso di volo, senza carte non possiamo volare. Come secondo controllo, una volta evacuato il paziente, dobbiamo dirigerci verso un primo centro medico che può essere al campo base dell’Everest oppure a Lukla. Qui viene fatta un’ulteriore diagnosi per confermare lo stato di salute della persona.

Una lunga descrizione per dire che c’è stato un aumento di serietà nei controlli che non ho visto, un evento probabilmente influenzato da quanto accaduto in passato.

Frugando tra gli articoli della stampa locale e in rete si scopre che esistono aziende elicotteristiche tra i cui azionisti figurano manager di importanti compagnie di trek…

Si può dire che sia una cosa “normale”. Nel senso che quasi tutte le compagnie di elicotteri hanno all’interno qualche esponente delle agenzie di trek. Parlando molto chiaramente loro sono tra i pochi ad avare la forza economica per sovvenzionare un’azienda di elicotteri. Sono tra i più ricchi del Paese grazie al fatto che il turismo in Nepal ha un trend in continua crescita.

Quel che va detto è che la presenza di esponenti delle agenzie di trek in un’azienda elicotteristica non implica una truffa. Spesso può semplicemente essere d’aiuto nell’offrire un miglior servizio ai propri clienti. Se però c’è chi se ne approfitta o fa giochi sporchi spero che questi vengano alla luce il prima possibile.

Ti è mai capitato di essere chiamato per degli interventi, arrivare e constatare che erano superflui?

Porto come esempio la passata stagione. Quest’anno mi è capitato di essere chiamato in modo non ufficiale mentre volavo verso il campo base dell’Everest. Una delle agenzie presenti, collegata alla nostra stessa frequenza radio, mi ha visto volare e mi ha chiesto di fare un intervento a campo 2 per la sua agenzia. Ovviamente mi sono rifiutato perché non avevo i permessi per farlo. Solo in un caso sono intervenuto senza permesso: nel caso delle Sherpa caduto nel crepaccio a causa di un altro elicottero. In quel caso sono intervenuto, poi però ho dovuto presentare un report e affrontare una riunione con i responsabili dell’aviazione civile.

I nepalesi sono molto aperti e capiscono questi eventi. Hanno imposto regole e paletti combattere le frodi. Truffe che vanno a scapito di tutti alla fine perché da una parte i premi assicurativi continuano ad aumentare e poi mettono a rischio altre persone: un intervento di un elicottero a 7000 m ha davvero un rischio alto. Se lo metti in conto per andare ad aiutare qualcuno che ha davvero bisogno lo fai; se invece mandi un pilota a prendere una persona che poteva scendere tranquillamente con le sue gambe questo non va bene.

Le assicurazioni si sono accorte di questi giochi?

Non lo so, però posso testimoniare quel che fanno alcune grosse assicurazioni. C’è ne una in particolare, l’americana Global Rescue che da un paio d’anni ha capito l’esistenza di questi giochetti loschi arrivando a decidere di presenziare agli interventi di soccorso. Ci sono dei loro operatori che a volte ci accompagnano nei recuperi mentre altre volte attendo in aeroporto. La cosa più singolare è che hanno scelto di lavorare solo più con poche compagnie elicotteristiche. Quest’anno a esempio, hanno lavorato esclusivamente con due compagnie.

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