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Alpinismo, Primo Piano

Highlights dal Karakorum: vetta sul Nanga e valanghe sul Broad. Si sale su K2 e Gasherbrum

Foto @ Mignon KI

Con l’arrivo di luglio la congiura meteo che stava affiggendo le spedizioni impegnate in Karakorum pare essere terminata, o almeno aver dato quella necessaria tregua per tornare sulla montagna e compiere qualche significativo progresso.

Incominciamo segnalando la prima vetta stagionale raggiunta, quella del Nanga Parbat. Il coreano Kim Migon si mette così in tasca il suo quattordicesimo Ottomila. In cima con lui altri due membri della mastodontica spedizione commerciale che ha assaltato la nona vetta della Terra. Se abbiano o meno trovato traccia di Tomek sui 7200 metri della via Kinshofer non è dato saperlo.

Invece i forti Alex Gavan e Tunc Findik hanno alla fine rinunciato per le scarse condizioni della montagna, a dimostrazione di un’ovvietà: quando si ha alle spalle un apparato importante di sherpa e portatori d’alta quota che attrezzano la via le probabilità di andare in vetta si alzano notevolmente rispetto a quando si è in quattro gatti in stile leggero.

Rimaniamo, per poco, sulle spedizioni commerciali, che oramai abbiamo capito si confermano protagoniste sugli 8000 non solo nepalesi, ma anche del Pakistan.

Sul K2, dopo la caduta mortale dal Camino Bill dell’alpinista canadese Serge Dessureault, si procede. Al lavoro in questi giorni ben 11 sherpa ed alcuni portatori d’alta quota pakistani, tra cui Ali Sapdara, che hanno fissato la via dello Sperone degli Abruzzi fino a campo 3. I piani per ieri erano di arrivare a campo 4, ma non c’è ancora conferma dalle agenzie sul fatto che siano riusciti a raggiungere quella quota. Intanto i clienti stanno terminando l’acclimatamento e il programma prevede che il tentativo di vetta avvenga attorno al 20 luglio, meteo permettendo.

Dal GII al K2, Foto @ Andrzej Bargiel

Al K2 è arrivato anche Andrzej Bargiel, che ricordiamo è intenzionato a realizzare la prima discesa integrale con gli sci. Il polacco in realtà era fino a ieri al GII, che voleva salire per prepararsi all’obiettivo primario. Date però la difficoltà di quest’anno ai Gasherbrum, Bargiel si è reso conto che stava solo perdendo tempo e così si è trasferito.

A causa delle condizioni complicate, che allungano i tempi per raggiungere la vetta, lascia il K2 la spedizione di Mingma G. Sherpa, che ha preferito dare priorità all’obiettivo del Broad Peak su cui si concentreranno gli sforzi. 

Sempre sul Broad Peak le valanghe hanno bloccato a 7800 metri il tentativo di vetta del team della Furtenbach Adventures. Tutti sono già rientrati in sicurezza al campo base e rimangono in attesa di riprovarci. 

Veniamo ai Gasherbrum: l’ottimismo è tornato insieme al bel tempo che sta permettendo ai vari alpinisti di salire e finalmente cominciare ad acclimatarsi seriamente.

Iniziamo, come sempre, dagli italiani. Gli alpini e Bernasconi sono in parete del GIV da qualche giorno, il loro obiettivo è quello di fissare campo 2 e trascorrere qualche notte in quota. Le condizioni non sono facili: nei giorni scorsi è caduta tanta neve, il ghiacciaio verso campo 1 è molto crepacciato, la seraccata per andare a campo 2 è difficile, ma manca davvero poco per cominciare a vedere la cresta nord-est salita 60 anni fa da Bonatti e Mauri.

 

Hervé Barmasse e David Gottler sono arrivati solo ieri al campo base. Il loro ritardo rispetto alla tabella di marcia delle altre spedizioni è però quasi totalmente azzerato dal maltempo che ha costretto tutti a stare fermi fino a pochi giorni fa e dal fatto che i due saliranno in stile alpino, quindi senza necessità di perdere tempo ad attrezzare via e campi.

A parte un virus intestinale risolto ed il nuovo casco personalizzato di Hervè by Grivel (con raffigurato il Cervino, il nome della figlia, un gattino nero, la bandiera dei Quattro Mori in onore delle origini della compagna ed il tricolore) non si hanno altre notizie, almeno di rilevanti. L’obiettivo, lo ricordiamo, è l’inviolata parete Sud Ovest del GIV.

Sul GII, Giampaolo Corona e Mario Vielmo sono in acclimatamento. Di sicuro hanno trascorso una notte a campo 1 e probabilmente hanno proseguito con gli ungheresi Dávid Klein e Szilárd Suhajda verso campo 2 e campo 3. Non si hanno però ancora conferme, rimaniamo in attesa.

Adam Bielecki ha raggiunto assieme ai compagni di cordata campo 3 a 6900 m. L’umore è molto alto: “Chi avrebbe pensato che sul popolare GII avremmo potuto provare un’esperienza di vera avventura in montagna?– scrive il polacco – Ricerca della via, arrampicata notturna (a causa del pericolo valanghe) e mancanza di corde fisse. Ci piace!”. A dimostrazione dell’eccezionalità della stagione in Karakorum. 

 

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