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Con il CAI rinasce il Sentiero Italia

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Nato dall’idea di un gruppo di appassionati nel 1983 ha visto la luce solo nel 1995 quando si è tenuta la prima edizione del CamminaItalia, un evento di scoperta di uno dei più lunghi tracciati del territorio nazionale: il Sentiero Italia. Un percorso escursionistico composto da 368 tappe che attraversa l’Italia intera e che doveva essere motore di promozione per l’ambiente naturale del nostro Paese.

Con gli anni però il Sentiero Italia e il suo tracciato sono finiti nel dimenticatoio o, almeno, fino a quest’anno quando il Club Alpino Italiano ha annunciato di volerlo recuperare per riportarlo in auge con la speranza di trasformarlo in qualcosa di duraturo e in continua evoluzione.

“Si tratta dell’idea di riscoprire un progetto nato 25 anni fa e, di fatto, abbandonato. La voglia e l’idea di riprendere in mano questo percorso va al presidente generale Vincenzo Torti che, come ha giustamente detto, vede nel Sentiero Italia un percorso che abbraccia l’Italia tutta. Un concetto che, devo dirlo, ho riscontrato fin da subito nelle persone coinvolte nel progetto. Operatori che fin da subito han creduto nell’idea mettendoci entusiasmo e passione” ci racconta il vicepresidente con delega all’escursionismo Antonio Montani.

Come hanno risposto i soci e le istituzioni a questa proposta di ricostituzione del tracciato Italia?

I soci hanno risposto con entusiasmo e la stessa cosa è, fortunatamente, accaduta con le istituzioni regionali. Per fare qualche esempio nel gennaio scorso abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Regione Sicilia e la settimana scorsa abbiamo fatto la stessa cosa con la Calabria. Accordi che attribuiscono al CAI un ruolo nella gestione della segnaletica, stiamo cercando di fare la stessa cosa in Sardegna.

Come si svolgerà il lavoro di ripristino?

Il lavoro è suddiviso in due grosse aree tematiche: come prima cosa sarà necessario lavorare sull’infrastruttura, cosa che faremo nel corso del 2018; nella seconda fase invece, che riguarda il 2019, si dovrà pensare sulla fruizione e promozione del sentiero.

Il primo grosso lavoro che stiamo effettivamente svolgendo riguarda la tracciatura. Nel corso del tempo molti tratti del sentiero sono stati abbandonati, chiusi, resi privati. Ci siamo trovati di fronte alle situazioni più disparate, quindi dobbiamo ristudiare e ricalcolare il percorso, soprattutto nella zone del centro e Sud Italia. Sull’arco alpino la situazione invece è leggermente diversa: normalmente il tracciato è percorribile a parte possibili frane o altri eventi naturali che possono aver incidentato parti del tracciato.

Quali altri problemi state riscontrando?

Il tracciato del Sentiero Italia (Mappa in Fase di Aggiornamento). Foto: Club Alpino Italiano

Un grosso problema, sempre nel centro e Sud Italia, è dato dall’accoglienza.

Abbiamo notato che laddove il percorso è fruibile appoggiandosi a punti di accoglienza questo viene utilizzato e si mantiene. Dove invece mancano i luoghi di accoglienza e ristoro questo viene abbandonato. Purtroppo per i volontari che fanno sentieristica non è possibile mantenere sempre in ottime condizioni un itinerario che raggiunge i 6500 chilometri di lunghezza.

Che idea vi siete fatti durante questi primi mesi di lavoro?

La prima cosa che salta all’occhio è che le regioni dove si riscontrano la maggior parte dei problemi sono anche quelle dove ci sono le maggiori potenzialità di sviluppo per un tipo di turismo diverso, responsabile. L’altra cosa importante, come già detto, è che le istituzioni locali hanno colto il messaggio e l’intenzione aprendosi positivamente a questa iniziativa. Sono segnali che fanno ben sperare.

Cosa farete per promuovere il sentiero una volta terminati i lavori?

Nel 2019 verranno organizzate una serie di manifestazioni da parte del CAI e delle sue sezioni per fa si che i soci abbiamo modo di conoscere e scoprire il sentiero Italia. Si organizzeranno gite e una sorta di staffetta che percorrerà non tutto il sentiero, ma alcuni tratti importanti.

Ci sono poi gruppi CAI, ma anche esterni all’associazione, che si stanno organizzando per percorrere l’intero tracciato del percorso.

Una grossa parte della promozione sarà poi organizzata attraverso il nuovo portale CAI che avrà spazi dedicati e dove sarà possibile scaricare le tracce GPS. A fianco di questo si realizzeranno ovviamente anche delle guide cartacee.

Molto importante, nella fase di promozione, sarà far conoscere questo percorso all’estero. Abbiamo rapporti consolidati con il Deutscher Alpenverein e con l’Österreichischer Alpenverein. Due club che rappresentano un buon bacino di fruizione per tracciati di questo tipo. Come CAI vorremmo far conoscere all’estero il nostro ambiente naturale.

Il nuovo logo del Sentiero Italia

Un lavoro impegnativo…

Si, stiamo lavorando a 360 gradi attorno a quest’idea accorgendoci anche di aver forse dimenticato qualcosa nel corso degli anni. Ci siamo resi conto di aver trascurato la necessità di infrastrutturare l’Appennino cosa a cui ora vogliamo lavorare.

Non parlo di realizzare nuove costruzioni, ma di ristrutturare le già esistenti per offrire accoglienza a camminatori e frequentatori di queste terre meravigliose.

Per quando è prevista la conclusione dei lavori?

Quello sul Sentiero Italia non potrà essere un lavoro che si conclude. Sarà un lavoro in costante continua evoluzione sul modello del GR20 in Corsica. Chi ha percorso questo tracciato 25 o più anni fa racconta di aver camminato in un luogo in cui non c’era nulla. Non c’erano punti ristoro o luoghi d’accoglienza. Chi lo percorre oggi si trova invece di fronte a una rete di infrastrutture che han contribuito a creare un’economia sulle montagne. Un fattore molto importante quest’ultimo perché, senza un’economia di base, non ci si può aspettare che qualcuno viva e mantenga quelle terre. Solo dando la possibilità alle genti di vivere sul posto potremo queste potranno aiutare nella protezione dell’ambiente naturale.

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