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Le Tre Cime di Lavaredo chiamano Papa Francesco

Il sindaco del paese di Auronzo di Cadore (BL), Tatiana Pais Becher, ha ufficialmente invitato Papa Francesco a proseguire la tradizione portata avanti dai suoi predecessori e visitare le Tre Cime di Lavaredo, simbolo delle Dolomiti nonché orgoglio locale e nazionale.

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La targa dedicata a Papa Giovanni Paolo II, © Corriere delle Alpi

Era il 16 luglio 1996 quando Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, ammirava il tramonto ai piedi della Cima Piccola di Lavaredo. Da domenica, una targa benedetta dal vescovo Giuseppe Andrich è stata posta nei pressi di quel punto per commemorare il momento storico. Il “papa montanaro“, come lo chiamavano per la sua passione per la montagna, aveva ammesso di trovare incantevole il Cadore.

Ad accompagnare in quell’occasione Giovanni Paolo era stato l’allora capo della Forestale Giuliano De Martin Topranin e la targa commemorativa recita: “Joannes Paulus II Pont. Max. qui sostò in preghiera e meditazione il giorno 16 luglio 1996. Non abbiate paura”.

Nel 2007 anche il successore di Wojtyla e predecessore di Bergoglio, Papa Benedetto XVI, era stato invitato a visitare la zona dall’allora sindaco di Auronzo, Bruno Zandegiacomo. La visita, accolta da una folla di fedeli, era avvenuta a luglio dello stesso anno e anche Ratzinger era rimasto affascinato dalla zona.

Ora, a seguito dell’invito ufficiale a Papa Francesco e visto il lungo e felice rapporto tra la sede papale e il Cadore, l’assessore Andrea Costa ha affermato: “vorremmo stabilire una sorta di gemellaggio fra le Tre Cime e il Vaticano“. Il sindaco Pais Becher ha spiegato con queste semplici quanto efficaci parole l’appello mandato al Papa: “Le Tre Cime sono il simbolo dell’umanità, di pace, e pacifica convivenza, valori, tanto cari a Papa Francesco”.

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1 Comment

  1. Un tempo pure Jesolo, Bibione,Caorle avevano le colonie estive diocesane,ma ora molte sono in disarmo …forse aleggia attorono alle spiagge un fumo di zona peccaminosa?O sono in attesa di compratori?La montagna invece, per quanto sia un ammasso di pietrame, ha sempre la sua retorica.Ambiente da “esercizi spirituali nel silenzio”

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