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Hansjörg Auer in solitaria sul Lupghar Sar West

Hansjörg Auer, Lupghar Sar West, alpinismo, KarakorumIl momento della vetta, © Hansjörg Auer

È cominciata il mese scorso l’avventura dell’alpinista fuoriclasse austriaco Hansjörg Auer, classe 1984, che domenica ha realizzato la salita in solitaria del difficile e tecnico Lupghar Sar West (7.181 m), in Karakorum, nella regione del Gilgit-Baltistan. L’ascesa è avvenuta dalla parete ovest per una via scoperta da due alpinisti spagnoli nel 1989. Doveva inizialmente trattarsi di una salita a due in cordata con l’amico Alex Blümel, con il quale aveva realizzato nel 2016 la prima ascesa della parete nord del Gimmigela East (7.005 m), ritiratosi però dal progetto per questioni di salute.

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La zona del CB, 4.500 m circa, © Hansjörg Auer

Auer ha raggiunto il campo base, a circa 4.500 metri, il 22 giugno. Il Lupghar Sar West non è certamente uno dei rilievi più frequentati del Karakorum: si tratta infatti della prima attività alpinistica registrata sulla montagna dal 2000. 

L’acclimatazione è proseguita senza intoppi per le due settimane successive, con diverse rotazioni fino a quota 6.000 metri sulla cresta sud-ovest di La Rochelle. “Ho avuto un primo assaggio di cosa significa stare da solo in altitudine“, ha scritto a metà della scorsa settimana sui social.

La finestra di bel tempo che aspettava è arrivata sabato. Domenica sera è quindi giunta la conferma da parte di Auer: “Ho scalato la parete ovest del Lupghar Sar West per la prima volta. Questa salita è veramente unica per me, perché ho l’ho sognata per ben quattro anni. Ho sempre voluto sapere come ci si sente ad essere soli in alta quota. E sono felice di aver fatto questa esperienza“.

Nonostante l’incredibile esperienza accumulata su alcune delle vie tecnicamente più complesse delle Alpi (certe salite addirittura in free solo), per Auer il Lupghar Sar West è stato una scommessa, resa ancora più complessa dall’essere da solo, essendo la sua prima volta in alta quota. Scommessa che ha vinto portando la sua carriera alpinistica ad un nuovo livello. 

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8 Comments

  1. Complimenti! E mi sa che è solo l’inizio della sua attività in solitaria in Himalaya. Aspettiamoci grandi cose per il futuro!

  2. Ottimo risultato. Alpinismo vero. Non quelle sciocchezze da Everest con turisti scemi e salite invernali, autunnali, estivi, notturni, con una gamba, con due gambe con tre gambe, senza gambe, senza testa. Salite premium, non premium, carta, carta gold. Cagate dopo cagate.

  3. Bravo Matti. Tu sì che sei un vero intenditore e profondo conoscitore dell’alta quota. Tu sì che sai cosa vuol dire pestare neve a ottomila metri, senza ossigeno. Perché tu ci sei stato a ottomila metri vero? Mmmmh… mi sa tanto che sei anche tu un alpinista da divano che spara cagate a destra e a manca …
    Complimenti veri invece ad Auer: alpinista completo e con gli attributi.

    1. C’è stato il mio socio, se interessa. Una noia mortale in coda insieme a 50 escursionisti con l’ossigeno. E’ tornato commentando che non posso riportare e siamo andati al Bianco a fare una bella via vera. Il 99% dell’alpinismo sugli 8000 metri è alpinismo di serie B, l’ha detto a Trento un certo Eisendle che sugli 8000 ha aperto una via nuova

  4. Grande Alby. Anche tu per sentito dire da altri. Non per esperienza diretta. Complimenti. Allora ti posso dare la mia esperienza diretta, se interessa…
    AL Gasherbrum II, nel 2014, nella serraccata fra CB e C1 ho incontrato 2 persone … fra C1 e C2, sulla banana ridge altre 2 persone …
    Al Manaslu nel 2016, da C4 alla cima, forse una decina di persone …
    Ma il mio rientra nel tuo alpinismo di serie B … lascio a te quello di serie A sul Monte Bianco… ma poi dimmi se quando torni dalla cima prendi gli impianti… Seria A

    1. Bravo. No, mai presi. Neanche a salire agli attacchi. E in Patagonia non ci sono e al ritorno dalla Franco Argentina l’avrei quasi voluto con vento a 140. E il mio è alpinismo di serie B, come il tuo d’altronde

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