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Monte Bianco, è di nuovo allarme per l’alto numero di vittime

montagna, alta savioia, monte bianco, , alpinismo, vittimeFoto @ Francesca Cortinovis

Sono già 13 le morti in montagna in Alta Savoia dall’inizio della bella stagione, 8 negli ultimi 10 giorni. 4 sono gli alpinisti che hanno perso la vita sul Massiccio del Monte Bianco. Numeri che non fanno ben sperare, soprattutto dopo l’infausta stagione 2017, quando tra giugno-ottobre i morti erano stati 17.

Il timore è che la situazione possa ripetersi. L’allarme arriva dal prefetto dell’Alta Savoia Pierre Lambert: Non si insiste mai abbastanza sulla sicurezza e sul fatto che la montagna è un luogo libero che non può essere protetto“. D’altronde i numeri dei frequentatori del Monte Bianco sono impressionanti: “D’estate si possono contare da 300 a 500 persone che ogni giorno provano l’ascensione, con una stagione che può durare 90 giorni“, ha spiegato Francois Marsigny, responsabile del dipartimento alpinismo all’Ensa di Chamonix e consigliere del prefetto per la montagna, aggiungendo: “Saper rinunciare è una delle chiavi per restare vivi“.

Le autorità francesi per arginare la situazione, da anni, stanno mettendo in atto diverse attività volte almeno ad impedire che alpinisti impreparati possano provare a salire il Monte Bianco. In tal senso, alla Tête Rousse, porta d’accesso a 3.167 m per la via normale del versante francese, da molte stagioni è presente una casetta di legno presidiata da Tsering Phinso Sherpa, che ferma chi arriva chiedendo informazioni sulla destinazione, eventuali prenotazioni per i rifugi Tête Rousse o Gouter, butta un’occhio sull’adeguatezza dell’attrezzatura e dell’abbigliamento, invitando in caso di anomalie a scendere o addirittura in casi estremi avvertendo la Gendarmeria de Houte Montagne, come successo l’anno scorso con una signora arrivata nel pomeriggio priva di equipaggiamento e con due bambine piccole al seguito

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La protesta di Kilian Jornet, © Kilian Jornet

A seguito della tragica stagione scorsa, ricorderete di certo, altre misure d’emergenza furono adottate, in particolare il sindaco di Saint Gervais, Jean Marc Peillex, aveva emanato un’ordinanza per imporre un equipaggiamento minimo obbligatorio per chiunque volesse tentare di salire sul Monte Bianco. Un provvedimento criticato da molte parti perché incisivo sulla libertà di andare in montagna. Impossibile dimenticare la goliardica manifestazione di Kilian Jornet, che lo scorso agosto aveva postato una foto senza vestiti proprio sulla cima del Monte Bianco per protesta.

Sulla scia dell’esperienza passata, all’inizio di quest’anno era arrivata la proposta dalle guide alpine francesi di rimuovere tutte le facilitazioni dalla via normale francese, in modo da prevenire un falso senso di sicurezza indotto dalle strutture e renderla meno accessibile agli alpinisti inesperti. Idea cha aveva generato reazioni contrastanti anche tra i nostri lettori. Chiedendovi quindi in un sondaggio la vostra opinione, nonostante la maggioranza fosse contraria, soprattutto perché la migliore “cura” non sono i divieti ma una maggiore cultura della montagna, tanti erano stati anche i favorevoli. 

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2 Comments

  1. Forse un qualche impulso alla “conquista” lo fornisce la disponibilita’ di ramponi, piccozze, corde eccetera.Infatti i negozi specializzati li mettono ora in offerta speciale, e persino si fanno vivi i siti di esclusivo e-commerce o per corrispondenza.Poi saper usare adeguatamente e avere un fisico adatto ed allenato e acclimatato è il”quid” (molto quid, anzi parecchio) che fa la differenza.

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