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Dopo un anno di chiusura forzata riapre lo storico rifugio Scarpa

Rifugio Scarpa, Agnér, alpinismo, outdoor© Cai

Ha riaperto sabato 23 giugno l’ultracentenario rifugio Scarpa-Gurekian all’Agnér, che dal 1912 accoglie escursionisti nella località Malga Lósch, con i suoi oltre 100 posti per il ristoro e le sue 30 cuccette. É accessibile da molte vie e costituisce un punto di riferimento e una base di partenza per escursioni e ascensioni nel Gruppo dell’Agnèr-Croda Granda e per la frequentata via ferrata “Stella Alpina” al Monte Agnèr.

La gestione è stata presa in carico dalla guida alpina Marco Bergamo, 33 anni, che per consentirne la riapertura ha affrontato un anno di lavori di ristrutturazione e di strascichi delle incomprensioni con la Sezione agordina del Cai lasciati in eredità dai precedenti gestori. Lo scopo della nuova apertura è quello di riportare il rifugio ai suoi fasti storici, valorizzando l’ambiente dolomitico e mettendo a frutto il supporto economico fornito dal Cai.

Rifugio Scarpa, Agnér, alpinismo, outdoor
Foto storica del rifugio nel 1912, © Cai

Gli interventi del Club Alpino italiano si sono concentrati sul ripristino dei servizi principali: la fornitura di energia elettrica e l’approvvigionamento idrico, la sistemazione della caldaia e dell’impianto di riscaldamento. Anche la strada principale che porta al rifugio è stata rimessa in sesto, con i tratti più irregolari riasfaltati, per permettere alla clientela di raggiungere più agevolmente la struttura.

A riapertura avvenuta, la sfida da affrontare è ora quella di riguadagnare la fiducia dei visitatori, che nell’ultimo anno hanno trovato le porte del rifugio sbarrate e si sono, giustamente, diretti verso altre mete. La fidelizzazione, per una struttura al centro di molte vie e itinerari diversi, è fondamentale se si vuole creare una clientela regolare.

Secondo il nuovo gestore, il rifugio Scarpa sarà di nuovo a regime a metà luglio, ma è stato fondamentale lavorare senza sosta nelle scorse settimane per garantire la riapertura in tempi brevi, al fine di non subire troppo la concorrenza degli altri rifugi della zona già aperti. Oltre alle camere già tutte disponibili e al menù di ristorazione che si va arricchendo di giorno in giorno con l’arrivo delle materie prime e del personale, il mezzo per attirare nuovamente i clienti è il focus sui giovani: nuove attività di arrampicata, escursionismo, ma anche yoga e meditazione verranno proposte ai visitatori, prestando particolare attenzione ai principianti delle discipline.

Bergamo punta a far tornare le persone alla montagna, rendendo il rifugio Scarpa un punto di riferimento sia per neofiti che per frequentatori esperti. Le attività che vuole lanciare non saranno fini a loro stesse, ma promuoveranno un ritorno all’alpinismo e all’escursionismo classico, che si possano portare avanti durante l’anno e che assicurino sia al rifugio che alla zona una sana e regolare affluenza di appassionati della montagna.

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1 Comment

  1. Pero’ non si capisce se , causa la mancanza del collegamento tramite seggiovia ora non gestita e paralizzata, portera’ agli antichi spelendori iniziati a meta’ anni ‘ 50.
    Dicono addiritttura che cavo e piloni dovrebbero essere demoliti e rimossi…ma chi paga???Rimarranno ad arrugginire come tanti altri??O verranno inglobati in un bel bosco che almeno nasconde?
    A chi ritornera’ , una bella e remunerativa scarpinata.Ottima la disponibilta’ letti…infatti per le scalate e i corsi occorre
    programmare piu’giorni.Speriamo in un rivitalizzarsi del paese alla base:Frassenè Agordino….e pure Gosaldo…un tempo brulicanti di un turismo alla buona dell’Italia che emergeva dalla seconda Guerra mondiale e si avviava al breve boom economico anni 60.Ora alberghi e pensioni sono desolatamente chiusi…e pure appartamenti e case.Solo in Agosto tornano alcuni emigrati in pianura.

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