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Famiglia di Cogne fa causa all’UE: non fa abbastanza per combattere i cambiamenti climatici

Riscaldamento globale, ambienteUn’infografica delle motivazioni che hanno generato la causa, © People’s Climate Case

Arriva da parte di dieci famiglie la causa all’UE per la sua inadeguatezza nell’adattare le normative per contrastare i cambiamenti climatici. Il gruppo si è rivolto direttamente alla Corte di Giustizia europea, portando l’attenzione sul target di riduzione delle emissioni climalteranti, secondo i membri insufficiente.

Il provvedimento messo in atto per combattere il fenomeno prevede che entro il 2030 il valore delle emissioni nazionali di gas diminuisca di più del 40% rispetto ai valori registrati nel 1990. Per le dieci famiglie, questa soglia non è abbastanza alta. È dovere dell’UE, secondo il loro parere, aumentarla in modo da poter tutelare i diritti fondamentali di salvaguardia che spettano ai suoi cittadini.

Le famiglie provengono da diversi paesi, europei e non: oltre a Germania, Francia, Portogallo, Romania e Svezia. C’è anche una famiglia valdostana. Si tratta degli Elter, di Cogne, che gestiscono un’attività locale, secondo i membri messa a rischio dai cambiamenti climatici. La loro produzione di alimenti biologici e il loro piccolo bed&breakfast sarebbero minacciati dall’incremento delle temperature per il fenomeno del riscaldamento globale. Se il clima dovesse continuare a cambiare, sfumerebbe la possibilità di realizzare coltivazioni e il turismo legato alle arrampicate sul ghiacciaio della regione andrebbe scemando.

Lo scioglimento dei ghiacciai in particolare è una questione veramente critica per la zona. D’inverno costituisce infatti la principale attrattiva turistica, mentre d’estate è cruciale per alimentare le grandi coltivazioni a valle. Durante tutto l’anno, inoltre, rappresenta l’unica fonte di acqua dolce della zona.

A sostenere l’azione legale delle 10 famiglie è Legambiente, facente capo a Climate Action Network Europe, che coordina tutti i ricorrenti. Diverse ong le accompagnano inoltre in questo percorso, formando un fronte compatto che si prefigge lo scopo di far capire all’UE che limitando le misure di salvaguardia lede a tutti gli effetti i diritti fondamentali dei suoi cittadini. Per questo ciò che viene chiesto alla Corte di Giustizia europea è che la questione ricada nella sfera dei diritti umani, al fine di dare l’impulso per un intervento più consistente e che tuteli veramente questa come le future generazioni.

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1 Comment

  1. Se ha abbastanza soldi e tempo da fare causa alla UE vol dire che è appoggiata da qualche ricca ass ambientalista che vuole restare in incognito per creare il “caso, anche la gente comune protesta …”
    A proposito di riscaldamenti climatici, oggi 15 gradi qui da me ( 80 slm ), con vento di bora … e i monti hanno ancora tanta neve, che riscaldamento ah !
    Infatti sono qua che scrivo …

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