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I gestori dei rifugi lanciano l’allarme: stop all’alpinismo “mordi e fuggi” che causa incidenti

rifugi, sicurezza in montagna, satRifugio Cima d’Asta da Facebook

La stagione dei rifugi è iniziata, con una ventina di giorni d’anticipo, come accade da qualche anno. Da un po’ di tempo si è consolidato un modo di andare in montagna che crea una certa allerta, come segnala la SAT che in questi giorni ha raccolto le preoccupazioni soprattutto dei gestori dei rifugi alpinistici, quelli che rappresentano il punto di partenza per le scalate. La richiesta, partita da alcuni tra i più noti rifugi nell’area dolomitica occidentale – Cima d’Asta, Segantini, Denza, Carè Alto -, ma anche da altri del Trentino orientale, è quella di sollevare e discutere del problema dell’escursionismo ed alpinismo “mordi e fuggi”. Ossia la tendenza degli ultimi anni di affrontare arrampicate ed escursioni impegnative nell’arco di una sola giornata.

 “Si credono tutti degli highlander: – sostiene qualcuno – arrivano dalle metropoli della pianura dopo un viaggio di due o tre ore, parcheggiano e poi via sulla salita che porta all’attacco della cima, o su un attraversamento impegnativo. Peccato che spesso il sole è già alto e si arriva in parete, o in quota, con molto ritardo”. “Questo fa si che quando si deve affrontare la discesa si è ormai esausti – sottolinea qualche altro gestore – e la percentuale di incidenti dovuti appunto a stanchezza, mancanza di concentrazione e fretta per tornare casa, sta aumentando considerevolmente”.

I gestori sono quasi tutti Guide Alpine, o uomini del Soccorso Alpino, persone che hanno visto numerose situazioni critiche e che accolgono generazioni di alpinisti/escursionisti.

Fino a qualche anno fa, infatti, chi voleva affrontare percorsi impegnativi saliva nel primo pomeriggio al rifugio, dove avviene una fase notturna di acclimatamento, si svegliava con meno dislivello nelle gambe e il ritmo cardiaco stabilizzato. Una modalità di andare in montagna che fa parte di un bagaglio culturale che si è perso, ma che andrebbe ripreso e riproposto con convinzione.

Per i gestori che sistemano i sentieri di accesso ai rifugi e quelli di attacco alle cime con giornate intere di fatica e che sono sempre all’erta per intercettare gruppetti di escursionisti o cordate in caso di bisogno, quando succedono incidenti a causa della stanchezza, o dell’orario sconsigliato per l’ascensione, è sempre una sconfitta. “Perché – dichiarano – non sono certo i 15 euro del pernottamento a fare la differenza sul budget di una gita, quanto piuttosto la presunzione, la smania di dimostrare a sé stessi che tutto si può fare in un giorno”. “I cambiamenti climatici regalano temperature miti anche in tarda serata, ma occorre sapere che la concentrazione quando si hanno nelle gambe dislivelli importanti e qualche ora di macchina, crolla fisiologicamente e questo è molto pericoloso, basta una mano, o un piede in fallo, o su un sasso che si muove ed è tragedia” ricordano.

L’appello, accorato, è dunque quello di tornare ad una cultura alpinistica che diffonda una frequentazione più consona all’ambiente di montagna. Le regole per prevenire gli incidenti non riguardano solo la richiesta di informazioni o il fatto di essere adeguatamente equipaggiati, ma riguardano anche il fatto che se le vite degli uomini sono cambiate, le montagne sono immote da millenni e che “se in circa 150 anni la montagna è stata scoperta, frequentata e salita grazie ad una serie di comportamenti adeguati all’ambiente naturale che le caratterizza, non è bruciando le tappe che si realizza un record, o una impresa”.

Utilizzare il rifugio alpinistico come deve essere utilizzato significa entrare in sintonia con un ambiente che può regalare, non solo una giornata di emozioni, ma un utile arricchimento personale di convivialità, di scambio e di informazioni, senza le quali all’ escursione, facile o difficile che sia, manca sempre qualcosa.

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52 Comments

    1. tutti i rifugi cai, a soci cai, offrono prezzi di pernottamento dai 12 ai 16€; l’unico in cui paghi 18€ è la capanna regina margherita. Trovi tutti i prezzi sul tariffario cai.

        1. Sono Rifugi del CAI e, quindi, è normale che i soci beneficino di promozioni che, comunque, in genere, abbassano i prezzi di 10 € al giorno per la mezza pensione

          Scusi, ma Lei conosce quali sono i prezzi di 1 hotel a 5 stelle? Non conosco rifugi di montagna in cui si pagano quelle cifre….

          1. provi a prenotare notte e mezza pensione qua in Valle d’aosta…al teodulo , alle guide del cervino , al monzino , al sella , al mantova ….ci vanno 65/70 euro….altro ke 12… e mi associo alla risposta qua sotto di luigi

          2. A Franck Aosta: 65/70 euro sono il prezzo per una mezza pensione in un albergo a 3 stelle, e non certo a 5 stelle.

            Inoltre, 12 € si riferivano al solo pernottamento, non certo alla mezza pensione, che ovviamente non può che avere prezzi superiori; mettere le 2 cose sullo stesso piano significa fare di tutta l’erba un fascio

      1. Ah ah ah che battuta. A 15 euro in un rifugio neanche ti ci fanno entrare, ti dicono semplicemente che non hanno posto (esperienza personale). Le persone negli anni sono state trattate malissimo, e adesso evitano di andarci. Mi sembra il minimo. Molti gestori sono diventati cosí avidi che dovrebbero togliergli il rifugio. Bisogna dare i rifugi a gente che crede nel turismo di montagna, non ad avidi albergatori.
        Chi è causa del proprio mal…pianga se stesso

        1. ben detto Luigi…15 euro neanche prendi impianto x avvicinarti al rifugio…da cervinia a plateau rosa costa 30 euro solo salita e discesa con seggiovia ( 1800 mt di dislivello )

          1. Se fai alpinismo non usi la seggiovia. Nessuno ti ordina di mangiare in pensione. Io mi porto dietro ciò che mangio e non ho mai speso più di 15 euro a notte nei rifugi CAI, spendo 50 euro l’anno per la tessera che mi da anche altri servizi

          2. Lamentarsi del prezzo delle seggiovie è una vergogna. Ok ci sono ma puoi sempre fare il sentiero.
            Fai il sentiero e ti porti la cena a spalla.
            Spendi 15 euro. Tutto il resto sono servizi e li paghi se li vuoi.

  1. Considerare l’esperienza alpinistica limitatamente e solo come frettolosa scalata e performativa conquista delle cime è degno solo di commiserazione e compassione.
    Deprivarsi della possibilità di un’altra dimensione del tempo e del sè, evitando ad ogni costo soste e pernottamenti in rifugi, impoverisce la concezione stessa dell’alpinismo e rende l’andar per monti un’attività di pura coazione narcisistica.

    1. Pernotto al Falier quando vado in Marmolada ma molti altri rifugi sono costole cittadine. E quando ho da fare una via difficile ho ben poco da pensare ad altro altrimenti vado a cacciarmi nei guai. Fare alpinismo difficile è un’altra cosa che guardare fiori e ascoltare il silenzio e quanto alla dimensione del tempo, io sulle vie devo andare in fetta se no le doppie sono al buio

  2. anche io vorrei sapere se esiste un rifugio ke ti fa dormire con 15 euro !!! e vogliamo anche parlare del prezzo x il cibo e la colazione ??? questo al giorno d’oggi non e’ un gran incentivo x gli escursionisti ke gia affrontano anche le spese di autostrada e benzina ….. cari gestori

  3. La prossima volta che dormo in rifugio al posto di saldare il conto, lascio una copia di questo articolo è 15 euro…vediamo se il gestore mi parla di etica del pernottamento o se mi insegue fino a valle sciabolando la picca…

    1. no, secondo me molti non hanno la minima idea della differenza. Alcuni rifugi necessitano che le provviste siano portate su in elicottero e pretendono che siano vendute allo stesso prezzo; vabbè, nemmeno da mettersi a discutere…

  4. L’alpinismo e gli alpinisti sono ben altra cosa rispetto ai “consumatori” di montagna, mordi e fuggi, sempre pronti a salire con ogni condizione meteo, possibilmente piu’ in fretta possibile, sempre alla ricerca di performance.
    Incapaci di guardare e di sentire, loro stessi prima di tutto. E’ desolante.

    1. Si chiama alpinismo ed è diverso dal trekking. Certo che andiamo in fretta se no ci tocca fare le doppie al buio. A guardare e sentire vado con la moglie quando vado sulle vie devo pensare solo a quelle perchè altrimenti me la vedo brutta. Hai mai fatto alpinismo?

  5. confesso di essere sconcertato e avvilito nel leggere i commenti sul costo dei pernottamenti.

    Chiarisco subito i motivi del mio sconcerto:
    – ciò di cui si parla nell’articolo è la sicurezza, che in montagna significa la differenza tra incolumità e incidente o tra incolumità e tragedia;
    – viene riportato che le fonti delle affermazioni sono innanzitutto guide alpine o membri del soccorso alpino. Direi che, per formazione ed esperienza sono soggetti abilitati a discutere di sicurezza;
    – a fronte di un tema come la sicurezza in montagna si discute (anche un po’ polemicamente) su un costo di “15 euro”

    A parte che mi sembrano considerazioni del tutto fuori tema, tempo fa una pubblicità di un casco recitava “se la tua testa vale 20 dollari, fai bene a comperare un casco da 20 dollari”. Ora vale il medesimo principio: se la tua vita vale 30 euro (tariffa media pernottamento non soci CAI) non occuparti della tua sicurezza, perché non è conveniente.

    PS. a chi parla di un costo di pernottamento pari a un hotel 5 stelle chiedo cortesemente di seganalarci di che hotel si tratta: 30 euro per una notte in 5 stelle significa un offerta imperdibile. Immagino però che l’hotel sia perennemente tutto esaurito.

      1. Mi spieghi perché non riesci a portarti dietro un panino oppure un fornellino con un etto di pasta e a pagare 15 euro di pernottamento? I gestori dei rifugi sono tenuti ad offrire un servizio base (pernottamento) se vuoi l’alce al forno a 3000 metri di quota è bene che tu paghi. Profumatamente.

        1. Provi a prenotare alla Margherita senza mezza pensione. O alla Gnifetti.
          L’ha mai fatto?
          O sta parlando per sentito dire?

  6. Non voglio assolutamente discutere l’articolo ma solo rispondere ai commenti in maniera estremamente razionale: Credo che il prezzo riportato si riferisca al “dormitorio” dei rifugi all’interno di camerate con piu’ persone.
    Sul sito ad esempio del rifugio Locatelli il prezzo in cuccetta senza biancheria è di euro 13 per un socio cai.

  7. Sono perfettamente d’accordo con il concetto di fondo dell’articolo che vuole evidenziare come oggigiorno si salga in montagna con itinerari lunghi e difficili pensando di realizzare tutto in giornata e che questo sia potenzialmente più pericoloso. E’ tutto vero e bisognerebbe davvero ritornare a vivere i rifugi e il pernotto come dice l’articolo. Però l’articolo parla di alpinismo ed escursionismo che sono cambiati ma non dice la verità sui rifugi ,non dice quanto anche loro siano cambiati e tanti non possono più fregiarsi dell’appellativo di “rifugio”. I rifugi di oggisi sono trasformati perchè vogliono accogliere il turista non l’escursionista, diciamoci la verità anche su questo. Ci vogliamo ricordare per quale motivo sono nati i rifugi? Cos’era l’accoglienza di una volta? Parlo con cognizione di causa perchè ci ho dormito, mangiato, parlato nei rifugi, molte volte, e sono stata anche dall’altra parte, ci ho lavorato. E per me era motivo d’orgoglio. Noi escursionisti, alpinisti e montanari dobbiamo sicuramente farci un esame di coscienza sul nostro modo di vivere la montagna, frequentarla e rispettarla, ma altrettanto lo devono fare i gestori di molti “rifugi”. Trovare in quota qualcosa di autentico è molto raro, di solito semisconosciuto e molto inaccessibile al turista.

  8. Essere paragonato ad un Highlander ad un narcisista per il puro gusto di portare a casa un trofeo sono tutte frasi che lasciano il tempo che trovano, dichiarazioni effimere. Mi sembra di sentire solo tanta cattiveria e avidità. Frequento la montagna da vent’anni, ho sempre seguito i corsi CAI con passione umiltà mi sono avvicinato alle prime ferrate ai primi ghiacciai 4000 con pernottamento in rifugio e quasi sempre con la testa che mi scoppiava dal Mattino fino al ritorno. Quasi sempre alla sera ho trovato Chiasso prima di dormire, gente maleducata. Alle volte quando chiedevo al rifugista se poteva farmi la colazione presto tipo alle 2 per partire mi trovavo un thermos sopra una sedia con una pastina semi secca. Di lavoro faccio il corriere espresso, faccio anche 100 clienti al giorno, lavoro anche 10 ore di fila e ogni giorno mi porto la montagna nel cuore. Ogni volta che salgo e scendo dal furgone immagino di essere in un passaggio di primo grado concentrato in quello che faccio. Alle 19:00 di sera quando torno a casa mi dedico alla famiglia e ai figli e alle 22:00 quando tutti sono a letto vado a correre fino a mezzanotte per allenarmi. Al venerdì al termine della settimana mi è capitato più di una volta di fare notturne di scialpinismo e di tornare a casa alle 6:00 del mattino fresco e pimpante come una rosa galvanizzato dalla mia passione. Pianifico ogni uscita nei minimi particolari calcolando tempi imprevisti e piano B. Ho fatto salite di quarto grado da solo e molto spesso aiutato persone in panne per doppie e attrezzaggi vari. Quest’anno ho fatto Capanna Margherita in giornata partendo il venerdì sera e tornando sabato sera a Padova in giornata con gli sci senza avere il benché minimo mal di testa. Non ho mai giudicato nessuno ognuno fa quello che vuole. Ognuno sa in cuor suo quello che vuole fare e sa se usa la testa oppure no. La pagliacciata dell’uomo di pianura la considero una frase discriminatoria e razzista. Tutte le volte che sono partito per pernottare ho sempre trovato traffico disordini e disagi di vario tipo che invece non trovo assolutamente a notte fonda. L’importante è riposarsi bene a casa propria e fare le cose con passione e dedizione ed umiltà il resto Vien da sé…

    1. Stima. Molta stima. TU sei alpinista vero mica un escursionista che pensa che l’alpinismo sia guardare fiori e ascoltare il silenzio

  9. Ci sono sanzioni per chi pernotta nel proprio furgone, nell’auto SW a sedili posteriori smontati, in tendina sotto i mughi? Secondo certi racconti di amici dipende dalla zona piu’ o meno griffata.Personalmente un montanaro amico, mi aveva detto dove teneva nascosta la chiave del fienile, in caso di avventure con arrivo a notte fonda e partenza l’indomani presto per una traversata..

  10. Questi sono in grado di tracciare un profilo psicologico degli alpinisti in base a dove dormono. Sono sprecati a fare i gestori di rifugio, dovrebbero stare a Quantico

  11. mi sembra un appello “leggermente” interessato
    devo per altro dire che, il livello di spocchia e avidità del personale, in molti rifugi rinomati, non ha niente da invidiare a le realtà del peggiore turismo di massa , hai sempre la sgradevole sensazione di essere considerato solo un pollo da spennare, e spesso, anche solo passarci vicino, può rovinare l’emozione di una escursione

  12. Stiamo parlando di quei rifugi dove ti guardano/trattano male se non fai la mezza pensione?!?
    Dove si lamentano se chiedi la colazione presto?!? Sono oramai hotel in quota, dove non c’è spazio per i veri alpinisti ma solo per i mercanti…

  13. Non sanno pipu cosa inventarsi i rifugisti pur di spillare quattrini. A 15 euro non si va da nessuna parte nei rifugi lombardi. Se poi ti porti da mangiare non puoi usare i tavoli…

  14. Provate a fare il sentiero Roma passando dalla Gianetti, Allievi, etc. Vi passerà la voglia di tornare in montagna se pernottate lì. Per fortuna ci sono i bivacchi, uno si porta la sua roba da mangiare , non deve fare chiacchiere inutili, dorme beato e riparte felice la mattina dopo. Unico prezzo da pagare, se non si vuole fare tutto in giornata, è un po’ di peso in più nello zaino. Altrimenti in tenda, ma in rifugio mai più.

      1. Non si mettono d’accordo nemmeno sul menù. Rischi di fare Giannetti, Allievi e Ponti e di maniare le stesse cose per 3 Gg 🙂

  15. Secondo me in rifugio bisogna andarci ed è anche giusto lasciarli i soldi della mezza pensione: se tutti si limitassero a pagare il solo pernottamento non converrebbe nemmeno aprirli i rifugi per la stagione. Quindi siccome non ho mai visto un rifugista ricco, apprezzo la sua passione per voler far vivere la montagna, apprezzo che curi i sentieri e che sia disponibile per un consiglio o un’indicazione…e ci tengo che possa vivere dignitosamente pure lui. Trovo solo stonata la definizione di Highlander di pianura…visto che proprio da lì gli arriva la maggior parte dei clienti….e per piacere non portare solo ad esempio i rifugi del Monte Rosa…

  16. Ormai tutti hanno la licenza di dire c@zz@.e …
    la montagna è di tutti, non è proprietà privata dei gestori dei rifugi o del soccorso alpino, e neanche degli ambientalisti. Se uno vuole gestire un rifugio lo gestisca, se uno vuole fare il “volontario” del soccorso alpino, lo faccia, se uno cerca la pace basta spostarsi di 300 m ….
    La gente di montagna è ospitale, lo è sempre stata, e i turisti di montagna sono brava gente al 99%, tutti questi discorsi tendenziosi si trovano solo sui social …

  17. Leggere tutti questi commenti (uno degli articoli più commentati su questo sito ultimamente), tutti o quasi unicamente contro i rifugisti…, non è bello. É ovvio e normale che chi é socio CAI abbia delle agevolazioni (nei rifugi del CAI, solamente), ed è anche ovvio e normale che i gestori applichino i prezzi che meglio credono: cosa c’è di così strano? Strano che, parlando di sicurezza, cultura della montagna ecc, poi ci si trovi a dar contro a chi fa il proprio mestiere. Non riesco a capire cosa pretendete, dove volete arrivare ma soprattutto quale apporto pensate di dare all’argomento con questo atteggiamento (sempre) ultracritico. Eccezioni a parte!

  18. Un gran polverone, qualche giorno e tutto tornerà come prima. Non capisco davvero la necessità di un simile appello. Certo sarebbe bello approcciare la montagna con lentezza, ma diciamoci la verità, chi ne ha il tempo? Se proprio vogliamo criticare qualcuno o qualcosa, critichiamo la vita moderna, frenetica e inarrestabile 24 ore al giorno. Ma qui c’entrano poco i rifugi, gli uomini di pianura, quelli di montagna ecc ecc. Ciò di cui si parla qui è solo una minuscola scheggia che si inserisce in qualcosa di molto più ampio, fa però sorridere che il caso sia sollevato proprio da chi trarrebbe i maggiori vantaggi nel veder applicata la filosofia “slow”.

    C’è anche da dire che non c’è niente di nuovo in queste dinamiche. Leggendo gli scritti degli alpinisti del dopoguerra quante volte capita di trovare storie di trasferte lunghissime, salite mordi e fuggi, condite da una manciata di ore di riposo nell’arco di 2-3 giorni? Ognuno va in montagna come vuole.

    Rendete i rifugi più appetibili e il numero di avventori crescerà, tutto qui.

  19. “Si credono tutti degli highlander: – sostiene qualcuno – arrivano dalle metropoli della pianura dopo un viaggio di due o tre ore, parcheggiano e poi via sulla salita che porta all’attacco della cima, o su un attraversamento impegnativo.”

    Già questa frase mi ha fatto capire il tenore di certe discussioni che avrebbero anche una grande importanza ma fino a quando i discorsi si fanno in questo modo le cose non potranno che peggiorare. Ma quali cazzo di metropoli di pianura??? La vita in montagna è molto diversa da quella che si faceva 20/30 anni fa e non ha più nulla a che vedere con quella di 50/60 anni fa…Eppure sento sempre le stesse frasi fatte, comportamenti beceri da una parte e dall’altra, il turismo che ha portato ricchezza nella miseria più nera ma anche i disagi della massa. Si parla di cultura a ragione, però la cultura deve essere diffusa e gli interessi devono essere messi da parte per fare discorsi coerenti, altrimenti sono i soliti battibecchi tra campanile e campanile.

  20. La montagna, a mio modo di vedere le cose, è uno dei pochi posti dove ancora c’è libertà, e quindi uno ci va come gli pare. Visitando altri posti di montagna, anche non belli come le Alpi o le Dolomiti, ho respirato molta più libertà ed avventura, proprio per la mancanza di rifugi e seggiovie, quindi se tutte queste antropizzazioni fallissero e fossero eliminate, la montagna e gli alpinisti non potrebbero fare altro che giovarci. Gli unici che ci perderebbero sarebbero i gestori (di rifugi e impianti) e i turisti mordi e fuggi. Quindi ne deduco che se si vuole ritornare ad una cultura di montagna migliore i rifugi bisognerebbe caso mai chiuderli e non dormirci e mangiarci per forza…..

  21. Per me è mille volte meglio dormire in tenda nonostante il sovrappeso della stessa più materassino e sacco a pelo che dormire in rifugio; tutte le volte che l’ho fatto mi sono trovato male per gestione, personale, ambiente e gente.
    E poi che questo articolo sia scritto perchè i rifugisti si preoccupino dell’incolumità della gente e non del loro mancato ritorno economico mi sembra abbastanza ridicolo.

  22. Madonna! 15 euro al rifugio. Poi scendi a valle, 2 birre…..quanto? Vai in una qualunque piazza delle nostre belle località montane bevi una minerale al tavolo e vedi. Al rifugio fai pipì gratis (almeno in Trentino) mangi il tuo panino sulle panche del Rifugio senza nemmeno bere un caffè. Davvero trattati male!

    1. Dipende dalla Sezione proprietaria; per la mia esperienza ho visto che gli affitti sono “in campana” con la collocazione del Rifugio. Poi vi sono Rifugi dove il proprietario CAI non può mettere naso a causa di mancati controlli e altri dove gli affitti sono scandaloamente bassi.

  23. Ormai i rifugi sono diventati ristoranti ed alberghi d’alta quota; se non prenoti mesi prima, non ti garantiscono l apossibilità di pernottamento, che , da socio CAI cinquantennale trovo assurda. Cosa deve fare un povero appassionato di montagna per soddisfare questi gestori? mi piacerebbe dormire al rifugio e farmi la salita in tutta calma, ma non riesco a programmare la mia vita con sei mesi di anticipo… beato chi può farlo…. forse sareebbe meglio tornare al significato di rifugio… non albergo d’alta quota.

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