• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Ambiente, Primo Piano

Arriva l’estate e i ghiacciai…si coprono

Ghiacciai, ambiente, teli geotessili, riscaldamento globaleIl ghiacciaio del Rodano coperto dai teli geotessili, © Urs LUEELER/MaxPPP

Succede a Gletsch, nel Vallese, dove il ghiacciaio del Rodano, fonte del fiume omonimo che attraversa Francia e Svizzera, è stato coperto con dei teli bianchi per proteggerlo dal caldo estivo. Il provvedimento preso dagli svizzeri, seppure al primo impatto potrebbe sembrare controproducente, fa parte di una tecnica di preservazione già sperimentata e dall’efficacia comprovata.

Si tratta di un metodo di protezione attiva sperimentato per la prima volta in Austria che utilizza teli geotessili appositamente studiati per schermare la massa ghiacciata dal calore, rallentandone il processo di scioglimento. I teli, della superficie totale di decine e decine di metri quadrati, vengono semplicemente posti a coprire la superficie esposta del ghiacciaio e lo strato più superficiale di neve invernale rimasta. I lembi vengono poi ancorati ai massi rocciosi che lo circondano in modo da evitare che i venti glaciali li portino via. La copertura rimane attiva per tutti i mesi più caldi, in modo da tenere sotto controllo la fusione della massa.

La glaciologia sì è già espressa sull’efficacia di questa tecnica di preservazione e anche in Italia viene utilizzata in alcune zone da diversi anni. Il primo esperimento nel nostro paese è stato compiuto sul ghiacciaio del Dosdè, in Alta Valtellina, e da ormai dieci anni viene ripetuto durante il periodo estivo con risultati positivi. In diverse zone si dibatte però ancora sull’adozione o meno di questa misura. Sulla Marmolada ad esempio la discussione è proseguita fin dal primo esperimento che ha avuto successo in Valtellina, ma ci sono voluti diversi anni prima che gli enti locali acconsentissero ad adeguarsi a questa nuova misura, che però non ha mancato di confermare la sua efficacia.

Per un ghiacciaio di grandi dimensioni, rallentare il processo di fusione della massa ghiacciata grazie alla pratica di questa tecnica significa salvare ogni anno centinaia di migliaia di metri cubi di neve. Nonostante difficilmente si possa mettere in pratica ovunque, l’uso può essere riservato a occasioni di particolare rischio per le riserve di ghiaccio. Certe conformazioni rocciose, ad esempio, emergono ciclicamente dalla superficie di alcuni ghiacciai, agendo da vere e proprie riserve di calore convogliando le alte temperature catturate dalla parte esposta al sole verso l’interno del ghiacciaio, velocizzandone lo scioglimento. In simili casi, adottare la protezione attiva per mezzo dei teli geotessili contribuisce a controllare la fusione e a mantenerne i valori, se non altro, entro limiti sostenibili.

Articolo precedenteArticolo successivo

1 Comment

  1. Penso pero’ che bisogna dire che la parte coperta riguarda solo la superficie sotto la quale sono state scavate le gallerie che si possono visitare (evidentemente pagando) .Dunque una protezione economica, non so se gli svizzeri lo farebbero senza le gallerie, comunque meglio così’ piuttosto che niente anche se non é bello a vedersi. . E’ un bellissimo ghiacciaio, era il più lungo e spesso (2800mt !) d’Europa ma come molti sta riducendosi a vista d’occhio, dal 1856 ha perso la bellezza di 2,3 Km in lunghezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.