• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Primo Piano, Storia dell'alpinismo

L’Everest di Mallory e Irvine nel ’24: un’impresa senza precedenti, forse

George Herbert Leigh Mallory, Comyn Irvine, 1924, Everest, alpinismoNella foto, il team del 1924, con Mallory e Irvine primi a sinistra nella fila posteriore

Risale all’8 giugno 1924 il tentativo di ascesa al tetto del mondo da parte di George Herbert Leigh Mallory (37) e Andrew Comyn Irvine (22), l’ultimo giorno in cui i due furono visti prima di sparire mentre puntavano alla vetta. La spedizione britannica, guidata dal generale Charles G. Bruce, tentava la prima ascensione della montagna dalla parete nord – via individuata nel ’21, il Nepal a sud era ancora chiuso agli occidentali – raggiungendo la quota record di 8.580 m. Mallory e Irvine furono visti proseguire, ma sparirono senza lasciare traccia. Ancora oggi, a quasi cent’anni da quei giorni, ci si chiede se i due abbiano raggiunto la vetta decenni prima di quella ufficiale del ’53.

La mattina del 6 giugno partivano per scalare fino a campo 5, il 7 giugno raggiungevano C6. Stando ai dati raccolti, il “passo” era ottimo e la spedizione prometteva bene. L’8 giugno, il giorno della scomparsa, il compagno di squadra Noel Odell seguiva a breve distanza i due, quando attorno ai 7.900 m li ha visti scalare un importante gradino roccioso. Era circa l’una del pomeriggio, e quella sporgenza rocciosa era con ogni probabilità quella diventata nota con il nome di “second step“, l’ostacolo più arduo da affrontare per conquistare la vetta dal versante nord. Si tratta di uno scalino di circa 30 m a quota 8.600 m e chi non crede nell’impresa della vetta di Mallory e Irvine pensa sia difficile che i due siano stati in grado di superare il passaggio in quell’occasione.

Questo il racconto, a tratti onirico, fornito da Odell alla discesa: “Alle 12.50, subito dopo essere emerso da uno stato di gioia per aver trovato i primi fossili definiti sull’Everest, ci fu un’improvvisa schiarita atmosferica e l’intera vetta e il picco finale dell’Everest furono svelati. Una minuscola macchia nera si stagliava su una piccola cresta di neve sotto un gradino di roccia. La macchia nera si mosse, un’altra macchia nera divenne evidente e si mosse sulla neve per unirsi all’altra sulla cresta. La prima poi si avvicinò alla grande roccia e in breve emerse in alto; la seconda fece lo stesso, poi l’intera visione affascinante svanì, avvolta di nuovo in una nuvola“.

Il corpo di Mallory venne trovato nel 1999, ma la macchina fotografica del team che potrebbe contenere le uniche prove della discussa vetta non era con lui. Il corpo di Irvine è ancora da qualche parte sulla montagna. Non possiamo quindi sapere se l’impresa all’epoca ancora senza precedenti sia stata o meno compiuta in quell’occasione. Ciò che è certo è che l’8 giugno 1924 sull’Everest sono scomparsi due tra i più temerari alpinisti della storia.

Articolo precedenteArticolo successivo

1 Comment

  1. Vedi sul dizionario la parola ARROVELLARSI.
    Lo si fece per Ettore Zapparolli, poi la Natura provvide, quando ormai non ci sichiedeva piu’alcunche’.Nel frattempo si invento’ il test del DNA, che poi permise si certificare l’identita’ del ritrovato corpo.Stesso esitoper Mallory, Gunther Messner…ma del primato effimero ancora ci si preoccupa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.