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Giornata Mondiale dell’Ambiente 2018: la plastica è il problema più urgente

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Si festeggia oggi la Giornata Mondiale dell’Ambiente. La ricorrenza nasce nel 1972, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con lo scopo di sensibilizzare le popolazioni sulle grandi problematiche ambientali. Nelle ultime edizioni la manifestazione è stata organizzata con forza in diversi paesi ospitanti: l’Italia ha avuto l’onore di ospitarla nel 2015, mentre quest’anno il piacere spetta all’India.

L’ONU sceglie ogni anno il tema della giornata, che per la prima edizione è stato “Solo una Terra”. L’anno scorso l’accento era stato posto sul rapporto tra l’uomo e la natura, mentre quest’anno si cercherà di portare all’attenzione di tutti il problema dell’inquinamento da plastica, in particolare quella monouso che riempie mari e oceani.

Come ha annunciato l’UNEP (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), ogni anno vengono riversati negli oceani 8 milioni di rifiuti plastici. Le conseguenze sono devastanti per tutti gli habitat sottomarini. Si calcola che nel mondo ogni minuto vengano acquistate 1 milione di bottiglie di plastica. La plastica è uno dei materiali più difficili da smaltire e da recuperare, per questo solo una minima parte dei rifiuti di questo tipo viene riciclata.

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Il logo della manifestazione

Nel paese ospitante vengono organizzati diversi eventi sul tema scelto, in modo da coinvolgere la popolazione. Visto il problema su cui sono stati puntati i riflettori, l’obbiettivo dell’edizione indiana è di far capire alla popolazione del Paese (e mondiale) che ogni singolo gesto di prevenzione dell’inquinamento è rilevante. La diminuzione dell’inquinamento oceanico parte proprio da un minor consumo di plastica monouso, oltre che da una maggior attenzione alla disposizione dei rifiuti. L’India è uno dei paesi con il più alto tasso di riciclaggio dei rifiuti al mondo, anche perché essendo ancora un paese povero i rifiuti sono l’unica “ricchezza” per parte rilevante della popolazione, fatto che lo rende estremamente adatto a dare il buon esempio ospitando l’edizione 2018.

Con la ricorrenza e il focus su mari e oceani però non bisogna dimenticarsi di tutti i rifiuti che si accumulano anche a quote più elevate del livello del mare. Si è parlato molto in queste settimane della spazzatura lasciata a grandi altitudini dalle varie spedizioni alpinistiche. Una legge vigente ordina a chi affronta le montagne himalayane di riportare con sé a campo base dall’ascesa almeno parte degli scarti prodotti. Ciononostante rifiuti di tutti i tipi, anche organici, si ammassano nei campi alti e lungo le valli himalayane.

La situazione va peggiorando di anno in anno, e gli esperti hanno già annunciato conseguenze deleterie per l’ambiente nel caso in cui la situazione non dovesse cambiare radicalmente e in breve tempo. La ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Ambiente cade insomma in un momento che vede la montagna minacciata dagli stessi problemi di tutti i territori più accessibili del pianeta. Questo, seppur sintomo di maggior avvicinamento tra l’uomo e le grandi altezze, è un campanello d’allarme che deve essere ascoltato.

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