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Traversata Everest-Lhotse, Tenji Sherpa ammette di aver usato l’ossigeno

alpinismo, everest, lhotseIn vetta. Foto @ Tenji Sherpa Instagram

Avevamo dato la notizia della vetta dell’Everest senza ossigeno supplementare di Tenji Sherpa il 24 maggio. A diffonderla, comunicandolo all’Himalayan Times, il manager dall’agenzia “Himalayan Guides”. Quel giorno in cima al Tetto del Mondo c’era anche Lakpa Dendi Sherpa, dichiarato pure lui senza bombole, ed il fotografo Jon Griffith, impegnato nelle riprese per National Geographic, che fin dal principio aveva affermato avrebbe utilizzato l’ossigeno supplementare.

Le cose sono in realtà piuttosto differenti da quanto è stato fin qui narrato. A renderlo noto un post sul Instagram del 29 maggio di Tenji, ma soprattutto Billi Bierling, responsabile dell’Himalayan Database dopo che Miss Elisabeth Hawley ci ha lasciati, che ha informato Stefan Nestler, il quale ha diffuso la notizia il 1 giugno.

Tenji Sherpa ha ammesso di aver utilizzato l’ossigeno dalla Cima Sud (100 metri sotto la vetta), mentre sembra che Lakpa Dendi Sherpa ne abbia fatto uso da Colle Sud. La ragione sarebbe la volontà di non subire congelamenti date le condizioni meteo difficili, che lo hanno poi costretto anche a rinunciare al Lhotse. 

Ora, che Tenji Sherpa abbia deciso di utilizzare l’ossigeno in corso di scalata per ragioni di sicurezza è assolutamente legittimo, il quando e il come è stato detto fa però storcere il naso.

Quello che lascia infatti perplessi sono le tempistiche (solo dopo essere arrivati a Kathmandu) e la scelta di come comunicare questo dettaglio, che tanto dettaglio non è dato che era il punto principale di tutta la spedizione: la grande sfida della traversata Everest-Lhotse mai realizzata senza ossigeno.

L’informazione dell’utilizzo dell’ossigeno è stata fatta passare, a nostro – e non solo – giudizio, un po’ troppo in sordina, rilegata ad un post su Instagram, a differenza di tutta la spedizione che è stata gestita come un grande progetto mediatico (complice l’impresa alpinistica, ma anche la decisione di puntare molto sul ricordo di Ueli Steck) con la cronaca data in pompa magna sulle pagine Facebook di Jon Griffith e soprattutto di National Geographic Adventure con immagini spettacolari, video e live (doveva essere attivo anche lo streaming della salita).

Quello che ci si sarebbe atteso è che i tre, una volta scesi ed appurato che era stata diffusa un’errata notizia dal manager della propria agenzia presente al CB, smentissero subito la cosa (i mezzi per farlo non mancavano di certo) utilizzando i medesimi importanti media utilizzati fino a quel momento. Un po’ come aveva fatto Ferran Latorre l’anno scorso quando, anche lui per ragioni di meteo, arrivò in vetta al suo quattordicesimo 8000 con l’ossigeno ed appena mise piede al campo base dichiarò, pubblicando anche un video di lui in cima, che aveva utilizzato le bombole nella parte terminale della salita e che quindi non era suo il record di primo catalano a completare la collezione degli Ottomila senza ossigeno. Un bel gesto di onestà alpinistica.

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