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Terminillo: al via il festival della montagna, senza la montagna

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Partito lo scorso 12 maggio il “Festival della montagna” sul Terminillo. Così è stata chiamata la chermesse culturale che proseguirà sulla montagna reatina fino al prossimo 17 giugno.

Una manifestazione inserita nello schema di Accordo di programma Mibact-Regione Lazio per i progetti di attività culturali nei territori interessati dagli eventi sismici. Un festival ricco di eventi e spunti culturali, peccato solo che la montagna non ci sia o, meglio, sia solamente lo sfondo di un evento interessante.

Non si può infatti negare l’interesse culturale suscitato dal “Festvial della montagna” con letture, spettacoli teatrali e musica. Il dubbio viene però quando si approfondiscono i temi trattati e si scopre che gli spettacoli teatrali sono dedicati a grandi classici come l’Orlando e l’Odissea mentre le letture sono brani tratti dalla Divina Commedia. Oltre a questo spettacoli di mimo, cori gospel e musica jazz.

Dov’è quindi la montagna in questo “festival della montagna”? Volendo essere puntigliosi, nemmeno tra le istituzioni partecipanti. Gli organizzatori sono infatti i comuni di Rieti, Cittaducale, Cantalice e Micigliano. Non figurano però enti e associazioni dedicate al mondo delle terre alte e alla loro tutela come il Club Alpino Italiano o il corso di laurea in Scienze della Montagna che ha sede proprio a Rieti, uno dei comuni organizzatori dell’evento.

Il festival ha certamente un valore culturale molto alto, sarebbe però forse stato meglio scegliere un altro nome, forse meno specializzato e più generalista. Un titolo che meglio si adattasse alle tematiche affrontate e che non illudesse gli appassionati alle alte quote.

Se invece l’intenzione degli organizzatori era quella di realizzare un festival dedicato alle terre alte, allora forse hanno sbagliato target. Strano per una terra, quella del centro Italia, dove sono molte le figure di riferimento per questo tipo di attività. Certamente, in un clima di aperta collaborazione, si sarebbe potuto pensare di unire le forze con i vicini abruzzesi del Festival dell’Aquila o con i volenterosi organizzatori di “Vette in vista” nella vicina Terni e ancora con i ragazzi di “Montagne in città”. Insomma sono davvero tante le possibilità di collaborazione in favore dell’organizzazione di un completo e interessante evento dedicato alle montagne. I fautori di questa rassegna assicurano la biennalità della manifestazione, speriamo quindi in un futuro vero “Festival della montagna”.

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