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La tigre del Bengala “minaccia” per le popolazioni locali

Tigre del Bengala, riserve naturali, ambiente

Alcuni territori del vasto continente indiano sono da tempo riserve naturali per le tigri del Bengala. Diverse minoranze etniche però, circa 4 milioni di persone, vivono in quegli stessi territori. La protezione della specie in via d’estinzione è la causa per cui queste persone si vedono spesso costrette ad abbandonare le loro abitazioni e a spostarsi altrove.

Solo negli ultimi 10 anni oltre 300.000 indigeni sono stati costretti a lasciare la loro terra. Il grande mammifero indiano rientra nelle liste rosse dell’IUCN, gli elenchi dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura circa gli animali a rischio estinzione. Le zone cuscinetto al limitare delle riserve dovrebbero garantire la terra agli abitanti locali, ma questo si traduce fin troppo spesso in una politica di sfratti legalizzati in nome della salvaguardia dei felini.

L’inviolabilità del territorio protetto è un grosso problema per i nativi, che in 30 grandi aree naturali protette del suolo indiano possono usufruire del patrimonio forestale in solo 3 di esse. La militarizzazione istituita a difesa di molte di queste zone, con l’ordine di sparare a vista ai trasgressori, causa inoltre numerose vittime ogni anno. L’impiego di forze militari per proteggere le riserve naturali è finanziato dal Governo, ma gode anche del sostegno economico di organizzazioni internazionali per la salvaguardia della biodiversità. Con cinico orrore c’è da chiedersi se conti più la vita di un felino o quella di un umano, seppur bracconiere.

La denuncia è che nessuno sforzo viene fatto in queste regioni per far convivere la specie protetta e le popolazioni locali, come invece avviene in altri casi. La tutela dell’habitat della tigre del Bengala è in contrasto con i diritti umani dei nativi, è quanto sostengono i difensori delle popolazioni di centinaia di villaggi.

È una forma di conflitto sociale che spinge a porsi degli interrogativi e che configge con il pensiero, talvolta sfociante nel conformismo ambientale, circa le priorità sulle quali concentrarsi. Viene da chiedersi cosa abbia la precedenza, la conservazione del territorio e delle sue creature, oppure l’incolumità e il diritto dei nativi ad abitarla? E’una questione che riguarda gran parte delle regioni emergenti della terra in Asia e Africa in particolare.

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