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Alpinismo, Primo Piano

48 ore, 3 pareti nord. Gietl e Messini portano a termine il progetto North3

vittorio missini, simon gietl, ortles, tre cime lavarello, alpinismo, bikeFoto @ Salewa

48 ore per salire 3 pareti nord percorrendo le distanze in bicicletta.

È questo il progetto bike&climb terminato ieri sera da Simon Gietl e Vittorio Messini, un omaggio alla sfida realizzata da Hans Kammerlander e Hans-Peter Eisendle nel 1991 sulle pareti di casa, quando salirono la nord dell’Ortles e della Cima Grande in un giorno solo spostandosi tra le due montagne, 246 km, “by fair means”, ossia pedalando.

Gietl e Messini hanno deciso di aggiungere all’avventura una terza parete, quella del Grossglockner, allungando il tragitto in bicicletta di altri 117 km.

Partiti il 27 maggio da Solda, gli alpinisti hanno raggiunto la vetta dell’Ortles nella notte dopo aver scalato in condizioni difficili a causa della nebbia e del maltempo.

Scesi, hanno proseguito in bicicletta sotto la pioggia incessante verso le Tre Cime di Lavaredo dove hanno attaccato la via Comici-Dimai sulla Cima Grande. Arrivati all’inizio del terzo tiro, Gietl e Messini si sono visti costretti a scendere a causa delle condizioni meteo che non garantivano la sicurezza. Decisi però a non rinunciare in toto, hanno ripiegato sullo “Spigolo Giallo”, salito per primi da Comici, Varale e Zanutti nel 1933, sulla Cima Piccola, meno esposta al maltempo, ma sul versante sud-est; dopo un’ora e mezza erano in cima.

A meno 12 ore dal termine del tempo, gli alpinisti sono quindi rimontati in sella per raggiungere l’ultimo obiettivo: la nord del Grossglockner, che sono riusciti a scalare con successo.

47 ore e 16 minuti dopo aver iniziato la salita dell’Ortles, Simon Gietl e Vittorio Messini hanno terminato la loro avventura arrivando a Lucknerhaus, in Austria. Successo quindi quasi pieno, data la necessità di rinunciare alla parete nord della Cima Grande, e tanta soddisfazione. 

Seguire le orme di uomini che più di vent’anni fa immaginavano il futuro dell’alpinismo è una sfida in sé: ciò che queste persone hanno fatto è semplicemente difficile da credere. ma il nostro obiettivo non è solo un tributo, una sorta di seconda edizione: vogliamo spingere oltre i nostri limiti. Vogliamo costruire un dialogo alla pari con i nostri precursori e stabilire un nuovo punto di riferimento per l’alpinismo ibrido del futuro“.

Il progetto North3 non solo ha infatti solo l’obiettivo di celebrare un alpinismo più pulito, un approccio alla montagna “by fair means” o i grandi alpinisti del passato, ma ha anche un’anima solidale: l’intero evento ha anche l’intento di raccogliere fondi per l’organizzazione Südtirol hilft, un’organizzazione benefica per le persone in situazioni di grave emergenza.

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4 Comments

  1. E’ sicuramente un’ impresa che richiede forte determinazione, motivazione e preparazione ma, dobbiamo riconoscerlo, l’obiettivo del progetto North3 non è stato raggiunto.

    Il progetto North3 prevedeva la “salita” di tre pareti Nord (Ortles, via Comici-Dimai alla Cima Grande e Grossglockner) mentre ne sono state scalate solo due poiché lo Spigolo Giallo della Cima Piccola (Via Comici, Varale e Zanutti) non è la parete Nord della Cima Grande (Via Comici-Dimai).

    La Montagna, by fair means

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