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90 giovanissimi anni per La Sportiva

La Sportiva, 90 anni, outdoorFoto: La Sportiva

90. Sta scritto sul muro del MUSE di Trento, a caratteri cubitali. 90 sta scritto con un inconfondibile giallo vivo nella notte trentina. Una notte particolare, emozionante a tratti, quella che ha visto l’azienda La Sportiva festeggiare i suoi primi novant’anni di vita. Tanti se si pensa a tutto quello che è accaduto in così poco tempo nel vecchio continente.

Sono nati appena un decennio dopo la fine della prima Guerra Mondiale, evento che ha indelebilmente segnato le montagne, anche quelle della Val di Fiemme head quarter dell’azienda trentina.

Stiamo parlando di un’industria che ha superato la seconda guerra mondiale, che ha vissuto il boom economico e che ha assistito alla nascita e all’evoluzione dell’alpinismo, ma non solo. Stiamo parlando di La Sportiva, l’azienda che ha contribuito all’evoluzione dell’alpinismo, che ha dato un segnale di sviluppo e innovazione. Un’azienda che ha sostenuto e sostiene tutt’ora il talento come la passione.

Pochi ospiti e un conduttore spigliato e diretto. È questo il segreto della serata perfetta. La serata che sa svecchiare la montagna trattandola quasi come se fossimo agli MTV Music Awards. Linguaggio semplice, giovanile, coinvolgente senza timori reverenziali davanti a ospiti come Reinhold Messner o Simone Moro che, anzi, si prestano volentieri al gioco. Un gioco fatto di divertenti gag e momenti di commozione, come quando Simone ricorda Francesco, il papà di Lorenzo Delladio patron La sportiva, e il primo contratto di sponsorizzazione della sua vita. Quello che l’azienda della Val Di Fiemme ha firmato con “un ragazzino sfigato di Bergamo” e che l’ha accompagnato negli anni, nei successi come negli insuccessi, fino a oggi. La Sportiva era l’azienda che Simone non poteva lasciare, ha spiegato il bergamasco, nonostante gliel’avessero proposto. “Mi hanno offerto il doppio” racconta, “ma ho risposto che non avrei lasciato La Sportiva e quando mi hanno chiesto perché ho detto semplicemente che sarebbe stato come divorziare dalla donna che si ama”.

Con Simone, sul palco, l’ormai fissa compagna di cordata Tamara con cui si sono vissuti esilaranti siparietti culminati poi con un inaspettato Lorenzo Delladio che nel momento dei saluti, prendendo posto sul palco, si è sbizzarrito in una vigorosa pacca sul sedere a Tamara.

Poche battute poi si torna sulla storia dell’azienda, dalla mescola spagnola per depistare la concorrenza, alla nascita delle prime scarpette d’arrampicata marchiate La Sportiva. Momenti di vita che si uniscono alla genialità industriale, all’occhio attento del manager. Un manager e un padre che sul palco chiama, in conclusione, la quarta generazione della famiglia Delladio: i suoi figli. Quelli che prenderanno le redini dell’azienda. Ma le sorprese non sono finite perché sta per nascere la quinta generazione della famiglia Delladio. Lorenzo sta per diventare nonno. Sono così cinque le generazioni sul palco, cinque generazioni alle redini di un’azienda simbolo della montagna e dell’outdoor.

Nel pratone del MUSE invece musica e outdoor la fanno da padrone. Una serata giovane all’insegna dell’arrampicata con Ondra, Ghisolfi e molti altri a dar spettacolo. Una serata giovane organizzata da una novantenne a cui auguriamo altri cento anni.

 

Auguri alla famiglia Delladio a La Sportiva e a tutti gli amanti dell’outdoor.

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