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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: domani ultima tappa di montagna con l’arrivo a Cervinia

Giro d'Italia, bike, outdoorFoto Giro d’Italia 2018

Ultima tappa di montagna del Giro d’Italia 2018, ma non ultima tappa del Giro che si concluderà dopodomani a Roma.

Domani, ad attendere i ciclisti, ci saranno 4000 metri di dislivello in appena 90 chilometri di percorso, negli ultimi 90 chilometri di percorso.

Parte da Susa quest’ultima tappona alpina, dal luogo dove si incontrano pianura e montagna. Dalla “Porta d’Italia” come chiamavano la località per la sua posizione strategica: alla confluenza tra i due più importanti valichi della zona, quelli del Monginevro e del Moncenisio. Luoghi di storia e quasi luoghi di leggenda. Di qui infatti si pensava fosse passato il generale cartaginese Annibale nella sua marcia verso Roma, ma più recenti studi avrebbero posizionato il valico del condottiero al colle dell’Autaret e ancora, studiosi francesi avrebbero trovato al Pian del Re del letame fossile, riconducibile a quello di elefante. Un fatto che avvalora quindi l’ipotesi di un passaggio dal colle delle Traversette, nonostante tutti i dubbi del caso riguardo la difficoltà nel portare truppe ed elefanti fino in cima al colle.

Torniamo però a questo ventesima tappa del Giro d’Italia che nei primi chilometri parte in piano e prosegue costante fino all’ingresso in Valle d’Aosta dove, a Verrès, inizia la salita. I corridori proseguiranno fino a Chatillon prima di prendere e imboccare la strada per la Valtournenche. Un percorso che tra salite e discese porterà i ciclisti prima ad affacciarsi sul paese senza auto di Chamois. Cittadina raggiungibile solo in funivia o tramite un ripido sentiero che in pochi chilometri supera oltre 700 metri di dislivello.

Oltrepassata Chamois la strada continua a salire sotto lo sguardo vigile del Cervino, meta ultima di questo percorso nonché ultima tappa di montagna di questo Giro.

 

Commento tecnico a cura di Giuseppe Guerini

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Giuseppe Guerini

Ultimo tappone, ma non ultimo giorno di gara. Veniamo da due giorni di tappe impegnativi, di tappe di montagna e le energie rimaste saranno sicuramente poche. Ho affrontato anche io queste salite nel 1997, quando per la prima volta ho conquistato un podio e so bene quanto possono essere difficili questi momenti. A complicare ulteriormente è il fatto che la tappa inizia piatta per poi salire negli ultimi 80, 90 chilometri. Sarà una giornata in cui i corridori dovranno raschiare il fondo perché è qui che finisce il Giro. Qualcuno proverà certamente ad attaccare da lontano e qualcuno dovrà difendersi. Le tattiche saranno decise sul campo.

Si tratta di una tappa veramente difficile, soprattutto per chi si troverà in riserva. Chi avrà consumato tutto qui pagherà parecchio con il rischio di compromettere la classifica nell’ultimo giorno. Quest’anno non si può dire nulla di scontato sulla classifica del Giro fino alla conclusione della tappa di domani, tutto potrà ancora essere rivoluzionato.

 

Giuseppe Guerini, classe 1970, è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo. Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite. Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007. È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica di Vertovo.

 

 

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