• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
Primo Piano, Rifugi ed Alberghi, Turismo

Riapre il Rifugio Franchetti – di Stefano Ardito

appennino, gran sasso, rifugio franchettiIl rifugio Franchetti al tramonto – foto Stefano Ardito

Dal Gran Sasso arriva una buona notizia. Come annuncia il gestore Luca Mazzoleni, sabato 2 giugno riapre regolarmente per escursionisti e alpinisti il rifugio Carlo Franchetti, della Sezione di Roma del CAI, che sorge a 2433 metri di quota nel Vallone delle Cornacchie, tra il Corno Grande e il Corno Piccolo. 

Luca Mazzoleni e il cane Zen al rifugio Franchetti – foto Stefano Ardito

La chiusura al termine della stagione estiva 2017, come qualcuno ricorderà, era stata tormentata, e seguita da polemiche a livello locale e nazionale. 

Ora, come annuncia ancora Mazzoleni, “le difficoltà di vario genere che abbiamo avuto alla fine dell’estate scorsa si sono risolte, grazie all’impegno del CAI di Roma e della sua Commissione Rifugi, del Comune di Pietracamela e di altre amministrazioni pubbliche”.

Intorno alla metà di giugno, al rifugio Franchetti, inizieranno degli importanti lavori di adeguamento igienico-sanitario. La struttura verrà dotata di nuovi servizi igienici e di un magazzino-dispensa del quale i gestori avevano bisogno da anni. Resteranno invariati, invece, la cucina, la zona-pranzo al pianterreno e la zona-notte al primo piano del rifugio. 

Si tratta di interventi finanziati dalla Regione Abruzzo con fondi dell’Unione Europea, che verranno realizzati con il coordinamento del Parco Nazionale e Monti della Laga. Nel progetto è inserito anche il rifugio Duca degli Abruzzi, sul versante meridionale del Gran Sasso. Qui gli interventi dovrebbero essere realizzati durante la prima metà di giugno. 

Tra giugno e luglio intorno al Franchetti ci sarà un po’ di confusione, ma il cantiere verrà organizzato e gestito in modo da lasciare agibile e gestito il rifugio” spiega ancora Luca Mazzoleni. “Voglio ringraziare per tutto questo chi si è impegnato perché la luce del Franchetti continui a brillare allegra e ospitale tra i Due Corni”. 

Notizie meno positive, invece, arrivano dai Prati di Tivo, dove va anche quest’anno a rilento l’iter per assegnare in gestione la cabinovia dell’Arapietra, che molti utilizzano proprio per salire al Franchetti. 

Nel 2017 l’impianto ha aperto soltanto a metà luglio. A causare il ritardo, che ha causato seri danni economici al rifugio e al suo gestore, sono stati dei problemi oggettivi riscontrati sul terreno, ma anche la difficile situazione della Gran Sasso Teramano, una società pubblica di cui è in corso la trasformazione in Srl.

Il rifugio Franchetti è stato inaugurato nel 1959 dalla Sezione di Roma del CAI. A rendere possibile la sua costruzione è stato un lascito testamentario del barone Carlo Franchetti, alpinista, speleologo e sciatore, costruttore delle prime funivie di Cortina e grande appassionato dell’Appennino. 

Gestito dalla guida alpina romana Luigi Mario, dal suo collega teramano Pasquale Iannetti e poi da Luca Mazzoleni, il rifugio è un punto di riferimento fondamentale per gli escursionisti, gli alpinisti e gli scialpinisti che frequentano le vette e le pareti del Gran Sasso. 

L’accesso avviene in circa un’ora dall’arrivo della cabinovia che sale dai Prati di Tivo all’Arapietra. Quando l’impianto non funziona, come in questi giorni, si parte a piedi dal Piano del Laghetto, e il tempo sale a due ore. 

E’ bene ricordare che per gran parte del mese di giugno, sul sentiero di accesso che risale il Vallone delle Cornacchie c’è ancora neve. Sono quindi ancora necessari gli scarponi, ed è bene avere con sé almeno la piccozza. 

Articolo precedenteArticolo successivo

4 Comments

  1. Alcuni, se non tutti, rifugi del Trentino hanno un sistema di depurazione acque che usa anche celle fotovoltaiche …e fanghi biologicamente attivi.Altri sono collegati da tubature infossate a rete di depurazione sottostante…esternamente, terminati i lavori, non si nota quasi niente.Comunque prima di escursioni,in modo naturale o con lassativo effetto rapido conviene liberarsi, così si porta anche meno peso e si e’ piu’ performanti.Si alleggerisce anche l’ambiente o rifugio e poi..in esposizione su parete sarebbe anche difficoltoso per se’ e per chi eventualmente seguisse la stessa via.

  2. Mi mancherà la latrina con l’appiglio da palestra, era davvero buffo. Il caro Albert può portare a valle i suoi bisogni comunque (in pancia o dove preferisce).

  3. …Il commento di Albert mi ha fatto tornare in mente l’episodio della scalata nel film “Fantozzi”, con capocordata il Geom. Calboni che soffriva di un disturbo denominato “ventilatio intestinalis putrens”…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.