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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: 15a tappa, da Carnia a Cadore

Foto Giro d’Italia 2018

Tappa che si pedala nell’affascinante panorama dolomitico quella che, domani 20 maggio, affronteranno gli atleti del giro d’Italia. Si va dalla Carnia al Cadore. Il percorso parte infatti da Tolmezzo, capoluogo della Carnia, e sale verso la perla alpina di Forni di Sopra e poi ancora fino al Passo della Mauria (1298 metri), distante pochi minuti dalla sorgente del Tagliamento e fondamentale valico alpino d’un tempo. Il Passo della Mauria era infatti uno dei principali varchi di entrate e uscita dal Cadore. Luogo d’importanza strategica un tempo come oggi.

Nel 1848 fu teatro di combattimenti per l’indipendenza, oggi è zona di guerra tra ambientalisti e costruttori che ambiscono al collegamento tra le autostrade A27 e A23. Un collegamento che riguarderebbe anche il passo e l’area protetta del Parco naturale delle Dolomiti Friulane nonché quattro Siti di Importanza Comunitaria e due Zone di Protezione Speciale. Progetto a cui si sono opposte anche svariate associazioni tra cui spiccano WWF e Mountain Wilderness Italia.

Oltre il passo si estende quindi il Cadore per i nostri corridori che dovranno affrontare dapprima in discesa, verso Lorenzago di Cadore dove il panorama si apre sul Gruppo del Sassonero, sul Sassolungo, sulle Marmarole e sull’Antelao, cima più alta del Cadore. Scenario che accompagnerà i nostri ciclisti fino al Passo Tre Croci (1085 metri) dove si troveranno al cospetto delle cime dolomitiche per eccellenza, il Monte Cristallo a Nord e il Sorapiss a Sud.

Con poche pedalate raggiungeranno un luogo segnato dalla storia. Una storia che parte da lontano, dal 1789 quando il colle prende il nome di “Tre Croci” in memoria di una mamma e dei suoi due figli morti congelati nella marcia verso Cortina d’Ampezzo in cerca di lavoro.

tappa 15, giro d'italiaMa la storia del colle è anche quella recente che l’ha modificato e cementato nella realizzazione dei bunker difensivi del Vallo Alpino. Costruzioni ancora oggi osservabili, magari al rientro da un’escursione al rifugio Vandelli, nel cuore del Gruppo del Sorapiss.

Di qui la marcia prosegue nel cuore delle Dolomiti. Passa di poco più a nord di quei posti in cui, uno scrittore locale direbbe, “non nevica firmato”. Parliamo dei luoghi del Vajont che corrono di poco più a sud rispetto alla fine di questa tappa a Sappada, ad un passo dalle Tre Cime di Lavaredo.

 

Commento tecnico a cura di Giuseppe Guerini

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Giuseppe Guerini

Tappa altimetrica non così impegnativa. Tappa abbastanza corta che però arriva dopo lo Zoncolan. Ci si può quindi aspettare di tutto. Solitamente quando abbiamo due tappe di montagna, la seconda riserva sempre qualche sorpresa. Spesso chi è andato bene nella prima paga sconto nella seconda.

Particolare anche che ci siano tre salite prima dell’arrivo, quindi se qualcuno va in crisi, va in crisi lontano dall’arrivo con il rischio di perdere parecchi minuti.

 

Giuseppe Guerini, classe 1970, è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo. Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite. Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007. È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica di Vertovo.

 

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