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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: tappa 11 in ricordo dei campioni

Gino Bartali (Foto keystone/Fotopress-Archiv)

Partenza interessante per quest’undicesima tappa del Giro d’Italia. Inizio tranquillo nella cittadina appenninica in cui nacquero, vissero e morirono San Francesco e Santa Chiara. Ma Assisi non è solo città di santi. Tra le strade del paese si celano infatti storie corsare, di partigiani ed ebrei salvati alla deportazione. Se ne trova traccia in un piccolo museo tra le vie del borgo. Racconta la storia di 300 ebrei salvati grazie all’azione del vescovo Giuseppe Placido Nicolini che riuscì nella trasformazione di Assisi in uno dei principali centri di resistenza civile italiana all’olocausto. Un punto di riferimento che aveva comunicazioni e collegamenti a rete anche con gli altri centri di resistenza del centro Italia, grazie al Giusto tra le nazioni e pluri-vincitore del giro d’Italia Gino Bartali.

 

Si parte quindi dalla storia, d’Italia e del giro, per proseguire poi in un lungo viaggio sulle orme del ricordo, ma anche della scoperta. Scoperta di borghi come Camerino, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Pioraco, Salmata e tanti altri. Luoghi che bordano i 946 metri del Passo del termine. Posti quasi sconosciuti, che raramente compaiono sul giornali, ma che a volte diventano cittadine di passaggio in occasione del roseo giro di Penisola che questa volta vuole onorare non solo i luoghi, ma anche i personaggi e per questo che domani si pedalerà anche a Filottrano, paese del ciclista Michele Scarponi morto investito da un furgone durante un allenamento il 22 aprile 2017. Da Filottrano, paese conteso tra Guelfi e Ghibellini, la carovana proseguirà poi fino alla vicina Osimo città di fondazioni romane, ma anche luogo di resistenza durante la Seconda guerra mondiale. Sede di scontri tra soldati e partigiani che ci riportano con la memoria all’inizio di questa tappa. Si marcia quindi sulla scia del ricordo storico in questa undicesima tappa del giro d’Italia. Si ricorda, pedalata dopo pedalata, la storia più importante del nostro Paese.

 

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Giuseppe Guerini

Commento tecnico a cura di Giuseppe Guerini

Questa potrebbe essere la replica di quanto accadrà oggi. Si tratta di una tappa ondulata che non dice molto dal punto di vista della classifica.

Il percorso si fa però impegnativo nell’arrivo a Osimo, però sempre senza grandi strappi. Magari qualcuno perderà qualche secondo, ma nulla di determinante per la classifica. Questa è una tappa per scattisti, per corridori che hanno nello scatto le loro doti migliori. Di certo non è terreno per scalatori.

Giuseppe Guerini, classe 1970, è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo. Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite. Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007. È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica d Vertovo.

 

Vi lasciamo oggi con un piccolo ricordo di Michele Scarponi, il gregario perfetto.

 

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