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Alpinismo, Primo Piano

Si concentrano le forze per la ricerca di Boyan Petrov

Ivan Kristoff, Boyan Petrov, Radoslava Nenova, Shisha Pangma, ottomila, alpinismo

L’appello di Radoslava Nenova per il marito Boyan Petrov, l’alpinista bulgaro scomparso nei giorni scorsi sullo Shisha Pangma, ha suscitato forti reazioni nella comunità alpinistica.

Diversi fattori si sono interposti tra i ricercatori e la possibilità di volare con un elicottero di salvataggio alla ricerca del disperso: il meteo avverso, la limitativa burocrazia locale, e i fondi necessari a finanziare l’operazione. Per non perdere tempo prezioso, la moglie di Petrov ha aperto un conto per le donazioni al fine di agevolare il processo. Il tempo però è un fattore cruciale in situazioni come queste.

Nonostante le donazioni per la causa siano arrivate numerose, una in particolare ha dato un impulso ottimistico alla situazione: Ivan Kristoff,  fondatore e CEO di una compagnia di soccorsi aerei canadese, ha provveduto a donare circa 50.000 €, una cifra che da sola risulta sufficiente a coprire l’intero importo dell’assicurazione richiesta dall’agenzia per far alzare in volo l’elicottero di soccorso.

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L’elicottero pronto per il decollo, © Radoslava Nenova

Le parole con cui Kristoff ha accompagnato il suo gesto sui social sono molto significative: “Ecco un versamento in banca con il deposito di 100,077,43 leva, da cui una volta aperto l’ufficio di banca Allianz si possono ritirare i soldi per pagare i $ 50,000 dell’assicurazione dell’elicottero per la ricerca e il salvataggio nell’Himalaya della persona che non conosco, ma che, ho capito, aveva dei sogni e un bambino.
Non credo ai nostri politici per niente di quello che dicono. Li conosco molto bene!!! Ugualmente non credo sia giusto che lo stato paghi dalle nostre tasse, quindi, come amante di Extreme/Екстрийм sport, penso sia giusto che noi facciamo da soli”.

Nel frattempo, il gruppo di sherpa e di ricercatori inviato dal governo cinese per aiutare nella ricerca a terra ha raggiunto campo 3, e ha constatato che Petrov non si trova nemmeno lì, dov’era stato avvistato l’ultima volta.

Un nuovo appello arriva ancora da Radoslava Nenova, che sui social richiama l’attenzione di coloro che si stanno prodigando nella ricerca: Boyan non è stato trovato al campo 3, le chance di trovarlo ancora vivo nell’ultimo tratto dell’ascesa sono minime. La preferenza è che la ricerca continui da C3 in giù, dove le speranze di ritrovare il marito ancora vivo sono maggiori.

Ieri, in una conversazione molto difficile per me, ho deciso che non si salga in cima oggi. Da campo 3 in su non c’è possibilità di trovarlo vivo. Per quanto vorrei non perdere la speranza – per me, la vita e la sopravvivenza di tutti i partecipanti all’azione di salvataggio è molto importante, e anche se è molto difficile per me – non vedo alcun motivo che siano messe in pericolo altre vite. Quindi, preferisco che le squadre di soccorso scendano e perlustrino le zone in cui esiste la possibilità di trovare Boyan vivo…
Se per Boyan la lotta è finita, che lo si lasci stare sulle montagne. Qualsiasi cosa accada entro la fine della giornata, sono grata per tutti gli sforzi e li premio. Questa è la vita degli sherpa, so che quando scenderanno, affronteranno un altro rischio, su un’altra parete, per un’altra salita…, ma personalmente, non voglio che rischino la vetta. Da qui in poi tutte le decisioni sulle ricerche stanno a loro.
A causa del grande flusso di informazioni e commenti che girano, ho deciso di preparate una cronologia molto dettagliata, fatti, nomi, corrispondenza e costi. Non ho ancora deciso se farlo in un post o in un libro. Una cosa è certa che abbiamo scritto una storia e essa merita di essere ricordata. Per Boyan!

 

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