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Lorenzo Trento, una Guida Alpina a Roma – di Stefano Ardito

guide alpine, appennino,Lorenzo Trento al Terminillo @ Lorenzo Trento

Non è facile fare la guida alpina a Roma. Ma Lorenzo Trento, 27 anni, dopo sei mesi fa un bilancio positivo. “Ho iniziato il corso da aspirante guida alla fine del 2014, in tre anni ho ottenuto il brevetto. Da allora ho iniziato a cercare clienti tramite Facebook e il mio sito peaklab.it. Finora è andata molto bene, nei weekend non ho avuto un giorno libero”. 

La storia di Lorenzo è simile a quella di molti ragazzi della sua generazione. “Sono nato al Tuscolano, a 5 anni mi sono trasferito con i miei a Santa Maria delle Mole, a metà strada tra la città e i Castelli Romani. Ho fatto molta atletica, nei 400 ostacoli ero bravo. Poi mi sono iscritto a un corso di roccia del CAI di Frascati, e la mia vita è cambiata”. 

Lorenzo Trento © Stefano Ardito

Per un po’ di anni, Lorenzo Trento arrampica in falesia, al Gran Sasso e sulle Alpi, e studia Architettura alla Sapienza. Nel suo curriculum entrano vie classiche come la Comici alla Cima Grande di Lavaredo, e la Messner-Vinatzer alla Marmolada. Poi, nel 2013, Massimo Marcheggiani, uno degli alpinisti più forti dell’Italia Centrale, lo invita a una piccola spedizione nell’Himachal Pradesh, in India. 

Non abbiamo potuto raggiungere la cima che Massimo aveva scelto, ne abbiamo salita un’altra, il Gilerhi Pakro, 5250 metri, nella valle di Tosh. E’ stata una lezione straordinaria. La mia scelta di vivere di montagna e arrampicata è nata lì”. 

Un passo indietro s’impone. Di guide alpine, a Roma, ce ne sono da oltre mezzo secolo. Ha iniziato negli anni Sessanta Gigi Mario, alpinista e monaco Zen, che più tardi ha diretto i corsi-guida nazionali. 

Poi, negli anni Ottanta, hanno iniziato a lavorare Fabio e Cristiano Delisi, Paolo Caruso, e poi Luca Bucciarelli, Marco Forcatura, Roberto Rosica e “Jolly” Lamberti. Da qualche anno è guida Alvise Mario, il figlio di Gigi. 

Come sempre nelle grandi città, qualche guida è rimasta a lavorare in zona, altre si sono spostate nelle Alpi. Al contrario delle sue vicine, però, la Regione Lazio non ha mai ratificato la legge nazionale del 1989, e non ha mai creato un Collegio regionale delle guide. Come Bucciarelli, Mario junior e altri, Lorenzo Trento è iscritto al Collegio dell’Abruzzo. 

“Sapevo che avvicinarmi alla professione mi avrebbe costretto a girare molto, e lo accetto” spiega la giovane guida romana. “Ho fatto le selezioni in Emilia-Romagna e il corso in Piemonte, ora sono iscritto al Collegio regionale dell’Abruzzo”. 

Lorenzo Trento con gli sci nei canali del Sirente © Lorenzo Trento

Per Lorenzo, come per tanti giovani che vogliono vivere di montagna, il prezzo da pagare è stato elevato. “Per iscrivermi ai quattro moduli del corso ho speso 16.400 euro. Per viaggi, vitto e alloggio, attrezzatura e abbigliamento ho speso lo stesso, o qualcosa di più. Il totale è intorno ai 35.000 euro”.  

Al corso ho incontrato delle persone straordinarie come Alberto Re, che è stato a lungo presidente delle guide alpine del Piemonte” racconta Lorenzo Trento. “Grazie a lui, ho scoperto che con i clienti si può fare di tutto, comprese le spedizioni agli 8000”. 

Invece, e non me lo aspettavo, ho trovato animosità contro i romani e gli altri allievi provenienti dall’Appennino e dal Sud. I tempi in cui Gigi Mario dirigeva i corsi, e il modulo-roccia a volte si faceva al Gran Sasso, mi sono sembrati lontani”. 

Ma Lorenzo Trento è giovane, pensa in positivo, non si dilunga su queste lamentele. “La mancanza di un Collegio regionale del Lazio ci toglie un riconoscimento formale, e ci esclude da possibili lavori per gli enti pubblici e i parchi. Anche nel Soccorso Alpino del Lazio, al contrario che in Abruzzo, le guide alpine sono quasi assenti. E’ un errore”. 

Lorenzo Trento non è tenero nemmeno con il Collegio regionale dell’Abruzzo, al quale è iscritto. “Per anni, il Collegio è stato quasi inesistente. Non c’era un ufficio, non c’erano iniziative. Spero che con il nuovo presidente Davide Di Giosaffatte le cose cambino per il meglio”. 

Loreno Trento su Itaca nel Sole, Valle dell’Orco. Foto @ Lorenzo Trento

Per anni, i giovani alpinisti dell’Abruzzo che si iscrivevano al corso-guide nazionale avevano un contributo della Regione per le spese. Ora questi fondi non ci sono. “Qualcuno si lamenta, ma credo sia giusto guardare avanti” spiega Lorenzo Trento. 

Una spesa di 30-35.000 euro può essere necessaria anche per partecipare a master e dottorati in altri campi. E’ un investimento per il futuro che molti giovani possono affrontare, magari lavorando per mettere da parte qualcosa” continua. 

Quello che ci vorrebbe davvero, in Abruzzo, sono dei corsi propedeutici al corso di formazione professionale. Imparare ad affrontarlo nel modo giusto è importante per essere promossi, e per investire nel modo migliore i propri soldi”.

Nel Lazio, a questo si aggiunge un problema ulteriore. “Quasi nessuno tra i miei clienti e i miei allievi, prima di conoscermi, sapeva cos’è una guida alpina” continua Lorenzo Trento. 

Se veniamo confusi con gli accompagnatori delle associazioni, volontari privi di una formazione specifica, la nostra preparazione non viene apprezzata, e sarà sempre difficile far pagare il nostro lavoro come merita”. 

Anche per questo motivo, la nascita del Collegio regionale sarebbe un passo in avanti importante. Ma nelle sedi della Regione Lazio, da Via della Pisana alla Via Cristoforo Colombo, nessuno sembra essersi accolto del problema.  

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4 Comments

  1. Almeno qualche lettore si fa un’idea chiara di cosa comporti diventare guida.
    Intanto si parte da un corso Cai, o tenuto in localita’ montana da Guide, poi si prova incrementando un curriculum e solo …dopo inizi all’Universita’ Triennale, con accettazione , lezioni teoriche , pratiche in palestra e pmontagna su terreni vari ,esami …e pure trasferimenti fuori residenza .
    Poi, l’incognita..di trovare lavoro e inizialmente recuperare le spese.Senza scegliersi i clienti…a propria misura.

  2. “Anche nel Soccorso Alpino del Lazio, al contrario che in Abruzzo, le guide alpine sono quasi assenti. E’ un errore”. Ciao Lorenzo. Molti professionisti (infermieri, medici, cartografi, giornalisti ecc.) mettono a disposizione del nostro servizio regionale le loro competenze. Le guide alpine possono fare altrettanto, sono sicuramente ben accette. Un saluto. Davide Conte

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