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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: domenica decisiva, domani tappa al Gran Sasso

giro d'Italia, bicicletta

Prima vera tappa di montagna per i corridori del Giro d’Italia che domani si troveranno impegnati con due importati salite dell’Appennino centrale, quella alla Rocca di Calascio e quella, con cui si chiude la tappa, di Campo Imperatore.

La partenza di questa nona tappa è fissata a Pesco Sannita, cittadina dell’entroterra campano che molte volte è stato luogo di passaggio del Giro d’Italia ma, mai partenza di tappa. Da qui la carovana andrà verso il Molise con le prime modeste alture che inizieranno a farsi sentire davvero quando i ciclisti toccheranno i 1252 metri di Roccaraso. Simbolo del turismo montano in Appennino, Roccaraso è infatti una delle maggiori stazioni sciistiche della spina dorsale d’Italia, ma il fascino di quest’area non si ferma certo qui. Addentrandosi per i vicoli del paese o lasciando il centro per i sentieri di montagna si possono trovare numerose tracce storiche. La località è stata infatti terreno di scontri durante la seconda Guerra Mondiale. Gli edifici sono stati rasi al suolo e poco o nulla rimane delle costruzioni originali mentre qualcosa ancora si può trovare del periodo bellico, come le tracce della linea Gustav, il sistema di fortificazioni realizzato dai tedeschi per fermare l’avanzata alleata dopo lo sbarco di Salerno.

I ciclisti saliranno quindi lentamente verso questi luoghi di memoria, passeranno accanto a Pietransieri, dove nel novembre del 1943 si consumò un efferato eccidio nazista di popolazione inerme, e continueranno a salire fino all’Altopiano delle Cinquemiglia (1250 metri) dove nell’autunno del 1860 passò anche Vittorio Emanuele II nel corso del suo viaggio verso Teano. Da qui gli atleti si butteranno in una discesa che li porterà a 249 metri prima di ricominciare a salire verso Calascio, porta di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, giusto al di sotto della piana di Campo Imperatore verso cui procederà la carovana dopo aver passato Santo Stefano di Sessanio, borgo a lungo dominato dai fiorentini e base produttiva della lana “carfagna”.

Siamo in una delle zone più famose e conosciute dell’Appennino. Aree ricche di sentieri, suggestive grazie ai panorami quasi patagonici che si aprono dalle alture di queste montagne modellate dall’uomo e dalla sua attività. Bastano infatti pochi minuti di cammino per arrivare alla Rocca di Calascio che sovrasta l’abitato e apre lo sguardo all’imponenza quasi dolomitica del Gran Sasso d’Italia, meta ultima di questa tappa.

Commento tecnico Giuseppe a cura di Giuseppe Guerini

Giuseppe Guerini
Classe 1970 Giuseppe è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo.
Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite.
Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007.
È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica d Vertovo.

Questa è la tappa principale di questa prima parte del Giro perché il giorno dopo c’è il riposo. Venendo però al percorso nel mezzo della gara qualche salita interessante con anche quella di Roccaraso. Qui si comincia ad affaticare la gamba che ha già addosso le fatiche dei giorni precedenti con tappe lunghe e alcuni arrivi in salita.

La parte centrale è davvero impegnativa e nel finale vedremo chi ha la condizione per giocarsi il Giro. È una tappa davvero importante per il momento del Giro d’Italia in cui è inserita: dopo finali in salita, dopo il caldo dei primi giorni. Si raggiungono quote oltre i 2000 metri e qualcuno potrebbe certamente accusare. Ci potrebbe essere un distacco importante con i primi verdetti di tappa e l’eliminazione dei primi pretendenti al Giro.

Qui chi vorrà dovrà scoprirsi e mostrare la condizione reale.

 

Vi vogliamo lasciare, alla vigilia di questa tappa decisiva con un piccolo ricordo d’altri tempi. Uno straordinario Marco Pantani in arrivo al Gran Sasso:

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