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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: domani prove generali in vista del Gran Sasso

Parte dal mare questa seconda tappa di montagna del giro d’Italia. Inizia dai 5 metri slm di Praia a Mare e pedala lungo la costa tirrenica fino alla salita finale di Montevergine di Mercogliano, in provincia di Avellino, nel cuore dell’Appennino campano. Una montagna che accompagna sempre i corridori nel loro percorso, anche alla partenza. Basta infatti dare le spalle alla costa per trovarsi alle porte del Parco Nazionale del Pollino con Aieta, cittadina di monte di cui fino al 1928 Praia a Mare è stata frazione.

Oggi il comune marino è una rinomata località turistica da tutti conosciuta con l’hashtag #PraiaSplende coniato nel 2016 quando la cittadina fu scelta come arrivo e partenza di tappa del 99° Giro d’Italia. Situazione simile anche quest’anno con una tappa che dopo l’inizio sfila in pianura bordando il mare e osservando distanti le montagne appenniniche. Corre fino a Salerno prima di iniziare a salire e infilarsi tra le cime del Partenio fino ai 1263 metri di Montevergine di Mercogliano, frazione di Mercogliano per sei volte già località di arrivo del Giro d’Italia. Luogo di culto, non solo del Giro, ma anche e soprattutto di devoti che salgono fin sull’altura per venerare il quadro della Madonna di Montevergine conservato nell’omonimo santuario costruito giusto pochi metri sotto la cima.

 

Commento tecnico a cura di Giuseppe Guerini

Giuseppe Guerini
Classe 1970 Giuseppe è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo.
Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite.
Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007.
È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica d Vertovo.

Questa è una tappa molto simile alla Caltanissetta-Etna. Qui però esiste una parte pianeggiante iniziale. Una prima parte non molto nervosa che si conclude poi con una salita relativamente tranquilla con un dislivello inferiore all’Etna. Ci sono possibilità di fuga. È verosimile che qualche corridore voglia attaccare da lontano per prendere il controllo della tappa. Tutti, presumo, guarderanno e affronteranno la tappa cercando di salvare la gamba in vista del Gran Sasso dove ci saranno dislivelli impegnativi.

Quest’ottava tappa si può ritenere una prova generale in cui non si spenderanno troppe energie, sicuramente si assisterà a qualche fuga verso l’arrivo.

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