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Il Giro d’Italia con Montagna.tv: Caltanissetta-Etna, la prima tappa di montagna

Foto @ www.giroditalia.it

È la sesta la prima tappa di montagna del giro d’Italia 2018. L’arrivo non è però su una cima alpina o appenninica ma su un vulcano. Un finale tutto in salita quello che ci attende domani, 10 maggio 2018, sulle pendici dell’Etna, vulcano attivo più alto d’Europa.

Una tappa che affonda le sue radici nell’antichità grazie agli attraversamenti in quota prima di Enna, che trae le sue origini dall’antica Grecia, e poi di Piazza Armerina con le sue caratteristiche strutture medioevali che accompagneranno verso il gran finale in uno scenario marziano modellato da colate laviche e residui eruttivi là dove si plasma la materia.

Gli atleti e gli appassionati del giro, in questa prima tappa montana, si troveranno a respirare l’aria fresca del bosco, di quelle foreste che contornano il percorso di gara. Alberi cresciuti sui monti calcarei del capoluogo di provincia più alto d’Italia. Montagne attraverso cui si insinua un’antica via di accesso alla città. Un sentiero un tempo percorso da re, cittadini e devoti alla dea Cerere. Un tracciato chiamato “Via Sacra di Enna” che è inizio di un itinerario più ampio è interessante. Un percorso escursionistico di cinque giorni che da Enna va verso Piazza Armerina e Aidone. Aree ricoperte di foreste. Zone naturali in cui avventurarsi a piedi o in mountain bike alla scoperta di patrimoni UNESCO, gioielli d’archeologia industriale e aree protette.

Tantissime le possibilità outdoor offerte da questo territorio dominato centralmente dall’Etna, punto culminante dell’isola con i suoi 3343 metri raggiungibili con una scarpinata di ore in un ambiente primigenio, ancora vergine alla vita, ma essenza unica della stessa.

Commento tecnico a cura di Giuseppe Guerini

Giuseppe Guerini
Classe 1970 Giuseppe è originario di Gazzaniga, un piccolo comune in provincia di Bergamo.
Dal 1993 al 2007 è stato un ciclista professionista. Uno scalatore, un atleta particolarmente adatto alle salite.
Ha corso per Navigare, Polti e per la tedesca Telekom con cui conclude la carriera nel 2007.
È soprannominato Beppe Turbo e non solo perché cresciuto vicino alla centrale idroelettrica d Vertovo.

Questa è certamente una tappa importante che arriva dopo quattro o cinque giorni, quindi la gamba inizia già ad essere rodata e pronta per affrontare i primi importanti dislivelli che qui arrivano con il finale in salita. Per esperienza personale devo però dire che questa è una zona in cui la pianura è davvero poca. Sarà interessante capire le strategie delle squadre, capire come vorranno gestire la corsa. Qualcuno certamente attaccherà. Chissà se la maglia rosa si assumerà la responsabilità di tentare una fuga o prendere il largo.

In questa decima tappa cominceremo, forse, a vedere chi realmente ha la condizione per vincere il Giro d’Italia. Non è però certamente la tappa determinante, ma è una tappa che mostrerà chi ha la gamba per stare in classifica.

Un elemento invece interessante è il caldo che han trovato in questi giorni, sia in Israele che in Sicilia, che può certamente influire sulle prestazioni degli atleti. Vedremo presto che effetti ha avuto su di loro.

 

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