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Il rapporto speciale di Simone Moro e Tamara Lunger

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Io provo ad essere come lui, ma è difficile. Questa è la mia vita”. Inizia con queste parole (forse alludendo a Boukreev?) e con un Simone Moro che piange La Congenialità, film di Christian Schmidt proiettato al Trento Film Festival nella categoria dedicata all’alpinismo.

In realtà la pellicola parla poco di montagne, che sono solo lo sfondo al vero protagonista: il rapporto umano tra Simone Moro e Tamara Lunger. 

Il Simone non è quello che piange, ma per tutti noi è il super uomo che ha una soluzione per tutto e non c’è mai una montagna troppo alta e difficile – dice Tamara alla camera mentre, nella tenda Moro si asciuga le lacrime –, ma anche lui è un uomo”.

Il film parte dalla spedizione al Kanchenjunga della scorsa primavera, quando tentarono di realizzare la traversata senza ossigeno, ed intervalla la narrazione approfondendo i momenti, soprattutto della vita di Simone, che lo hanno portato ad avere Tamara come compagna di cordata. Non manca ovviamente il ricordo rivolto alle altre due figure importanti che hanno accompagnato Moro: Anatoli Boukreev, la cui presenza si percepisce con forza durante tutti e 30 i minuti della pellicola, tanto che il secondo momento in cui gli occhi di Moro si fanno o lucidi e gonfi è mentre ne ricorda la morte sull’Annapurna. C’è anche un accenno a Denis Urubko: “Quando ero con Anatoli lui era qui ed io qui” gesticolando la posizione di superiorità dell’alpinista kazako; con Urubko invece, dice ancora Moro, i ruoli erano invertiti ed era il bergamasco ad essere quello che guidava la cordata, cosa che si è riproposta con Tamara, finché, poco a poco, si sono trovati allo stesso livello.

Un rapporto, quello tra Tamara e Simone, consolidatosi con il Nanga Parbat in inverno: con quella spedizione “è nato un rapporto davvero speciale tra noi” dice Simone, che confessa: “Si è sentita sola in quel momento e mi spiace di non essere stato in grado di capire di cosa fosse importante per lei”. “Eravamo tutti a pezzi. Avrei voluto che considerassero il fatto che fossi una donna, ma dall’altra parte pensavo di dover resistere ed essere forte come loro” confida Tamara ricordando la notte dopo la vetta di Moro, Txikon e Sadpara.

Ci sono momenti in cui sono il padre di Tamara, in altri sono il suo compagno di cordata. Poi ci sono i momenti in cui sono il suo migliore amico; in altri momenti le devo fare un po’ da nonno. Il rapporto con Tamara cambia continuamente”.

Ed è proprio il cambiamento di questo rapporto e dei ruoli tra i due alpinisti, che proprio durante la spedizione al Kanchenjunga si invertono.

Frame dal film La Congenialità

Il Kanchenjunga è stata una spedizione strana, per la prima volta ero io l’anello più debole della spedizione”. Da un lato una Tamara in forma, dall’altra un Simone secondo di cordata, stanco e soprattutto affaticato dal malessere. Fino alla rinuncia definitiva, quando lui, che continua a vomitare da tutto il giorno, decide che si torna indietro, altrimenti sarebbe stato troppo rischioso.

È una delle volte in cui non sono triste. Sai perché? – chiede Tamara mentre Simone si pulisce dal vomito e sistema il suo zaino per scendere -. Perché non tocca a me, altrimenti penso sempre che sono io il coglione del giro”.

Ripensando a questi 8 anni in cui siamo stati compagni di cordata – racconta Simone a conclusione del film – ufficialmente non c’è un grande risultato che abbiamo raggiunto insieme. Il nostro maggior successo è quello che abbiamo costruito tra di noi e all’interno del mondo dell’alpinismo. Ci considero abbastanza rivoluzionari. Siamo la prova vivente che è possibile incontrarsi e scalare insieme raggiungendo un livello di fiducia così profondo. Probabilmente la nostra vetta è questa”.

Un film interessante, con un Simone inedito nel mostrare la parte più fragile dell’alpinista e dell’uomo ed una Tamara che si smarca dall’immaginario del secondo di cordata, svelando però anche lei alcune insicurezze e momenti di debolezze, che raramente ha concesso. 

Momento sorriso e frase da segnalare: “Ti faccio da badante, ma il culo Simone te lo pulisci tu“. 

Film consigliato!

 

 

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15 Comments

  1. Un articolo davvero interessante.
    Ma una info: Per caso Moro &C. hanno delle azioni di Montagna.tv?
    no, cosi x sapere.

  2. “Ma una info: Per caso Moro &C. hanno delle azioni di Montagna.tv?
    no, cosi x sapere.”

    ahahahahah sono convinto che tra tutte le cose che si possono scrivere questa sia la più improbabile in assoluto di tutte

    1. Penso anche io, ma visto che hanno fatto un articolone cosi, magari….
      Ci sono una marea di documentari e film (anche al trento film festival) che meritano sicuramente di più e scrivono si e no 2 righe…

      1. “Oggi al Trento Film Festival: l’omaggio a Bruno Detassis e la consegna del Chiodo d’oro”
        Quattro giorni fà, non solo quattro righe, ma non vedo il suo nickname tra i commentatori.

  3. Ma ditemi che e’ tutto uno scherzo….per favore. Che ridere…ma cos’e’ sta roba? Un articolo e un video per parlare del rapporto di questi due? Boh.

  4. mamma mia….che brividi!!!!! Che emozioni!!!! Ma per favore,,,,,Nives e Romano: altra classe, altro stile. Simone e Tamara: patetici.

  5. l’esperienza a Monte Bianco in tv ha fatto di Moro un ottimo attore.
    Dopo anni a fingere di essere un alpinista ha trovato la sua vera vena: la recitazione !!!

  6. Lorenz, ovviamente hai ragione – in questi giorni di notizie interessanti ce ne sono tantissime.
    Purtroppo, la tendenza (spinta e richiesta da editori sempre più a corto di idee e ossigeno) al “Chi”-giornalismo gossipparo e la potenza di fuoco degli uffici stampa dei grossi marchi della montagna, dettano le regole

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