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Traversate Everest-Lhotse, come procedono le due spedizioni

Avevamo annunciato che tra le spedizioni al Tetto del Mondo, quelle che avremmo seguito con maggiore attenzione quest’anno sono le due che hanno come progetto la prima traversata senza ossigeno di Everest e Lhotse.

Perter Hamor e Horia Calibasanu si stanno risposando dopo aver trascorso alcuni giorni sulla montagna. Hanno deciso per recuperare le forze di scendere al villaggio di Deboche per 3 giorni per poi ritornare al campo base e ricominciare a salire.

In parete i due sono arrivati fino a campo 2, 6400 metri, che hanno allestito con una piccola tenda che diventerà il loro campo base avanzato. Nel frattempo Horia ha comunicato che stanno bene, sono in ottima forma e che torneranno in quota tra 6/7 giorni.

La fase di acclimatamento è fondamentale per chiunque scali un 8000, soprattutto gli 8850 metri del Tetto del Mondo, ma diventa vitale se il progetto alpinistico, come la traversata che i due alpinisti hanno in mente, prevede di trascorrere almeno 3 bivacchi oltre gli 8000 metri. Anche il riposo è altrettanto importante per il rumeno e lo slovacco, poiché a strada che hanno scelto di percorre è inoltre lunga: salita partendo dal campo base nepalese lungo la via americana del ’63, che li porterà sulla parete nord-ovest da cui proveranno a raggiungere la vetta; una volta in cima scenderanno dalla normale fino a Colle Sud per poi buttarsi sul Lhotse dalla variante di Urubko del 2010. Un gran da fare, senza ossigeno, supporto esterno ed in stile leggero.

L’altra traversata, di cui Hamor ha dichiarato di non sapere nulla prima della partenza per il Nepal, è quella di Tenji Sherpa, che proverà a realizzare il sogno dell’amico e compagno di cordata Ueli Steck. Con lui il fotografo Jon Griffith, che realizzerà il film dell’impresa per National Geographic.

Tenji è più in ritardo rispetto al duo Hamor-Cilibasanu: dopo la puja di questa mattina, ha iniziato l’acclimatamento raggiungendo campo 1. Domani, assieme a Griffith, dovrebbe arrivare a campo 2 dove, meteo permettendo, trascorrerà due notti.

Anche il progetto Ueli/Tenji è ambizioso: salita dell’Everest dalla cresta ovest, per la via degli jugoslavi, fino alla vetta, poi Colle Sud e cima del Lhotse dal canale a sinistra della via normale. Come prima si parla di stile leggero, nessun supporto esterno e senza ossigeno supplementare.

 

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