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Guide Alpine – Cesare Cesa Bianchi: l’accordo con i Vigili del Fuoco non è un attacco al Soccorso Alpino

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Si tratta di un accordo nell’ambito della Protezione Civile e delle emergenze nazionali” ci spiega il presidente del Collegio Nazionale Guide Alpine Cesare Cesa Bianchi in merito all’accordo con i vigili del Fuoco ufficializzato il 16 aprile scorso. “Non si tratta di una collaborazione nell’ambito della sanità nazionale e regionale. Non si tratta di una collaborazione nell’ambito del soccorso in montagna, dell’elisoccorso ed eliambulanza per i quali esistono accordi nazionali e regionali tra sanità, regioni e Soccorso Alpino” aggiunge ancora smentendo le polemiche risultate da questo accordo. “Abbiamo subito un attacco molto pesante da parte del Soccorso Alpino e, a proposito, vorrei ricordare che la collaborazione tra le Guide Alpine e il CNSAS è chiara”.

Da quali volontà nasce questo accordo?

Il 2 gennaio è stato emesso il Decreto Legge numero 1 che stabilisce la collaborazione degli ordini professionali con il Corpo dello Stato per gli interventi di protezione Civile e pubblica sicurezza. Questo accordo si inquadra quindi in questo contesto.

Si può dire però che l’apertura ad una collaborazione tra Vigili del Fuoco e Guide Alpine nasce dal terremoto delle Marche. Occasione nella quale sia come Collegio Marche che come Collegio Nazionale delle Guide abbiamo dato alla prefettura e alla protezione civile la disponibilità a dare una mano. L’abbiamo fatto in modo ufficiale con una lettera a cui è seguito in risposta: “non possiamo utilizzare il vostro supporto”. Siamo quindi stati impossibilitati ad essere di aiuto in quanto bloccati da una questione burocratica che non ci inquadrava come un organo preposto a questo tipo di interventi. Solo localmente c’è stato un fatto che ha bypassato tutta la burocrazia e la normativa permettendo così alle nostre guide di essere di aiuto nel raggiungimento di un paese isolato.

Quali competenze potete fornire ai Vigili del Fuoco in caso di emergenza?

Nei contesti di emergenza nazionale noi possiamo fornire supporto nell’operatività dell’emergenza. Possiamo essere utili nei casi in cui sia necessario accompagnare tecnici dei Vigili, o altri organi, attraverso terreni impervi. Poniamo ad esempio un paese isolato raggiungibili solo a piedi dove bisogna percorrere sentieri devastati o scomparsi. Un Vigile del Fuoco, un geologo o un ingegnere manca di quella professionalità che gli permette di valutare il percorso più sicuro. In questi casi noi possiamo dare il nostro contributo. Lo daremo facendo quel che facciamo per lavoro: le Guide Alpine

Com’è stata accolto questo accordo dai Collegi regionali?

Diciamo che è stato accolto il modo molto differenziato. Ci sono collegi che l’hanno accolta come una collaborazione positiva, come un importante accreditamento per i tutti nostri professionisti. E ci tengo a sottolineare che è “per tutti i nostri professionisti” dalla Guida Alpina, all’Accompagnatore di Media Montagna fino all’Accompagnatore Vulcanologico.

Altri collegi invece hanno accolto la notizia con una certa indifferenza non assumendo nessuna critica o posizione particolare. Alcuni infine hanno mostrato una forte opposizione e parlo di Piemonte, Valle d’Aosta e provincia di Trento. Purtroppo hanno frainteso quello che è l’obiettivo di questa collaborazione e l’hanno intesa come un attacco al Soccorso Alpino, cosa che assolutamente non è parte dell’accordo. Si tratta di un’operazione di supporto in caso di emergenze nazionali e di protezione civile.

 

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