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Abruzzo, parlano le Guide Ambientali – di Stefano Ardito

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Sui sentieri e nelle aree protette dell’Abruzzo, accanto alle guide alpine e agli accompagnatori di media montagna, lavorano da anni dei professionisti che hanno un titolo e una formazione diversi. Le guide ambientali iscritte all’AIGAE, che lavorano sulla Majella e negli altri parchi nazionali e regionali, rivendicano il loro ruolo e il loro diritto a lavorare. 

Qualche settimana fa ho intervistato per Montagna.tv Davide Di Giosaffatte, neo-presidente del Collegio regionale delle guide alpine. Questa conversazione con Salvatore Costantini e Marco Di Michele, guide ambientali che lavorano da anni con Majambiente (Salvatore è anche consigliere nazionale dell’AIGAE e rappresentante dell’associazione per l’Abruzzo) imposta la questione in modo diverso. 

Majella, il Vallone dell’Orfento

In Abruzzo oggi lavorano circa 80 guide ambientali ed escursionistiche” spiega Salvatore Costantini. “Una trentina di loro lo fa a tempo pieno, o almeno come lavoro prevalente, per aziende che pagano i contributi e rilasciano ricevute e fatture. Dopo i corsi che stanno per iniziare, supereremo quasi certamente il centinaio”. 

Quella delle guide ambientali, spiegano i miei interlocutori, è una realtà in crescita. “Siamo nati con il turismo scolastico, ma negli ultimi anni il lavoro per i clienti privati è diventato sempre più importante” spiega Marco Di Michele.

Ogni anno, decine di migliaia di escursionisti e turisti passano per il centro-visite dell’Orfento, che gestiamo per conto del Parco. Insieme alle altre realtà della zona abbiamo creato il portale Visitmajella, che propone ogni genere di attività sul massiccio. Ora puntiamo ad avere guide ambientali in grado di parlare l’inglese e il tedesco”.  

A creare il conflitto tra guide alpine e accompagnatori da una parte, e guide ambientali dall’altra, sono state le leggi nazionali e regionali che hanno dato vita a figure simili e di fatto in concorrenza. L’unica soluzione possibile, a modesto parere di chi scrive, è che il nuovo Parlamento affronti finalmente e seriamente la questione. Intanto, in Abruzzo, la tensione aumenta. 

Davide Di Giosaffatte, purtroppo, ha parlato di noi semplicemente come “abusivi”. Poi ha bloccato la partecipazione delle guide alpine ad Abruzzo Attrattivo, una rassegna di promozione del turismo sostenibile, perché erano coinvolte alcune guide AIGAE. E’ un peccato” ribadiscono i miei interlocutori.   

La realtà è diversa, e spesso è intrecciata” spiega Salvatore Costantini. “Molte persone che lavorano da anni in questo settore ha ottenuto entrambi i titoli, e sono quindi sia accompagnatori di media montagna sia guide ambientali escursionistiche. Ne “Il Bosso”, un’organizzazione importante e che lavora sulla Majella e sul Gran Sasso, guide ambientali e accompagnatori lavorano gli uni accanto agli altri”. 

Marco Di Michele (a sinistra) e Salvatore Costantini

Un punto che viene spesso sottolineato da parte delle guide alpine è la minore attenzione, nell’iter di formazione delle guide ambientali, alla resistenza e alla capacità di muoversi su terreno impervio. 

Non è vero, anche i corsi dell’AIGAE comprendono un modulo di conduzione e sicurezza” rispondono Costantini e Di Michele. “Noi in estate portiamo regolarmente clienti sul Monte Amaro, la vetta più alta della Majella. Gli itinerari sono impervi, ad alta quota, molto lunghi. E non abbiamo mai avuto problemi”. 

Non è facile immaginare cosa ci può riservare il futuro. L’aumento, non solamente in Abruzzo, della tensione tra guide alpine e accompagnatori da un lato e guide ambientali escursionistiche dall’altro rischia di creare confusione tra i potenziali clienti. 

E’ vero, ma non è colpa nostra” risponde Marco Di Michele. “Un nostro collega è stato fermato dai Carabinieri Forestali mentre accompagnava una passeggiata con le ciaspole verso Colle della Civita, alle pendici della Majella. Dopo l’inasprimento delle pene a causa del decreto Lorenzin rischia il carcere, e fino a 10.000 euro di multa. Non è giusto”. 

Andare a caccia di veri o presunti abusivi è sbagliato, è il passato remoto” aggiunge Salvatore Costantini. “Credo che dobbiamo guardare avanti, e credo che in questo campo ci possa essere lavoro per tutti. Noi siamo disponibili a trovare delle sinergie”. 

C’è un altro punto importante. Lo sviluppo dei Parchi, dei centri-visite, del turismo ambientale ha consentito a molti giovani della montagna abruzzese di restare sul territorio. Amiamo la nostra terra, ci vogliamo restare, il nostro lavoro è uno strumento fondamentale per farlo”.  

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